Emiciclo

Prof. Luigi Sergio Germani: Il mondo dell’intelligence? Non è come ce lo mostra il cinema 

Intervista sul variegato e “misterioso” mondo dei servizi segreti e sulla loro funzione con il Direttore dell’Istituto Gino Germani di Scienze sociali e Studi strategici. Al servizio della democrazia, utilizzando le nuove risorse della tecnologia. I servizi segreti russi tendono a disgregare la Nato e a destabilizzare l’Europa e le democrazie liberali. L’apporto dell’Intelligenza artificiale al lavoro dei servizi segreti sarà importante ma ancora non è chiaro di quale portata sarà il suo utilizzo

Leggi Tutto
Orizzonti

Il professore poeta e il “carro di Tespi” della poesia nel Salento

“L’inumano della guerra e l’umanesimo che tace”. Ispirandosi a questa idea, e ancor più all’attuale situazione del nostro tempo, Carlo Alberto Augieri, professore universitario di ermeneutica e di critica del testo e poeta egli stesso, ha organizzato un ciclo di incontri itineranti in alcuni Centri del Salento, (che di Comuni ne ha quasi cento, senza contare le frazioni). L’idea è stata quella di far partecipare anzitutto i poeti del luogo dell’incontro e poi di allargare gli inviti ad altri poeti di Comuni della provincia. Non per fare una passerella, una specie di spettacolo. Tutt’altro. Augieri è alieno da questo tipo di manifestazioni, al punto che, quando gli ho proposto di farne una in una rinomata e affollata località balneare della riviera salentina, non diciamo di quale versante, ha reagito con un certo piglio deciso e indispettito, tipico dell’uomo mite quando protesta (attenti all’ira dei calmi, ci ricorda l’Ecclesiaste). Non ci penso nemmeno – ha risposto il Professore – non mi va di riempire il vuoto delle serate di vacanzieri distratti parlando delle tragedie della guerra e dei bambini di Gaza a persone sedute ai tavolini magari, aggiungo ora io, sorbendo un gelato o compulsando il cellulare. Troppo drastico e severo il professore Augieri? Ma no, è che egli ha una concezione profonda, quasi sacrale della poesia, e rifugge dagli aspetti troppo esibiti e alla fine autoreferenziali, esibizionistici, tipo passerella, di certi modi di presentare poesie.   Questi incontri sono già diventati tre. Il primo si è svolto a Lecce, il secondo nel teatro comunale di Nardò, un gioiello architettonico di fine ‘800, che riproduce in scala il San Carlo di Napoli, a cui il progettista si è ispirato.   Il terzo incontro di poeti salentini – in dialogo – si è tenuto all’aperto, in una piazzetta suggestiva di Martano, capoluogo

Leggi Tutto
Orizzonti

Omaggio a Navalny con i versi di Pasternak

L’oppositore politico russo Alexei Navalny, imprigionato in un luogo remoto del circolo polare artico e lasciato lentamente morire, di sicuro amava la poesia del suo grande Paese. Grande la poesia russa stessa, e forse, possiamo congetturare, la recitava tra sé e sé nelle interminabili giornate da recluso, guardando dall’unica finestra verso spazi smisurati, aggrappandosi a piccoli segnali che lo avrebbero aiutato semplicemente a vivere. Lo scorrere del tempo, il fluire delle emozioni, il gelo e la neve, il ghiaccio nero, il terribile vento siberiano, ma anche i primi germogli sotto la neve, la fioritura dei campi e la bella stagione, elementi naturali sempre presenti nei versi russi. Navalny è morto in questi giorni di febbraio. “Ancora qualche settimana, Alexei, con la primavera il tempo si metterà al bello”, avrà forse sperato. Il grande poeta e scrittore russo Boris Pasternak proprio in una sua poesia dal titolo “Febbraio”, di oltre un secolo fa , sembra racchiudere la sostanza poetica di quel  paesaggio,   e non sembri inappropriata l’idea di farne un sublime omaggio al combattente Navalny ( a sua moglie Yulia, alla mamma Lyudmila Navalnaya,  questa “madre Coraggio” sempre in giro per la Russia pur di incontrare il figlio Alexei  in carcere, mentre  oggi vaga per recuperare il suo corpo).   Nel riproporla, questa poesia dell’autore del dottor Zivago può essere un epitaffio sulla ingiusta fine dell’oppositore politico, ma anche inno alla libertà, a cui ha sacrificato la sua stessa vita.        ***** Febbraio  Prender l’inchiostro e piangere! Scrivere di febbraio a singhiozzi Finché  il tempo piovoso scrosciante brucia come una fosca primavera.   Prendere una carrozza. Per sei soldi, tra scampanìo e stridere di ruote recarsi là dove la pioggia torrenziale strepita più che lacrime ed inchiostro.   Dove, come pere incenerite, dagli alberi mille cornacchie  cadranno nelle pozze  rovesciando

Leggi Tutto
Orizzonti

“In morte del maestro elementare” nel mondo di ieri

E per togliergli di dosso la troppa polvere che ha ammantato questa benemerita figura di educatore. Era un mondo fatto a misura di bambini, tra gioco e studio. I loro giochi di strada e passatempi. La severità del metodo d’insegnamento che ha lasciato positive e indelebili tracce nella formazione e nel ricordo degli alunni.

