Maria Tripodi, ritratto di una donna di Governo

Classe 1982, 40 anni compiuti, il 21 luglio scorso, segno zodiacale Cancro, Maria Tripodi, attuale Sottosegretario agli Affari Esteri, si laurea in Studi Politici Internazionali e Comunitari, con specializzazione in Relazioni Internazionali alla “Sapienza” di Roma.

Nel Luglio 2022 consegue il suo primo Master In Sicurezza Economica, Geopolitica e Intelligence presso la SIOI, che è la Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale. Membro della Società Italiana di Storia Militare (SISM), consulente di alto profilo di enti pubblici e privati. Come dire? Nasce già grande Maria Tripodi, già pronta ancora giovanissima a incarichi di grande prestigio.

Appassionata di politica fin da giovanissima, nel Gennaio del 2005 poco più che ventenne aderisce a Forza Italia Giovani, ricoprendo diversi ruoli nel coordinamento di tutte le campagne elettorali. Nel 2007 è eletta al Forum Giovani della Regione Lazio,  Organo di rappresentanza dei giovani under 35, che esprime pareri su richiesta della Giunta o del Consiglio in ordine alle iniziative che riguardano le condizioni di vita e di lavoro dei giovani e contribuisce all’elaborazione delle politiche regionali a loro favore.

Questo è un ritratto e anche una intervista.

Sottosegretario, come nasce la sua passione per la politica?

Nel 1994, guardando il discorso della discesa in campo di Silvio Berlusconi. Avevo appena 12 anni. Mi diede speranza. Capii che quello sarebbe stato il mio partito. Da quel giorno sono passati di 18 anni. Quel gingle di Forza Italia e quel progetto di Italia accompagnano la mia vita ancora oggi”.

Oggi Sottosegretario agli esteri, un successo importante: a chi lo dedica?

Ho dedicato il giorno del mio giuramento a Luca Attanasio, Vittorio Iacovacci e a tutti i servitori dello Stato che hanno sacrificato la vita per l’Italia.

Che prezzi si pagano sull’altare dell’impegno politico?

Si sacrifica molto nel quotidiano. Ma ne vale assolutamente la pena. Perché lo si fa per dare un contributo a migliorare il proprio Paese. Sono scelte. Ed io ho scelto di dedicarmi al mio Paese.

La sua prima esperienza importante come deputato?

Ce ne sono state diverse. Ma le racconterò invece quelle che mi hanno dato più soddisfazione. Contare in legge di bilancio o in altri provvedimenti, gli emendamenti a mia prima firma che alla fine della legislatura sono stati quantificati in 100 milioni di euro. Tra rinnovi contrattuali per il personale sanitario militare impegnato durante il Covid, forze armate, vigili del fuoco e tutela del Made in Italy.

Immagino la sua agenda politica non le dia spazio per una vita privata?

Come diceva qualcuno: “Organizzandosi, il tempo lo si trova sempre”.

L’ obiettivo a cui è più legata?

Non sono affezionata agli obbiettivi, ma ai risultati che possono seguirne per la comunità.

Chi l’ha aiutata a crescere nel mondo della politica?

Silvio Berlusconi. Un uomo che ha creduto in una ragazza semplice, senza padrini politici che aveva solo tanto entusiasmo e voglia di fare. Ne ebbe prova con il mio diretto attivismo in 20 campagne elettorali. Da militante prima e successivamente da responsabile dell’organizzazione di Forza Italia Giovani. È stato lui a candidarmi alle Europee del 2014, lui a volermi deputato nel 2018, lui a indicarmi Sottosegretario agli Esteri oggi. Non credo esistano parole per esprimergli tutta la gratitudine che sento. Posso ripagare la sua fiducia solo impegnandomi al massimo delle mie energie, per onorare il ruolo che ricopro.

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Minuta, elegante, una eleganza sobria, tutta italiana, il portamento austero di una donna di Stato, e soprattutto la fierezza caratteriale di una donna che vive il mondo giorno per giorno, che conosce le dinamiche internazionali come se questo mestiere lo facesse da sempre, con questo suo piglio tutto mediterraneo e questa consapevolezza di dover dare il meglio di se stessa sempre e comunque, perché dovunque lei vada, e lei questo lo ha ormai capito fino in fondo, è l’immagine dell’Italia moderna.

La voce e le immagini di questa giovane Donna della Repubblica ci arrivano da molto lontano. Più precisamente da Baghdad, dove su delega del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, Maria Tripodi, partecipa alla VI Riunione Ministeriale del Forum delle Antiche Civiltà. È uno degli eventi italiani più solenni dell’anno, una vera e propria piattaforma di dialogo e cooperazione culturale con l’obiettivo di valorizzare l’eredità delle antiche civiltà nel mondo contemporaneo attraverso gli strumenti di diplomazia culturale. Parliamo di eccellenze italiane ai massimi livelli internazionali.

La cosa più bella che ci dicono di Maria Tripodi alla Farnesina è che non si smentisce mai, una donna educatissima, rigorosa, di una modestia disarmante, cocciuta, determinata, intelligente, ma non esiste una sola persona all’interno di questo palazzo così solenne e austero che possa dire “La incontro e non mi saluta”.

