Emiciclo

Overtourism, quando il troppo turismo può far male Alessandro Zezza: “Necessario mettere in campo misure”

L’Italia vive di turismo e questo è noto a molti. Ma è possibile anche “morire” di turismo? Il fenomeno dell’overtourism fa più male che bene alle nostre città e ne sradica alle volte l’identità. E’ possibile porre un rimedio a tutto questo senza distruggere uno dei settori più redditizi del nostro Paese. Ne parliamo con Alessandro Zezza, imprenditore leccese ed autore del libro “Overtourism-l’era del viaggiatore globale”. Che origini ha l’overtourism e cosa ha permesso la sua diffusione? L’overtourism rappresenta un fenomeno complesso e multidimensionale che ha origine da diverse cause interconnesse. Per comprenderne la sua genesi e diffusione, è fondamentale analizzare le seguenti dimensioni: Crescita del Turismo: L’espansione del turismo globale è stata un fattore chiave nell’insorgere dell’overtourism. Nel corso delle ultime decadi, la crescita economica, la maggiore accessibilità ai viaggi aerei e l’aumento del tempo libero hanno favorito un aumento esponenziale delle destinazioni turistiche e del flusso di turisti. Globalizzazione: La globalizzazione ha creato un’interconnessione tra le culture e facilitato la diffusione delle informazioni. I mezzi di comunicazione di massa e l’accesso a Internet hanno reso le destinazioni più visibili e accessibili, alimentando ulteriormente il desiderio di visitarle. Economia: L’industria turistica rappresenta una significativa fonte di reddito per molte regioni, spingendo gli amministratori locali a promuovere il turismo come strumento di sviluppo economico. Questo ha portato a politiche volte ad attirare più turisti, spesso a discapito della sostenibilità ambientale e culturale. Marketing e Social Media: I social media hanno giocato un ruolo determinante nella promozione delle destinazioni e nella creazione di tendenze turistiche. Le piattaforme di condivisione di foto e racconti di viaggio hanno amplificato la visibilità delle destinazioni e incentivato il turismo di massa. Trasporti: L’accessibilità migliorata grazie agli sviluppi nel settore dei trasporti, come l’espansione delle reti aeree low-cost e delle infrastrutture di trasporto, ha reso

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Emiciclo

Iran, Antonello Sacchetti: dopo il calo delle proteste, un cambiamento a livello soggettivo

Quali sono le forze politiche che spingono per un cambio di regime. C’è poi una scadenza importante per l’Iran: quella del prossimo febbraio quando ci saranno le elezioni legislative che saranno un banco di prova importante: si potrà capire cosa succederà…mancano ancora diversi mesi ma ci sono ancora in ballo diverse questioni, come quella economica, che sono importanti all’interno del sistema

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Orizzonti

Caldo anomalo, Massimo Frezzotti (Roma Tre): la causa? I cambiamenti climatici. Il glaciologo: ci aspettano anni ed estati sempre più calde

Il caldo di questa estate è anomalo. Le temperature che si registrano in tutta Italia preoccupano dopo una primavera dove si sono verificate anche alluvioni o fenomeni climatici estremi. Abbiamo parlato del caldo anomalo e di cambiamento climatico con il professor Massimo Frezzotti, glaciologo e docente dell’Università Roma Tre

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Base Cento

Pnrr, agire rapidamente ma non in fretta: cosa fare per il prossimo futuro? Fitto: l’invasione dell’Ucraina ha cambiato le carte in tavola e anche le priorità

Resta poi il nodo del dialogo tra amministrazioni centrali e locali: in particolari con quelle del Sud, dove sono assenti figure che possano trattare la gestione del Piano in forma più esclusiva ed approfondita. Il Pnrr non può diventare un tappabuchi di spese passate ma deve per forza rappresentare un passo verso il futuro. Rimane infine il problema di come lavorare affinché gli investimenti arrivino e nei tempi

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Emiciclo

Allarme fascismo, Carissimo (Osservatorio democratico nuove destre): “Il rischio c’è”. Allo Stato non mancano gli strumenti per arginare i gruppi neofascisti

