Nel Palazzo dell’Enciclopedia italiana il Nuovo Spazio Treccani Arte

L’Enciclopedia Treccani occupa un posto di grande prestigio nel panorama della cultura italiana: sinonimo di sapere elevato quando l’enciclopedia era privilegio di pochi e il suo acquisto corrispondeva a un gesto di amore per la conoscenza vasta o status symbol di una classe sociale elevata.

Lo studio o il salone con carta da parati e libreria corredata di Enciclopedia che figurava imponente nelle librerie, hanno rappresentato una di forma di arredo distintivo fino ai primi decenni della seconda metà del Novecento. I processi socio-culturali dei decenni successivi destruttura e ristrutturano l’istruzione, la cultura e il libro. L’oggetto concreto e reale accoglie ed esamina al suo interno espressioni che minano la sua oggettività come società liquida, dissoluzione dell’opera. Espressioni di grande potere intellettuale, legati alla capacità di lettura e gestione dei fenomeni antropologici e culturali che hanno spostato gli strumenti della conoscenza dal piano concreto, oggettuale, manualmente interattivo alla sospensione su un piano etereo, virtuale.

La condizione contemporanea fa pensare all’opera Arcipelago del 1972 in cui l’artista Giulio Turcato crea sulla tela un monocromo azzurro in cui galassie dipinte con olio e sabbia galleggiano in un mare infinito. L’informazione offerta virtualmente ha il fascino della soddisfazione culturale immediata. Il libro ha estetica ed etica distante o diversa da quella del computer, in cui riescono a confluire e ad apparire sotto i nostri occhi molteplici realtà.

Diversa è la storia della Treccani, che ha ispirato la genesi di altre enciclopedie ed economie. Quasi a suggellare una propria filologia, l’Istituto Della Enciclopedia Italiana ha inaugurato il 2 ottobre Spazio Treccani Arte nel piano terra di Palazzo Mattei di Paganica in Roma, dove risiede dal 1927.

L’Istituto, nato a Roma nel 1925 su iniziativa del Senatore Giovanni Treccani degli Alfieri e del filosofo Giovanni Gentile, pubblica nel 1929 il primo volume della Enciclopedia Italiana di Scienze, Lettere ed Arti.

Nel 2018 l’Istituto dà vita al progetto Treccani Arte con l’intento di promuovere la diffusione dell’arte contemporanea producendo multipli d’artista e dedicandosi alle edizioni d’arte contemporanea italiana e internazionale. L’apertura di Spazio Treccani Arte amplia le possibilità di conoscenza delle partecipazioni e dei progetti dell’Istituto, come Treccani Arte/MAXXI, UtopiaAlfabeto Treccani, Enciclopedia d’Artista, Progetti Speciali. La mostra è a cura di Jacopo Ceni, responsabile Treccani Arte. Fin dalla prima sala l’esposizione offre la possibilità di vedere la raccolta delle opere del progetto Treccani Arte/MAXXI, nato per celebrare il decennale del Museo nazionale delle arti del XXI secolo e inaugurato con gli artisti Alfredo Jaar, Remo Salvadori, Nico Vascellari. In quell’occasione, dieci artisti nazionali e internazionali, che hanno segnato la storia del Museo MAXXI, sono stati invitati a produrre un’opera per l’Istituto , che ne avrebbe curato la riproduzione limitata.

L’esposizione trasmette la tensione emotiva e riflessiva da cui le opere sono nate. Un esempio è Antonio Gramsci è vivo (2020) di Alfredo Jaar in cui il tema della reclusione viene sviluppato per riflettere sul significato della visione e del sentimento della vita. Sul foglio del quotidiano, il nero della stampa lineare si assimila a quello delle sbarre di una possibile porta o finestra del carcere, aperta su un paesaggio nero. Fa quasi da contrasto l’opera di Bruna Esposito Lungimiranti (2021) la cui forza è nella fragilità: una buccia di cipolla  ai piedi di una pagina bianca, verticale, diventa memoria e reliquia di luce, teatro estremo di un’arte sacra, di una pietà, propria della poetica di Bruna Esposito.

