Contro “i nuovi conformismi”, un pamphlet di Massimiliano Lenzi

“Grande imputata è la ‘cancel culture’ che porta a riscrivere la storia e persino la lingua con il rischio di finire dritti in un nuovo totalitarismo”. Nel libro una intervista a Luca Ricolfi, autore con Paola Mastrocola, di un manifesto contro il politicamente corretto

Cultura

A proposito di democrazia, rimane valida la folgorante definizione di Winston Churchill: è «la peggior forma di governo possibile, eccezion fatta per tutte le altre forme che si sono sperimentate finora». Che poi mostri difficoltà nell’intero Occidente è sotto gli occhi di tutti e se ne dibatte non da oggi. A ragionare sulle cause stavolta è Massimiliano Lenzi, giornalista toscano, autore televisivo, animatore culturale della Versiliana, in un breve pamphlet polemico dal titolo “Non me ne frego. La crisi delle democrazie occidentali (e Giorgia meloni non c’entra)”, pubblicato da Male Edizioni.

 

 

Winston Churchill

 

 

In effetti la premier non appare, nelle pagine del libro, e la concomitanza temporale con il centenario dalla Marcia su Roma è mero spunto per non abbandonarsi a “liturgie consolatorie” e guardare in faccia la (cruda) realtà.

La tesi dell’autore è chiara: la crisi di rappresentanza, partecipazione, informazione, mobilità sociale, è causata dalla “perdita crescente di laicità e libertà” a vantaggio dei “nuovi conformismi”, esplosa al massimo durante pandemia e guerra. Insomma, “la dittatura del politicamente corretto”, rapidamente trasformatasi in “dogma” stroncherebbe il liberalismo a colpi di ideologie che, Voltaire ben lo sapeva, sono in fondo il rifugio degli imbecilli. Grande imputata è la “cancel culture” che porta a riscrivere la storia e persino la lingua con il rischio di finire dritti in un nuovo totalitarismo. Scivolando in quella che viene irrisa da una certa destra globale come la “risposta woke” ovvero la deriva anti-libertaria delle istanze di tutela di minoranze varie. Risultato: la connivenza dei media con il potere e lo scollamento tra il popolo e le ormai mitiche élite che conducono all’astensionismo dilagante.

 

 

Luca Ricolfi

 

 

A completare il libro c’è un’intervista a Luca Ricolfi, firmatario con Paola Mastrocola di un manifesto contro il politicamente corretto, che sottolinea un profilo interessante: il binomio consumismo-internet indurrebbe i grandi brand ad adeguarsi alle pressioni degli attivisti per evitare danni di immagine. Insomma, dietro la responsabilità sociale d’impresa e l’importanza dei criteri ESG ci sarebbe “cinica ricerca del profitto, si spacciano per inclusivi ma hanno solo paura di perdere clienti”. Da ultimo, un divertente reportage di Giordano Bruno Guerri da Singapore, la città-Stato più linda della Svizzera dove le auto sono tassate al 100% del loro valore e i droni sorvegliano che non si fumi fuori dai recinti “per il bene della cittadinanza”.

 

 

Paola Mastrocola

 

 

Insomma, un elogio sperticato (ed estremizzato) del liberalismo versus grigio conformismo. Senza sfumature tra la (esilarante) presa di distanza della Walt Disney dai corvi neri di Dumbo o dagli accenti esotici degli Aristogatti e le (serie) rivendicazioni di culture o minoranze che sono state marginalizzate per secoli e che tuttora, in certe parti del mondo, non vivono del tutto tranquille. Senza considerare che il deprecato green pass è stato frutto di un’emergenza pandemica da centinaia di migliaia di morti e sul piano delle libertà personali ha consentito agli anziani di non chiudersi in casa per due anni e ai ristoratori di tenere aperte le attività. E che parte dei media, magari, non si è fatto acritico megafono delle scelte governative bensì le ha condivise come male minore. In fondo, è stato un uomo non certo conformista come Martin Luther King a dire che la libertà degli uni finisce dove comincia quella degli altri. Ma questo Lenzi lo sa, visto che indica come via d’uscita dal guado politico non il liberatorio “vaffa” grillino ma la rinascita dei corpi intermedi. Quei partiti e sindacati, poco glamour ma a volte utili, tradizionale luogo di mediazione tra diversi punti di vista.

 

Federica FantozziGiornalista 

 

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