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Onorevole Fiano: non c’è pericolo di fascismo ma sistema valori della destra è pericoloso per le libertà

Pulsioni razziste nella società italiana? ci sono. Per ignoranza della storia, ma hanno anche radici profonde. La sen. Rauti si è sistematicamente sottratta al confronto. La parola ‘’sociale’’ usata dalla destra in realtà nasconde sempre un nemico da colpire. Intervista all’on. Emanuele Fiano, detto Lele, deputato del Pd per quattro legislature, terzo e ultimo figlio di Nedo Fiano, ebreo deportato ad Auschwitz e unico superstite di tutta la sua famiglia, e di Rina Lattes

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Giurista Simona Viola (+ Europa): insopportabile questo festival di promesse elettorali. La mia sfida: se sarò eletta, richiamerò tutti alle loro false promesse e responsabilità

“Lo Stato di diritto – come la democrazia, come la libertà – non è acquisito una volta per tutte, ma è sempre a rischio. Più che mai attuale l’invocazione di Goethe: più luce e più Europa. E meno Mefistofele, e chi sia oggi Mefistofele lo lascio indovinare ai lettori”. L’appello ai giovani: intanto andate a votare. Il Rosatellum, la peggiore legge elettorale di sempre

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Verso il voto, Pittella: Terzo polo necessario all’Italia, stanca della camicia di forza bipolarista. Renzi e Calenda lavorano insieme per costruire un grande partito riformista

Senatore Pittella, cominciamo dall’inizio. Lei ha sbattuto la porta al Pd. Nessuno se l’aspettava. È stata una decisione improvvisa, o maturava da tempo e poi è arrivato, e quale, un fattore scatenante.  Una decisione meditata, ponderata nel tempo e fondata su due elementi inestricabili. Una linea politica ondivaga, in cui il riformismo progressista che avrebbe dovuto essere il carattere del PD si alternava a conati massimalisti all’inseguimento dei 5Stelle. La vicenda poi di Marcello Pittella ne è un esempio lampante. Non una parola garantista quando fu arrestato, non una parola di sostegno quando fu assolto, superando anche un brutto male fisico, e infine epurazione politica dalle liste. Secondo Lei, volendo fare una enumerazione degli errori fatti da Letta in questa campagna elettorale, da dove comincerebbe? Semplicemente non si percepisce la linea politica del PD su alcun tema che riguardi l’economia, la fiscalità, il sostegno alle imprese. Forse si percepisce una posizione legittimamente avanzata sui diritti civili e poco altro. E poi comunicativamente il nulla.  Il Pd è ancora un partito garantista? Suo fratello, Marcello, ex presidente della Basilicata, benché  assolto, non è stato candidato. Lo raccontavo prima. Un partito serio dopo che un presidente di Regione al principio della sua riconferma viene arrestato per un presunto abuso d’ufficio, poi in silenzio affronta il processo e anche un brutto male fisico, restando nel partito e poi viene assolto con piena formula, bene un partito serio profitterebbe per riabilitarlo agli occhi dell’opinione pubblica. Ne farebbe diventare un simbolo di marzialità nell’affrontare la giustizia. E invece non una parola ma un doppio veto nella composizione delle liste. Assurdo e vergognoso. La leadership di Letta è in pericolo? Qualcuno, in panico per i sondaggi, è già andato all’agenzia di viaggi a preparargli il biglietto un biglietto di solo andata per Parigi, dove riprenderebbe a insegnare politica.

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Elezioni, gli scienziati del clima invitano i partiti al confronto in CNEL il 19 settembre. Intervista al professor Antonello Pasini