Sono presentate per la prima volta le opere di Carlo Benvenuto, Alex Cecchetti, Isabella Ducrot, Marzia Migliora. I lavori di Isabella Ducrot e Marzia Migliora nascono da uno sguardo capace di abbracciare e sostenere il mondo: sono la trans-scrizione di un viaggio geografico, culturale, ambientale, sentimentale in un mondo in bilico. La creazione di una collezione è un postulato teorico, una lente di ingrandimento su peculiarità e percezioni che affiancano, arricchiscono le letture storiche. La collezione Treccani accoglie artisti con una visione enciclopedica che può trovare il suo apice nelle lacrime d’oro di Francesco Vezzoli con l’opera Take My Tears (2018). Fin dagli esordi l’artista presenta il viso delle icone solcato dalle lacrime, da quelle ricamate in lurex che scorrono sulle gote di Haudrey Hepburn  e Maria Callas a quelle rosse di Anna Magnani.

 

 

 

 

 

 

Le lacrime sono state il focus della retrospettiva The Museum of Crying Women ideata con l’architetto Rem Khoolas e lo storico Ulrich Obrist  per la QM Gallery in Doha, in Qatar (2013). Le lacrime sono il segno del dolore che, come il battito del cuore, accomuna l’umanità ed è alla base di tutto del lavoro di Vezzoli, secondo le sue stesse dichiarazioni. L’opera è un multiplo ed è parte della collana Alfabeto Treccani, nata dalla collaborazione con la manifestazione Artissima che si svolge a Torino. Nella stessa collana sono esposti i multipli a partire dalle ventuno lettere dell’alfabeto, ciascuna delle quali è rappresentata da artisti il cui cognome ne segue l’ordine: Giorgio Andreotta Calò, Giovanni Anselmo, Massimo Bartolini, Rossella Biscotti, Loris Cecchini, Piero Golia, Paolo Icaro, Luisa Lambri, Marisa Merz, Maurizio Nannucci, Ornaghi e Prestinari, Diego Perrone, Marinella Senatore, Gian Maria Tosatti, Francesco Vezzoli.

Il progetto Enciclopedia d’Artista espone il volume/opera Psicoenciclopedia possibile di Gianfranco Baruchello. Il maestro compie un lavoro di dilatazione e sovversione del potere della parola associata all’immagine. Nel mondo della psiche le vie del possibile sono infinite e mettono in crisi il sapere codificato dell’enciclopedia e la sua identità di depositaria di conoscenza. Costituita da 816 pagine l’opera contiene 1200 voci disposte in ordine alfabetico, come da statuto. I lemmi derivano da scritti, da appunti su sogni, da rielaborazioni dell’artista e le immagini dalla riorganizzazione di materiali precedenti.  L’Enciclopedia d’artista è raccolta in un cofanetto che contiene il libro Note a margine. L’arte come esperimento del sapere di Carla Subrizi.

I Progetti Speciali sono collaborazioni con artisti come Ettore Spalletti autore dei 58 volumi della Grande Enciclopedia di cui le copertine monocrome sono l’espressione della più alta riverenza dell’arte e Venti voci per la Treccani e dieci virgole per il mondo di Emilio Isgrò, opera costituita da venticinque volumi, cancellati, realizzati in occasione del cinquantesimo anniversario della storica esposizione presso la Galleria Arturo Schwarz.

Il curatore ha organizzato un percorso espositivo del lavoro prodotto tra l’Istituto dell’Enciclopedia, gli artisti e le istituzioni contribuendo a testimoniare la professionalità e il valore concettuale delle opere all’interno di un impegno culturale che si è imposto, con nuova linfa, a livello internazionale.     

 

Vittoria BiasiGià docente di Storia dell’arte contemporanea all’Accademia di belle arti di Firenze. Saggista, critico teorico

 

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