“ll fascismo in Italia non è nato con le grandi adunate da migliaia di persone. È nato ai bordi di un marciapiede qualunque, con la vittima di un pestaggio per motivi politici che è stata lasciata a sé stessa da passanti indifferenti”: è una parte della lettera di Annalisa Savino, preside del liceo scientifico Leonardo Da Vinci di Firenze, ai suoi studenti a seguito dell’aggressione da parte di un gruppo di estrema destra ai danni di uno studente del liceo Michelangiolo. Non si è fatta attendere la risposta da parte del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara che ha negato l’esistenza di un “pericolo fascista” e ha liquidato la lettera come “impropria”. Eppure l’aggressione avvenuta fuori al Michelangiolo di Firenze non è un caso isolato, basti pensare a quanto avvenuto fuori dalla sede della Cgil nel 2021 o alle violenze di Verona sui tifosi marocchini scesi in piazza per festeggiare il Mondiale. L’”Osservatorio democratico sulle nuove destre” monitora gruppi di destra radicale e neofascista in Italia, dal 1999 quando fu fondato a Milano su impulso della partigiana Nori Brambilla e del ricercatore Saverio Ferrari con lo scopo iniziale di seguire il filone del processo sulla Strage di Piazza Fontana allora ancora aperto nel capoluogo lombardo. Abbiamo intervistato Giovanni Carissimo, componente dell’Osservatorio, riguardo al rischio di una deriva estremista. In Italia c’è un problema di aggressioni da parte dell’estrema destra? Sì e non da ieri – per dirla con una battuta. Ricordiamo solo i fatti più eclatanti, che hanno scalato le cronache nazionali. Nell’ottobre 2021 Forza Nuova ha assaltato la sede nazionale della Cgil a Roma, malamente camuffata dentro una manifestazione no vax; nell’autunno 2022 militanti di Casapound a Verona hanno picchiato tifosi marocchini che festeggiavano le vittorie ai mondiali; a febbraio 2023 Casaggì-Azione studentesca a Firenze aggredisce gli studenti della parte politica

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Supernova

Ucraina, Petroni (Limes): Se la Russia venisse sconfitta, probabile una ribellione di palazzo

Dalla “operazione militare speciale alla Guerra sintetica”. Che cosa è cambiato in questo primo anno di guerra. La posizione della Cina, l’atteggiamento degli Stati Uniti. In ballo c’è l’esistenza stessa della Russia come impero e come nazione. I russi non digeriscono il dover fare la guerra ma ancor meno l’idea di una sconfitta. Quale ruolo futuro possibile per Zelensky

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Emiciclo

Il fallimento della politica Zero covid in Cina. Lamperti (China Files): una serie di incognite sugli scenari del breve e medio periodo

Le proteste contro la politica Zero Covid del 26 e 27 novembre in Cina continueranno ad avere un forte eco nei prossimi anni. In tutto il paese le persone sono scese in piazza con in mano un cartoncino bianco in segno di lutto e di protesta contro la gestione della pandemia da parte del governo centrale. Sono tante le scene che hanno fatto il giro del mondo nell’ultima settimana: la polizia cinese con tute anti contagio che cerca di reprimere le proteste, i cartelloni portati nelle piazze delle città e l’esasperazione sui volti di chi chiede il ritorno alla normalità. Abbiamo parlato dell’attuale situazione in Cina con Lorenzo Lamperti, giornalista e direttore editoriale di China Files

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Emiciclo

Tra Midterm e Usa 2024. Cosa succederà negli Usa? Intervista a Daniele John Angrisani

“Penso che se vinceranno (i repubblicani), dovrebbero riconoscermi tutto il merito. Se perderanno, non mi si potrà dare alcuna colpa”. Questo aveva dichiarato Donald Trump prima delle elezioni di medio termine (Midterm), sicuro che l’ondata rossa repubblicana avrebbe investito il paese. Eppure di colpe da dare al tycoon newyorkese ce ne sarebbero parecchie: a partire dall’allontanamento di una fetta dell’elettorato repubblicano moderato fino alle scelte nefaste dei candidati, per lo più suoi fedelissimi. Per The Donald però non esiste alcuna sconfitta e in questi giorni ha annunciato la sua candidatura per le elezioni che si terranno nel 2024, il tutto a fronte di scandali e di un calo della popolarità dopo i fatti di gennaio 2021. Nel suo discorso Trump ha invocato un “ritorno dell’America” e ha indicato Joe Biden come colpevole di aver reso gli Stati Uniti un paese in declino e sull’orlo di una guerra nucleare. Dall’altra parte del mondo, a Bali-dove si è svolto il G20-, il presidente Biden è preso dai molteplici eventi internazionali: prima il bilaterale con Xi Jinping durato tre ore, poi il lancio dei missili sul territorio ucraino e le condoglianze respinte da Erdogan dopo l’attentato di Istanbul. Una difficile situazione a livello globale che si accompagna ad un ancora più complesso scenario interno agli Stati Uniti nonostante la recente frenata dell’inflazione. Tutte sfide che Biden dovrà affrontare nei prossimi due anni per potersi riconfermare alla guida degli Usa.   Abbiamo parlato delle recenti elezioni con Daniele John Angrisani, fondatore di Usa 2024 ed esperto di elezioni statunitensi. L’onda rossa tanto attesa da Donald Trump alla fine non è arrivata. Cosa è stato decisivo per evitare il trionfo dei repubblicani? Direi una serie di fattori, anzitutto la qualità dei candidati repubblicani non è stata particolarmente alta, questo anche grazie alla campagna fatta da

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