Europa, Benvenuto: erano forti i socialisti. La caduta del Muro un’occasione mancata

Dopo la caduta del Muro nell’89, si doveva prendere una iniziativa. Invece al posto dell’Europa sociale è arrivata l’Europa globale. Oggi l’unica forza che si occupa del futuro è la Chiesa. Quella frase di Bruno Buozzi a Trentin sulla cultura: per resistere più del padrone devi conoscere un libro in più di lui
Scenari – La “solitudine” di Giorgia

Tra l’urgenza di costruire una forte classe dirigente e la necessità di progettare un partito nuovo di stampo liberal-conservatore di massa
Ilaria Salis, quella inquadratura di un altro detenuto al guinzaglio

Può appartenere all’Europa un Paese come l’Ungheria che lede così palesemente i diritti fondamentali e della dignità umana? Il caso è politico, altroché
Matteotti europeista. Intervista a prof. Mirko Grasso: lezione ancora valida

Intellettuale moderno, raffinato giurista, colto socialista che guarda all’Europa (quando molti vedono l’Italia, troppi l’Unione Sovietica). Sulla morte di Giacomo Matteotti, ucciso a pugnalate dalla Ceka fascista il 10 giugno del 1924, lo storico Mirko Grasso – membro della Fondazione Ernesto Rossi – Gaetano Salvemini – intende sgombrare il campo dagli aspetti torbidi del delitto. […]
La sveglia di Draghi all’Europa

Doveva fare il nonno, il pensionato, una riserva della Repubblica, e invece a pochi mesi dalle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo Mario Draghi, incontrando a Strasburgo i Presidenti delle Commissioni, si sfoga per i ritardi con cui procedono alcune decisioni. “All’Ecofin informale di sabato scorso mi hanno chiesto qual è l’ordine in cui […]
L’Europa del nostro scontento: i Paesi Baltici tra discriminazioni e paure

Un rapporto particolareggiato sulla situazione dei Paesi Baltici e sulla loro storia recente
Europa, Laschi: la crisi europea è prima di tutto politica e poi economica

Il processo di integrazione è uno strumento sensibile e se adoperato male può portare a contraccolpi negativi. La divisione e la lontananza con Ankara derivano anche dall’atteggiamento sbagliato dell’Ue nei suoi confronti. All’Ucraina è stato detto sì ma non è ancora pronta
Verso le elezioni / Europa. La lunga vigilia

Il voto del prossimo giugno ha dentro molto di più: il destino stesso di un’Europa ferita da attacchi esterni e da fratture interne, avvelenata da un ideologismo nazional-populista, che, per quanto meno impattante rispetto a qualche anno fa, continua ad essere pericoloso, impastandosi con l’unico punto di convergenza tra i sovranisti americani alla Trump, e quelli asiatici come Putin e Xi: il ridimensionamento dell’incomodo europeo sulla scena mondiale. Per l’Italia occorrerebbe ritrovare un idem sentire per difendere gli interessi nazionali concretamente e partecipare alla costruzione della nuova Europa da protagonista, ricordando che da vent’anni non ci viene riconosciuta la carica del Presidente della Commissione-l’ultimo è stato Prodi- e che dalla riforma del 2009 non abbiamo mai avuto il Presidente del Consiglio europeo. Avrebbe senso, forse, ritrovarsi tutti su una candidatura di caratura e reputazione internazionale come Mario Draghi. Occorre, dunque, scrivere una seria agenda italiana per il futuro dell’UE.
Verso le elezioni/ Le sfide dell’integrazione europea dopo la globalizzazione. Il problema della sovranità e i populismi

Prosegue i dibattito sull’Europa e il suo futuro, in vista delle elezioni di Giugno. Pubblichiamo oggi un intervento del professor Gaetano Quagliariello, già senatore, dal 2013 al 2014 ministro delle Riforme istituzionali, dal 2003 presidente della Fondazione Magna Carta, fondata con Marcello Pera: “un luogo di formazione e ricerca di ispirazione liberale schierato senza soggezioni culturali e prudenze con il centro-destra”
“L’ora che stiamo vivendo non consente indugi”

Diamo inizio, con questo dotto e analitico articolo d’ inquadramento, firmato dai Pietro Di Muccio de Quattro, a una serie di articoli e interviste sull’Europa, in vista delle elezioni che si terranno quest’anno. Sull’Europa sognata dai grandi europeisti, sull’Europa attuale, sulle sue criticità, sulle riforme necessarie, sulle nuove prospettive e sui nuovi orizzonti, in termini di ruolo più attivo nel contesto geopolitico mondiale