Leggi Tutto
Emiciclo

Quello scivolosissimo “regalo” che inguaia il “potente” di turno. Fenomenologia di un costume nazionale di ieri e di oggi. Episodi alla Balzac

Breve “Codice sul ‘regalo’” tra propria sponte e ricerca di utilità. Un gesto immemorabile, quello di regalare qualcosa a qualcuno che “conta” (pubblica amministrazione). Oggi persino la Cassazione ci mette naso e tenta di regolamentare. Disamina “popolare” di un fenomeno che d’un colpo ha assunto rilevanza sociale e anche giuridica, attraverso esemplari ma anche curiosi fatti di cronaca. ****** Nel rapporto personale (ma anche giuridico) tra le parti, irrompe da tempo il “dono”, o “regalo” che sia, al “potente” di turno, o ritenuto tale e dal quale, si presume, si voglia poi ottenere qualcosa in cambio, un favore, una facilitazione.       Oggi, con tanti occhi addosso, viene meglio specificato e regolamentato, connotandolo con la locuzione “ricerca di utilità”, nel contatto che si instaura con chi rappresenta la pubblica amministrazione. Si potrebbe pertanto rappresentare la situazione di chi voglia realizzare un disinvolto e pratico “do ut des”, messo in atto da qualcuno con “grilli per la testa”;  eppoi ci sono i casi   in cui si possono ravvisare “utilità” per entrambe le parti. Detto così, alla buona, il “potente” di turno potrebbe meravigliarsi del gesto ( di aver ricevuto un regalo), e a quel punto regolarsi di conseguenza: respingendo il dono, stizzito, non sapendone che fare, oppure  accettarlo di buon grado. Ma anche chiedersi per quale motivo quel Tizio/a si è scomodato a farlo.  Finanche può accadere che quel “benefattore”, a tempo debito, possa ricevere dal beneficiato poi il suo, di regalo. D’accordo, tutto teorico, quasi inverosimile, in questo pari e patta. Alla fine, chissà, anche un gesto elegante, amichevole e nient’altro da aggiungere, se non l’osservazione: “dobbiamo essere in tempi difficili, se “anche fare un regalo” ( o riceverlo) è diventato complicato, persino pericoloso!”. E comunque, a fare un po’ di storia, la domanda che subito viene in mente

Leggi Tutto
Base Cento

Rischio di malaffare sul turismo salentino. Soltanto la buona amministrazione può fermarlo. Una legislazione da rivedere per una industria turistica con tanti problemi

Un’estate di fuoco e non solo per le altissime temperature. Stavolta appiccato per davvero, ha inferto un durissimo colpo al turismo del Salento. Sulla “rete” ancora scorrono le immagini di tanta devastazione nella frazione marina di San Cataldo di Lecce. Un vero peccato poiché, dopo un lungo periodo di trascuratezza, era riuscita pienamente a rifiorire. Cento ettari di pineta andati in fumo con evacuazione di turisti e residenti, case bruciate e attività commerciali al collasso.     Un disastro difficile da rimediare. Tra tanta disperazione, il barlume di speranza, pensando di organizzare nei prossimi giorni (7 agosto ndr)  una giornata di “convivialità” con musica e attività varie; potrà servirà –hanno detto – come incoraggiamento collettivo e ripartenza, invitando tutti a partecipare. A Ugento, invece, gli ettari incendiati superano i centocinquanta. Si tratta di un’area tra le meglio posizionate nella scelta del turismo italiano e internazionale, con un’offerta che supera abbondantemente i trentamila posti-letto tra strutture alberghiere ed extra. Occorreranno almeno una quindicina di anni prima di far rinascere boschi e pinete. Che – parola di agronomi e delle stesse Autorità – sono state deliberatamente attaccati; basti considerare i quattro inneschi scoperti a San Cataldo e, nel caso di Ugento, la “perizia”, tutta  criminale dimostrata nell’appiccare il fuoco in giornate di forte vento di maestrale, facendolo partire dalla parte di una sommità. Parola di Vigili del Fuoco. Nessuno però si sbilancia sui veri motivi che spingono a questi atti criminali che, chiaramente, non sono opera di balordi. Nella maggior parte dei casi, riconducibili, invece, a strategie speculative e al tentativo di mettere le mani su un territorio fortemente appetibile per investimenti turistico-commerciali. Interventi certo consentiti e anche auspicabili (e nel tempo tanti già avviati), ma pur sempre nel rispetto delle leggi in materia. Altro discorso, e condensato di difficoltà di ogni

Leggi Tutto