Oppenheimer, quando i fisici “conobbero il peccato”

Genio indiscusso del XX secolo della fisica quantistica. Era amante delle donne e della bella vita, americano per molti, spia comunista per altri, ma soprattutto fu l’inventore di uno dei strumenti di devastazione più potenti: la bomba atomica. Come fondatore e poi presidente del Progetto Manhattan fu un forte sostenitore dell’aggressione alle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki. Poi visti i ‘successi’ della bomba atomica fu preda di molte crisi di coscienza. In un’intervista commentò così l’esito: «I fisici hanno conosciuto il peccato». Poi nel dopoguerra, come presidente del comitato consultivo della commissione per l’energia atomica, si oppose alla costruzione della bomba all’idrogeno.

Un uomo diviso tra luci e ombre, attuale come pochi scienziati ma anche forte conservatore.

Iniziò gli studi alla New York Society for Ethical Culture, sotto l’occhio attento del futuro premio Nobel Percy Williams Bridgman. Nel 1926 decise di continuare gli studi all’Università Georg-August di Gottinga in Germania. Oppenheimer diede un altro importante contributo alla fisica teorica: mostrando come un campo elettrico debole poteva estrarre un elettrone dall’atomo al quale era vincolato.

 

 

 

Grazie a un ‘effetto tunnel’ l’elettrone poteva superare, anzi, attraversare la barriera che lo teneva confinato. Nel 1932 alla Caltech (fucina di scienziati, soprattutto fisici) conobbe Einstein con il quale condivise idee e lunghe conversazioni. Il fisico tedesco non partecipò mai attivamente alla creazione dell’atomica, ma la sua teoria della relatività diede a Oppenheimer la spiegazione di come liberare l’energia da una bomba. Fino al progetto Manhattan, dove insieme alle migliori menti applicò queste teorie e nacque l’abominio più grande della storia. «Signor Presidente, le mie mani sono sporche di sangue» disse il fisico a Henry Truman, presidente degli Stati Uniti d’America.

 

 

Nelle sale in questo periodo è uscito il film che ne racconta la storia. Un film intenso che tocca tutti gli aspetti dell’umana coscienza. Molto scrupoloso nel descrivere i dettagli scientifici dell’atomo, Nolan (regista) fa un quadro chiaro delle implicazioni e dei sentimenti dello scienziato prima e dopo il Trinity test (come si evince dal nome fu il preliminare dello sgancio dell’atomica).

Questo film su una delle menti più eccelse e complicate del XX secolo, ci aiuta a ricordare che ricerca e sviluppo devono essere svincolati da dettami etici o religiosi ma per il vero progresso della civiltà, bisogna sempre porre dei limiti alle applicazioni eventualmente devastanti.

Elio Nello Meucci – Redattore

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