Clima pazzo: tra El Niño e riscaldamento globale

Acquazzoni improvvisi, frane e alluvioni. Caldo record e siccità. È l’allarme degli esperti per gli effetti de El Niño e del riscaldamento globale, mentre l’Ue punta su sviluppo sostenibile e transizione ecologica

Piogge torrenziali nei giorni scorsi hanno devastato la regione di Porto Alegre, in Brasile, provocando diversi morti. L’alluvione che lo scorso maggio ha deturpato l’Emilia-Romagna ha causato danni stimati per circa 9 miliardi di euro, 15 vittime e oltre 36mila sfollati. Due eventi climatici estremi, i più recenti di una lunga lista.

 

 

Dal 1970 al 2021, infatti, gli eventi meteorologici, climatici e idrici estremi  ̶  secondo l’Organizzazione mondiale della meteorologia (Wmo), che fa capo all’Onu  ̶  hanno generato circa 12mila disastri nel mondo, con oltre due milioni di vittime e perdite economiche di circa 4.300 miliardi di dollari. In Italia, dal 2010 ad oggi, secondo Legambiente, si sono verificati 1.674 eventi estremi, uno ogni tre giorni. Eventi sempre più frequenti, in linea con gli allarmi degli scienziati che da oltre settant’anni chiedono di intervenire concretamente per invertire la rotta e frenare il surriscaldamento climatico.

Clima e stili di vita. Greta Thunberg, Papa Francesco e Elon Musk a confronto

Rivedere gli stili di vita e rilevanti azioni strutturali: ecco cosa chiedono gli esperti a chi governa e amministra i processi economici per affrontare questa emergenza. Salvare il pianeta, però, richiede investimenti importanti e non tutti condividono la stessa visione.

La crisi climatica è, secondo Greta Thunberg, una questione di vita o di morte per molte persone. “Scegliamo di fermare fisicamente le infrastrutture per i combustibili fossili. Rivendichiamo il futuro”, ha postato di recente su Twitter l’attivista svedese, arrestata nei giorni scorsi a Malmo, città meridionale della Svezia, per aver bloccato delle petroliere nel porto per cinque giorni con alcuni membri di Ta tillbaka framtiden (Take Back the Future).

 

Greta Thunberg

 

Anche Papa Francesco è convinto che “siamo noi ad avere la responsabilità per il nostro pianeta”. “Gli esperti evidenziano chiaramente come le scelte e le azioni messe in atto in questo decennio avranno impatti per migliaia di anni”, ha spiegato il Pontefice in occasione della giornata dell’ambiente all’udienza sul clima in Vaticano lo scorso 5 giugno.

 

Papa Francesco

 

Secondo Elon Musk le sfide climatiche non devono necessariamente cambiare in peggio lo stile di vita delle persone. Il patron di Tesla, Twitter e Space X, durante un’intervista a Quarta Repubblica su Rete 4, ha detto: “Il cambiamento climatico non distruggerà la Terra, ma renderà difficile la vita agli umani che la abiteranno in futuro. Consiglio a tutti di leggere la storia del clima sulla Terra: ci sono state epoche in cui la Terra era una palla di neve, altri in cui c’era molto caldo. Sono cicli molto lunghi, ma sono cose che si sono sempre verificate. Non è una cosa che mi preoccupa, ma dobbiamo affrontarla. Nel lungo termine dobbiamo affrontare le nostre sfide, ma penso che non dobbiamo farlo a costo dello stile di vita delle persone. Penso sia possibile condurre uno stile di vita buono passando ad un’economia sostenibile. Sono una persona molto attenta al clima, ma la discussione sul cambiamento climatico si è spinta molto oltre”.

 

Elon Musk

 

Temperature record nel 2022. In Europa la situazione più allarmante

A prescindere dalle narrazioni, l’emergenza climatica, come rivela Greenpeace Italia, preoccupa 4 italiani su 10. Le temperature globali medie, infatti, sono aumentate rispetto all’epoca che precede la rivoluzione industriale e hanno raggiunto il picco massimo fra il 2010 e il 2019, il decennio più caldo fino ad ora. Dei 20 anni più caldi registrati, 19 si sono verificati dal 2000. Nel 2022  ̶   secondo il rapporto “Stato del Clima in Europa 2022”, elaborato congiuntamente dalla Wmo e dal servizio Ue di osservazione della Terra, Copernicus  ̶  la temperatura media in Europa è stata di 2,3 gradi sopra i livelli preindustriali (1850 – 1900). Il Continente dal 1980 si è riscaldato il doppio della media globale, che come sottolinea la Wmo, nel 2022 è arrivata a 1,15 gradi sopra la media del 1850-1900.

Lo scorso anno è stato anche il più caldo mai registrato in Italia dalla seconda metà dell’Ottocento. Così come l’estate 2022, la più calda in assoluto mai registrata in Europa.