Il professor Pasini è l’autore della “lettera aperta” degli scienziati del clima alla classe politica italiana, con questo appello: mettete la crisi climatica in testa all’agenda politica e di governo. L’appello è stato sottoscritto da numerosi scienziati e ha avuto centinaia di migliaia di adesioni. Il premio Nobel Giorgio Parisi ha sostenuto la lettera aperta con un suo articolo.  Abbiamo intervistato il professor Pasini su questi temi.   Professor Pasini, una domanda banale per cominciare: come Le è venuta l’idea della “lettera aperta” ai partiti politici? Aveva visto i programmi elettorali, i discorsi e si è allarmato per l’assenza quasi totale dei temi che la lettera aperta agita? Noi abbiamo scritto questa lettera prima che i partiti facessero uscire i loro programmi. Abbiamo pensato che fosse meglio prevenire che curare. Sapevamo che questa campagna elettorale si sarebbe sviluppata in maniera molto incentrata sulle emergenze attuali: la ripresa post-pandemia, la guerra in Ucraina e i problemi ad essa connessi, l’emergenza gas. In questo contesto abbiamo voluto far sapere che la crisi climatica sta sullo sfondo di tutto questo panorama e non affrontarla seriamente vorrebbe dire rincorrere le emergenze sempre maggiori che anche il cambiamento climatico ci riserverà, senza risolvere i problemi che vi stanno alla base. Ha avuto finora qualche riscontro, cenno di risposta ,o ha notato nei discorsi elettorali qualche accento, qualche concetto nuovo dopo la pubblicazione dell’allarme lanciato al mondo della politica? Innanzi tutto abbiamo avuto un grande riscontro dalla gente comune (oltre 220mila firme alla nostra petizione), poi qualche tiepido contatto con alcuni politici. Chissà: forse in questo paese la società civile è più avanti della politica. Nel documento, sottoscritto da importanti personalità del mondo della scienza, è messo con forza l’accento su questo concetto: il fortissimo rapporto tra le questioni legate al clima e lo sviluppo economico, e

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Gasparri: il centrodestra vincerà e sarà un governo di legislatura. Noi di Forza Italia siamo l’anima moderata e liberale della coalizione

Una domanda al politico e, ancor di più, al giornalista: a questi sondaggi quanto dobbiamo credere? “I sondaggi possono essere utili a registrare l’orientamento temporaneo di gruppi di persone. Ma non sono il mantra. Seguono le oscillazioni del momento. Abbiamo visto come certi partiti che nei sondaggi veleggiavano con percentuali ampie, poi sono naufragati nelle urne. Il polso della situazione te lo dà il contatto con l’elettorato. Incontri con elettori che compongono variegati target di età, di professioni, di culture. Ognuno esprime le proprie esigenze, le proprie paure che derivano anche da un periodo lungo di restrizioni. E proprio di questa circostanza occorre tener conto. La pandemia e poi la guerra hanno influito sulle emozioni e sui comportamenti. Oggi si ha più paura. E gli italiani vanno rassicurati. Questo è il compito della politica”. Crede che Forza Italia risentirà e quanto della fuoriuscita di personaggi un tempo fedelissimi come Brunetta, Gelmini, Carfagna, Napoli? “Non entro nelle scelte politiche di nessuno. La politica è confronto su temi. Quando si fa parte di un gruppo, le decisioni si prendono insieme e si va avanti. Poi ognuno può manifestare il dissenso e far valere le proprie ragioni. Se altri, invece, hanno preferito andare in direzioni opposte alla strada d’origine, buona fortuna. La storia racconta di cambiamenti repentini che hanno determinato fallimenti e chiusure”. Dei tre maggiori partiti di centrodestra, Forza Italia è quello più europeista. Questa caratteristica come potrà influire sugli stessi assetti di governo?  “La coalizione di centrodestra è nata nel 1994. Abbiamo condiviso insieme esaltanti esperienze di governo e altrettanto importati esperienze d’opposizione. Questo è un dato incontrovertibile. Non siamo un cartello elettorale che si compone alla vigilia delle elezioni per racimolare consensi e poi esplode all’indomani del voto per chiare incompatibilità culturali. Abbiamo una visione atlantista comune e il senso