Oltre la preparazione, le evidenti qualità di questa Donna di governo sono proprio questo suo senso dell’accoglienza, questo suo stile che riserva a chiunque le capita di incontrare, la costante disponibilità al dialogo e al confronto, l’amabilità palese e dichiarata, questo senso del rispetto e dell’educazione che non è solo istituzionale e con cui risponde all’ultimo usciere della struttura. Esempio raro sotto questo profilo. Pensate che la prima volta che è arrivata a Palazzo, perché in realtà la Farnesina sembra essere un vero Palazzo Reale, qualcuno l’ha scambiata per una delle assistenti personali del ministro Tajani, molti altri hanno immaginato si trattasse di una nuova stagista. Era invece il nuovo Sottosegretario agli Affari Esteri.

Nutrita di cultura internazionale, educata alle lingue straniere, documentata e puntuale in ogni sua uscita pubblica, esperta di leggi e regolamenti europei come pochi altri alla Farnesina, appassionata di buona musica e di buone letture, Maria Tripodi viene oggi considerata dalla diplomazia italiana come la “persona ideale da mandare per conto dello Stato nelle zone più calde e più difficili del mondo”, perché a volte basta un semplice sorriso a riportare antiche relazioni diplomatiche, magari compromesse dal gioco della politica internazionale, a rapporto umani più cordiali e più accessibili.

E Maria Tripodi ha dimostrato, in queste prime settimane di impegno istituzionale, di essere al top della classifica interna del dicastero di Antonio Tajani. Inutile invece provare a immaginare quello che pensa di lei un uomo come il Vice Presidente del Consiglio Antonio Tajani, che conosce Maria Tripodi da quando ancora giovanissima studentessa universitaria era l’anima del movimento giovanile di Forza Italia, giovane attivista instancabile, sempre presente, profondamente innamorata della filosofia visionaria di Silvio Berlusconi, che lei considera il suo punto di riferimento assoluto per quanto riguarda la sua formazione politica.

Quasi una fede per lei la “politica azzurra, o meglio, una religione, che l’ha vista crescere piena di passione civile, ricca di sentimenti importanti, piena di entusiasmo e di vita, ma questo deve essere piaciuto più di tutto il resto al gotha del partito. In questo, Maria Tripodi non deve dire grazie a nessuno, è arrivata così in alto per meriti assoluti, e riconosciuti oggi dal mondo delle cancellerie dei Pesi che l’hanno conosciuta personalmente.

Donna da record in tutti i sensi. Alle elezioni politiche del 25 settembre 2022 è tra le più giovani candidate al Senato della Repubblica, dove risulta la prima dei non eletti della Lista di Forza Italia nel Collegio Plurinominale Calabria. Il 31 ottobre 2022 viene nominata dal Consiglio dei Ministri, Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale del Governo Meloni.

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Ma riprendiamo l’intervista

Che consiglio darebbe ad una giovane donna che oggi volesse intraprendere la sua carriera?

Le direi di fare proprio, un motto dell’Amerigo Vespucci: “Non chi comincia ma quel che persevera.

Qual è stata la vera arma del suo successo?

A volte l’ironia, altre un discreto autocontrollo davanti alle difficoltà che la vita e la politica presentano.

Che futuro immagina per la sua vita?

Mi è sempre piaciuto vivere il presente.

Posso chiederglielo? Come e dove trascorrerà il Natale?

A casa, con la mia famiglia come ogni Natale che si rispetti.

Francamente la immaginavo in giro per il mondo a fare gli auguri a qualche delegazione italiana all’estero.

Sarà Natale anche per me, non crede? Due giorni senza jet lag non guastano mai. E due giorni in famiglia mi ricaricano più di qualunque altra cosa al mondo. Il 2023 sarà un anno pieno di impegni, e di cose da fare.

L’ultimo suo discorso ufficiale a Bagdad ce la riporta nel pieno delle sue funzioni ufficiali di membro del governo italiano, ricordando come l’Italia sia in prima linea affinché la Cultura e la difesa del Patrimonio acquisiscano maggior rilievo nell’agenda internazionale: “Operare insieme per la tutela e la salvaguardia del patrimonio culturale, che come l’UNESCO ci insegna -dice- è sempre patrimonio di tutti, può aiutare a rimarginare le ferite, superare le incomprensioni, ripristinare il dialogo e ricostruire condizioni di pace.”.

Ma il sottosegretario italiano va oltre questo concetto, e aggiunge come “Il convinto impegno per la cooperazione multilaterale si articola per l’Italia anche bilateralmente, nella messa a disposizione dell’expertise che il nostro Paese ha sviluppato sul campo da più di mezzo secolo”.

E qui Maria Tripodi racconta al mondo della diplomazia internazionale il ruolo fondamentale dell’Arma dei Carabinieri.

“L’ attività del Nucleo dei Carabinieri Tutela dei Beni Culturali – sottolinea Maria Tripodi-si affianca ormai all’azione dei Caschi Blu per la Cultura ed alle attività formative della International School of Cultural Heritage del MIC, il cui Programma 2022 è specificamente dedicato alle Tecnologie per l’Archeologia”. È l’esaltazione formale del ruolo sempre più centrale e pervasivo della Cultura nei sistemi economico-sociali, e quindi nelle relazioni internazionali, una vera e propria “lectio magistralis” di Diritto Internazionale, coronata alla fine, dopo l’incontro con il Primo Ministro Mohamed Shia Al Soudani, da una cerimonia ancora più solenne della prima, che è la visita ufficiale fatta al contingente militare italiano a Baghdad, accompagnata qui dall’Ambasciatore Greganti e accolta dal comandante, Generale Iannucci.

 

Pino NanoGiornalista, già Capo redattore centrale Rai

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