Lo scorso maggio, inoltre, la temperatura su tutti gli oceani privi di ghiacci è stata, secondo Copernicus, la più alta mai rivelata per il quinto mese dell’anno. Tuttavia, mentre alcune aree in Canada, Africa e Sud-Est asiatico sono state molto più calde del solito; in India nord-occidentale, Siberia meridionale e Australia, la temperatura è stata molto più bassa del normale.

Clima e prospettive future. El Niño e riscaldamento globale

Gli scienziati ritengono che un aumento di 2 gradi rispetto ai livelli preindustriali possa avere conseguenze pericolose e catastrofiche sul clima, sull’ambiente e sulla salute. Secondo la Wmo, c’è una elevata probabilità (al 66%) che le temperature globali superino di 1,5 gradi i livelli preindustriali per almeno un anno fra il 2023 e il 2027. I prossimi cinque anni, è quasi certo (al 98%), saranno i più caldi mai registrati, per l’effetto combinato del riscaldamento globale di origine umana e di El Niño, l’aumento di temperatura periodico del Pacifico tropicale centrale e orientale, di origine naturale. La temperatura globale media per ciascun anno fra il 2023 e il 2027 è previsto che sarà fra 1,1 e 1,8 gradi sopra la media 1850 – 1900.

 

 

“Questo rapporto non significa che supereremo in permanenza il livello di 1,5 gradi indicato nell’Accordo di Parigi. In ogni caso, l’Organizzazione meteorologica mondiale suona l’allarme: noi supereremo il livello di 1,5 gradi su base temporanea con sempre maggior frequenza”, ha spiegato Petteri Taalas, segretario generale della Wmo. “El Niño  ̶ ha aggiunto Taalas  ̶ si combinerà con il cambiamento climatico di origine umana, per spingere le temperature globali verso territori mai toccati. Questo avrà vaste ripercussioni per la salute, la sicurezza alimentare, la gestione dell’acqua e l’ambiente. Dobbiamo essere preparati”.

El Niño, infatti, rappresenta una minaccia anche per la tenuta del sistema economico globale. Bloomberg parla di una “catastrofe che incombe nei prossimi anni”. I costi per far fronte agli effetti del riscaldamento periodico del Pacifico tropicale centrale e orientale, è la previsione della multinazionale statunitense, saranno altissimi. Il Perù, per fare un esempio, prevede di spendere un miliardo di dollari per mitigare i danni che El Niño causerà con forti piogge e alluvioni.

Impatto climatico zero, l’Europa vuole arrivarci prima di tutti

Il Green Deal (il Patto verde europeo), approvato negli scorsi anni, è un pacchetto di iniziative strategiche che mirano alla transizione verde e al raggiungimento della neutralità climatica.  L’obiettivo è ridurre del 55% le emissioni nette di gas serra entro il 2030 e di arrivare alla neutralità climatica entro il 2050. L’intenzione delle istituzioni europee è quella di rivedere ogni legge vigente in materia di clima e introdurre nuove norme sull’economia circolare, sulla ristrutturazione degli edifici, sulla biodiversità, sull’agricoltura e sull’innovazione.

Il Next Generation EU (NGEU), il pacchetto da 750 miliardi di euro, costituito per circa la metà da sovvenzioni, concordato dall’Ue in risposta alla crisi pandemica, prevede che i PNRR degli Stati membri devono rispettare due vincoli relativi agli obiettivi della transizione ecologica.

Il primo è quello che destina almeno il 37% delle risorse messe a disposizione dalla Ue a misure che contribuiscono alla transizione verde.

Il secondo vincolo è quello che prevede il rispetto, per le rimanenti iniziative, del principio del “Do Not Significant Harm” (DNSH), ossia di interventi che non arrechino nessun danno significativo all’ambiente.

Dei 191,5 miliardi di euro di risorse europee messe a disposizione dell’Italia, il PNRR, al momento, destina il 37,5% (circa 71,7 miliardi) per gli obiettivi climatici.

It-alert, via ai test regionali del sistema di allarme della Protezione civile

Intanto, mentre si guarda allo sviluppo sostenibile e alla transizione ecologica, le istituzioni si sono rassegnate a convivere con un perenne stato di emergenza itinerante. Proprio per questo motivo, nei prossimi giorni l’Italia sperimenterà il nuovo sistema di allarme pubblico nazionale realizzato dal Dipartimento della protezione civile, l’It-alert.

Milioni di persone riceveranno un messaggio sul cellulare che avverte la popolazione di un territorio soggetto ad un’emergenza, imminente o in corso, del rischio che stanno correndo, così da poter prendere i provvedimenti necessari. La sperimentazione parte il 28 giugno in Toscana, il 30 in Sardegna, il 5 luglio in Sicilia, il 7 luglio in Calabria e il 10 luglio in Emilia-Romagna. Entro la fine del 2023 i test nelle altre Regioni e nelle Province Autonome di Bolzano e Trento.

 

Gabriele CrispoGiornalista

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