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Taccuino elettorale

AVATAR Se Giorgia Meloni arrivasse prima alle elezioni e rivendicasse la guida del governo, gli altri due triumviri (Berlusconi e Salvini) non avrebbero motivi di opporsi (sempre che poi non l’azzoppino in altro modo). Ma se fosse lei a non sentirsela? Se temesse il confronto con il suo predecessore? Oppure, se fosse presa dalla vertigine di un sogno, di provare a fare la Thatcher italiana? O, altra ipotesi, decidesse di essere lei a proporre un premier, ovviamente concordandolo con i due triumviri, e per sé lei si ritagliasse la guida politica della coalizione in forza della sua primazia elettorale? Senza scomodare il regime sovietico dove il premier contava ma molto meno del segretario del partito, l’esempio lo abbiamo dalla dc, dove il segretario dettava la linea e gli altri seguivano. La curiosità è, insomma, se Meloni davvero se la sentirà di affrontare in prima persona la sfida del governo, visto che al pensiero di quanti impegni attendono il futuro Esecutivo e soprattutto di un autunno–inverno che si profila freddissimo sotto vari punti di vista, c’è da farsi venire attacchi di panico. C’è già qualche commentatore stravagante che scrive addirittura: non è detto che Mattarella incarichi Meloni di fare il governo, anche se arriva prima. Discorsi in aria. Se il centrodestra vince, ha il diritto-dovere di governare; se Meloni è la prima tra le tre formazioni politiche del centrodestra ha legittimamente l’aspettativa di essere incaricata di fare il governo. Mattarella, che qualcuno impropriamente già tenta di trascinare in oziose ipotesi e forzature, non potrebbe negarle l’incarico almeno in prima istanza. E se Meloni non ci riuscisse, allora il problema non è di Meloni ma di ciò che si agita nel centrodestra, che peraltro non è una falange macedone, e comunque non è così compatto come si vuole far credere. Il potere

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Dizionario elettorale

AMARA LUCANIA Amara certamente per il Partito democratico. Un’intera famiglia politica ha lasciato il partito di Letta sbattendo la porta e si è associata al Terzo Polo di Renzi e Calenda. Si tratta dei fratelli Pittella: Marcello, ex presidente della Regione Basilicata, che ha avuto disavventure giudiziarie da cui è stato prosciolto. Ciò nonostante il Pd non lo ha ricandidato. L’altro è il più famoso fratello Gianni, europarlamentare, già presidente del gruppo socialista all’europarlamento e ora senatore della Repubblica.  “BERLUSCONI AMORE MIO” Questa frase non ha portato all’’autrice la stessa fortuna che ebbe un’altra frase più famosa,  “menomale che Silvio c’è”, lanciata da una giovane napoletana allora sconosciuta, Francesca Pascale. Stavolta Claudia Maiolo, che ha postato questo omaggio a Berlusconi sui social, si è vista cancellare dalla lista dei 5 stelle dov’era candidata, in Campania.   BERSAGLIERA Tra i candidati alle politiche c’è Gina Lollobrigida, 95 anni, la “bersagliera” di “Pane amore e fantasia” e “Pane amore e gelosia”, film che spopolarono a metà degli anni Cinquanta. È stata candidata dall’ex pm Antonio Ingroia in un collegio uninominale di Latina. La longeva attrice non è nuova alle candidature elettorali. Nel ’99 fu inserita in lista nello schieramento di Prodi al Parlamento europeo e prese 10 mila voti. BICAMERALE O COSTITUENTE La proposta è stata lanciata dalla segretaria di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. La commissione bicamerale, come quella del 1982 guidata da Aldo Bozzi, e poi quelle guidate da Iotti, De Mita e D’Alema sul finire degli anni ’90, dovrebbe servire a riformare la forma di Stato e di governo (Repubblica da parlamentare a semipresidenziale, con la elezione diretta del Presidente della Repubblica, secondo il modello francese o presidenziale secondo il modello americano? Per la verità la proposta di Meloni non è chiarissima sul punto. Le commissioni bicamerali fecero tutte fallimento.

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Presidente Bardi: la Basilicata è una piccola grande Regione. Dopo secoli Matera avrà nel ’23 un collegamento ferroviario

Siamo stati la regione del petrolio, del gas, dell’eolico e ora vogliamo diventare la terra dell’idrogeno. Per evitare lo spopolamento bisogna convincere i giovani a restare nella loro terra. Macroregioni? Un coordinamento sovraregionale può essere utile. La macroregione riuscirebbe a rilanciare il protagonismo di un Sud nuovo e propulsivo capace di comprendere le nuove sfide e di affrontarle? Questa è la domanda cruciale.

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Giustizia, intervista ad Antonio Sensale

Antonio Sensale, magistrato, è andato da poco in pensione come Sostituto procuratore generale presso la Corte d’Appello di Roma. Ha presieduto alcune volte la Commissione agli esami di Stato per l’abilitazione professionale dei giornalisti.

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