Prossime nomine, si attendono dal governo scelte motivate

Soprattutto l’esecutivo trarrebbe un beneficio per la sua credibilità valutando l’autonomia intellettuale e di comportamento dei nominati nell’ambito del perseguimento degli interessi dell’impresa coerentemente con quelli generali.

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Il Governo Meloni è alla vigilia di importanti decisioni: dovrà far conoscere con i fatti la sua concezione riguardo l’intervento pubblico in economia!

Un tempo (Prima Repubblica) c’era il Ministero delle Partecipazioni Statali, c’erano gli enti di Gestione (IRI – ENI – EFIM), c’erano le finanziarie (Finmeccanica, Fincantieri, Finsider ed altre minori).

Oggi c’è la CDP (Cassa Depositi e Prestiti) che “tiene in pancia” una quantità rilevantissima di partecipazioni in società pubbliche.

Qualche giornale mettendo insieme incarichi diretti ma anche incarichi di indiretta competenza del Governo è arrivato a prevedere 500 incarichi da conferire ai diversi livelli decisionali nelle prossime settimane.

Per evitare future e prevedibili polemiche, sarebbe opportuno che l’Esecutivo prima di procedere all’indicazione dei prescelti specificasse criteri, requisiti di professionalità, di idoneità, incompatibilità ai fini del conferimento degli incarichi, senza fare ricorso però a strumenti legislativi.

“Soprattutto l’esecutivo trarrebbe un beneficio per la sua credibilità valutando l’autonomia intellettuale e di comportamento dei nominati nell’ambito del perseguimento degli interessi dell’impresa coerentemente con quelli generali. Un punto importante sarebbe l’esame dell’opera svolta dagli esponenti di vertice durante il mandato che adesso viene in scadenza”. (Angelo De Mattia).

Per citare un modello, può essere esemplare la gestione di Dario Scannapieco, ad di Cassa Depositi e Prestiti, persona assai apprezzata e conosciuta a livello europeo e internazionale che merita, anche per i risultati conseguiti, di essere confermato nel ruolo.

 

 Luigi GrilloGià sottosegretario di Stato con delega al bilancio nei governi Ciampi e Berlusconi I e presidente della VIII Commissione nelle legislature XV e XVI

 

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