- Geografia, soglia nucleare e guerra delle reti nel Medio Oriente del XXI secolo. Il generale Pasquale Preziosa, già Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, analizza quanto c’è di immutabile nella situazione geopolitica dell’Iran contemporaneo, per cercare di capire come si è arrivati al conflitto attuale
Primo Piano

Speciale Iran. Una crisi che viene da lontano, e andrà lontano
Rischi, incognite, esiti, sviluppi e speranze di difficile e prematura previsione nell’analisi sul conflitto iraniano di Paolo Sandalli, Ammiraglio di Squadra in congedo della Marina Militare Italiana

Speciale Iran. Trump e Teheran, una settimana dopo
A sette giorni dall’avvio dell’offensiva aerea congiunta USA-Israele contro l’Iran, il bilancio è impietoso: le operazioni Epic Fury e Roaring Lion si scontrano con la dura realtà che Clausewitz aveva già chiarito secoli fa — la guerra è strumento della politica, non suo sostituto. L’analisi di Gregory Alegi, professore di storia e politica USA, Luiss

Speciale Iran. La guerra e la responsabilità dell’Europa
Perché l’escalation in Medio Oriente riguarda anche noi e perché l’Europa deve lavorare per fermarla. L’analisi di Elisabetta Trenta, Direttrice dell’Osservatorio sulla sicurezza nazionale – Università Pegaso e già Ministro della Difesa e
Cingolani: “La pace gratis è finita. È arrivato il conto”
Il numero uno di Leonardo, Roberto Cingolani, all'evento "Aspettando il Festival della Geopolitica — Demarcazioni" a Roma: dall'impreparazione militare europea ai missili ipersonici, dalla cyberguerra da trilioni alla Space Factory. E un avvertimento sulla società: "Stiamo diventando algoritmi sulle gambe"
Speciale Iran. Il nuovo ordine mondiale è già qui? Risponde Rapisarda (Il Secolo)
Antonio Rapisarda analizza il nuovo scenario internazionale, in cui gli Stati Uniti, sotto la guida di Donald Trump, cercano di riaffermare il proprio ruolo globale puntando anche a ridimensionare l’influenza iraniana e consolidare gli Accordi di Abramo
Speciale Iran. Rischiamo un nuovo Afghanistan. Parla Paolo Alli
Paolo Alli, già presidente dell’Assemblea parlamentare della Nato e oggi segretario generale della Fondazione De Gasperi, analizza l'escalation tra Stati Uniti, Israele e Teheran: dal ruolo del consenso interno alla fragilità degli equilibri regionali, fino al rischio di un "Afghanistan iraniano". E avverte: "Senza un progetto per ciò che viene dopo, si abbatte l'esistente senza alternativa"
A Roma il ricordo di Adenauer, tra pace, Europa e radici cristiane
L’avvocatura nell’era dell’IA, dalla norma al processo
Damele presenta a Roma il volume “Etica ed Economia”
Prevenzione e diagnosi precoce. Le foto dell’evento FASI
Alla Biblioteca Angelica il confronto sullo Stato di diritto dell’UE
The Skill ricorda Maria Rita Parsi, una vita per i diritti dei bambini
Oggi su
L’Italia alla guida della strategia globale “5G”: IZSVe e IZSLER designati Centro di Referenza FAO per la riduzione degli antimicrobici
Dalla riduzione degli antibiotici in allevamento alla cooperazione tecnico-scientifica con la FAO
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Fincantieri, aumento di capitale da 499 milioni tramite accelerated bookbuilding
Fincantieri ha completato un aumento di capitale da quasi cinquecento milioni di euro attraverso il
Oggi su
Speciale Olimpiadi: l’economia a cinque cerchi
Con Marcel Vulpis, fondatore e direttore di Sporteconomy.
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Dies Iran
Dietro le giustificazioni ufficiali – nucleare, proxy, cambio di regime – si nasconde la vera causa del conflitto: il controllo dello Stretto di Hormuz, chiave della strategia commerciale e marittima dell’America First. Sullo sfondo, la guerra millenaria fra sciiti e sunniti per l’egemonia sul mondo islamico, e un’Europa che non esiste come attore di politica estera

La sfida OSINT dei servizi. Cosa dice la relazione dell’intelligence
La Relazione annuale 2026 del DIS fotografa una trasformazione strutturale: quasi un terzo delle informazioni portate all’attenzione dei decisori proviene già da fonti aperte. Ma navigare nell’oceano dei dati pubblici richiede tecnologie e competenze che ridefiniscono il mestiere dell’analista

Speciale Iran. Il filo diplomatico spezzato, l’Europa si riposiziona
Il 28 febbraio 2026, mentre i negoziatori iraniani e americani erano ancora seduti ai margini dei tavoli di Ginevra e il ministro degli Esteri dell’Oman dichiarava che la pace “era a portata di mano”, gli Stati Uniti e Israele hanno avviato l’operazione denominata “Epic Fury” — o “Ruggito del Leone” nelle versioni successive — contro l’Iran. Il timing fu deliberatamente studiato per cogliere di sorpresa la leadership iraniana, accentuando la sorpresa tattica in un momento in cui la diplomazia sembrava ancora attiva: nuovi negoziati erano stati annunciati a Vienna, e il Segretario di Stato Rubio aveva in agenda un viaggio in Israele la settimana successiva. Il risultato è un conflitto che in meno di settantadue ore ha già riscritto la mappa delle alleanze regionali e costretto l’Europa — Italia inclusa — a misurarsi con scenari che fino a poche settimane fa sembravano ipotesi accademiche. L’analisi del Generale Ivan Caruso, consigliere militare della SIOI.

Speciale Iran. L’ennesima guerra senza strategia? L’analisi del Gen. Tricarico
Dall’Afghanistan al Venezuela, la costante è la stessa: interventi Usa avviati senza end state destinati a impantanarsi. Anche nel teatro iraniano il rischio è quello di una strategia incompiuta, sospesa tra l’ipotesi di cambio di regime e l’assenza di una reale via d’uscita. La vera domanda è se Donald Trump disponga di una strategia coerente o se ci si trovi davanti all’ennesimo capitolo di una lunga serie di missioni senza approdo. L’analisi del generale Leonardo Tricarico, già Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare

FINI CONSIDERAZIONI
L’ex Vice Presidente del Consiglio, Ministro degli Esteri e Presidente della Camera detta la linea, dall’Iran alla giustizia. E rivendica una linea precisa: sostegno all’Ucraina, rifiuto delle ambiguità su Putin, un’Europa più forte e meno burocratica, una magistratura da riformare senza propaganda

Speciale Iran. Decapitare il nemico non basta
La decapitazione del regime iraniano — Khamenei in testa — non ha prodotto il collasso, ma un avversario che non ha più nulla da perdere. Sullo sfondo, i danni collaterali per gli alleati arabi, un regalo all’intelligence militare cinese. Sul breve termine l’Iran reagirà a istrice, ma il rischio è una destabilizzazione regionale su larga scala
