Cattaneo: Forza Italia è la cerniera del centrodestra e non è un partito diviso. Rappresenta l’anima moderata, liberale e garantista. Senza, il governo non esisterebbe

Il Paese non si rilancia con logiche aritmetiche legate al consenso elettorale, ma con un approccio pragmatico e collegiale rispetto alle riforme da attuare. Berlusconi da sempre è la guida di Forza Italia, unico leader capace di unire e fare sintesi. Il partito non vive divisioni o scismi, come molti vogliono far credere

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Presidente Cattaneo, il governo si è avviato da qualche settimana, tra speranze e scetticismo. Ci dice una sua prima impressione su questa fase di avvio?

L’avvio di questo governo lo ritengo positivo. Già nelle prime settimane sono stati dati segnali importanti, a partire dalla legge di Bilancio costruita intorno a ricette mirate ad aiutare famiglie e imprese. I tempi ovviamente sono molto complessi e meritano azioni altrettanto immediate.

A suo giudizio, parlando non di merito, ma di metodo e di stile di governo: c’è qualche cosa che la lascia perplesso, diciamo meglio, qualcosa che può essere corretta e migliorata? C’è collegialità o c’è il rischio che ciascun partito coltivi il suo orticello?

Il centrodestra non è un partito unico, ma una coalizione capace di far sintesi e di ritrovarsi intorno a un’idea comune di Paese. Allo stesso tempo è assolutamente naturale che all’interno ci siano anime diverse e priorità programmatiche differenti. Ma il nostro unico obiettivo è il bene dell’Italia e degli italiani.

La politica si fa con i numeri ma i numeri non sono tutto, ci sono anche i valori. Voi di Forza Italia di quali valori in particolare vi farete portatori e gelosi custodi nell’attività di governo?

Forza Italia rappresenta dal 1994 quei valori liberali, europeisti, moderati e garantisti scritti nel nostro DNA. In questo senso saremo i fedeli custodi sia in politica economica che in politica estera della nostra tradizione liberale e atlantista.

In qualche caso, come nel decreto sui rave party, si è notato qualche distinguo, per non parlare di dissenso, da parte vostra. Era necessario ricorrere alla misura urgente del decreto, come se si trattasse di una calamità o di un’alluvione?

Nessuna calamità o alluvione, il governo fin dai primi giorni ha intrapreso una strada chiara, quella del rigore nel rispetto delle regole.

Dopo le critiche, anche dei costituzionalisti, la presidente del Consiglio e il ministro dell’Interno hanno risposto con una rassicurazione ma anche con una ovvietà: deciderà il Parlamento. Allora non era meglio presentare un disegno di legge alle Camere e affrontare il problema con calma e senza emotività?

Non si tratta di emotività o di avere più calma, si tratta che in discontinuità con il passato (penso ai governi Conte), questa maggioranza ha a cuore il ruolo del parlamento e il contributo che un sano dibattito democratico può portare al dialogo istituzionale e normativo. Ogni legge è perfettibile ma alcune storture proprie del nostro paese era giusto correggerle.

All’interno della maggioranza e del governo, Fratelli d’Italia, in percentuale, sono il triplo rispettivamente di Forza Italia e della Lega. E tuttavia quando si dovrà decidere sulle varie questioni secondo lei deve prevalere la logica aritmetica o la logica del triumvirato, cioè della pari dignità dei tre alleati di governo?

Assolutamente. Dovrà prevalere e prevarrà la logica della pari dignità tra gli alleati di governo, il Paese non si rilancia con logiche aritmetiche legate al consenso elettorale, ma con un approccio pragmatico e collegiale rispetto alle riforme da attuare.

Teme che qualche alleato, tanto per non far nomi, la Lega, sia tentato di intestarsi bandierine su specifici problemi, e abbandonarsi a una logica di scavalcamento degli alleati? Qualche segnale di questo fenomeno si è visto. Come pensa, Lei, che si debba evitare?

Non credo che Lega o FdI stiano lavorando per intestarsi bandierine. Forza Italia, ad esempio, per questa finanziaria ha chiesto interventi concreti per imprese, famiglie e lavoratori. La riduzione della pressione fiscale è una battaglia che portiamo avanti da sempre, vincerla non vuol dire emergere come forza politica ma fare l’interesse del paese.

Sgombriamo il campo da insinuazioni e illazioni o dietrologie. Sugli aiuti all’Ucraina qual è la posizione vera di Forza Italia?

Lo abbiamo dimostrato nei fatti e lo abbiamo dimostrato nelle parole: Forza Italia è senza se e senza ma al fianco del popolo ucraino. Siamo convinti che la difesa della sovranità territoriale di ogni nazione sia la conditio sine qua non della democrazia.

Si deve continuare con la fornitura di armi, una via che suscita crescenti perplessità nei cittadini, o si deve intensificare la via diplomatica per farsi promotori di un negoziato? Forza Italia ha il ministro degli Esteri.

Sicuramente Forza Italia sostiene l’importanza irrinunciabile di perseguire con abnegazione e coraggio la via diplomatica per la risoluzione di ogni conflitto. Il presidente Berlusconi nel vertice storico di Pratica di Mare ha mostrato plasticamente come un accordo o un negoziato condotti con lungimiranza possano portare a una pace duratura.

Tra l’impulso identitario che anima Fratelli d’Italia e le nostalgie di Salvini orfano del Viminale ma sempre incline a dare ai problemi una impostazione drammatizzante e di tipo emergenziale, Forza Italia svolgerà un ruolo di cerniera, di mediazione per far prevalere un approccio liberale e garantista, sul piano delle libertà, dei diritti, dei bisogni, e della politica estera?

Ribadisco che Forza Italia rappresenta non solo la cerniera di questo esecutivo e del centrodestra, ma rappresenta quell’anima moderata, liberale e garantista senza la quale né il governo né il centrodestra esisterebbero.

In campagna elettorale sono state fatte molte promesse, anche da Forza Italia. Il presidente Berlusconi annunciò l’aumento delle pensioni a mille euro. Questa promessa sarà mantenuta?

Forza Italia ha sempre mantenuto le promesse fatte agli elettori.

E la flat tax si farà? È un chiodo fisso di Salvini, ma anche Forza Italia non la disdegna; Berlusconi nel 2001 prospettò due aliquote 22 e 33 per cento (poi successero cataclismi a livello internazionale e il progetto sfumò, almeno questa fu la spiegazione).

Al momento l’emergenza è quella di sostenere famiglie e imprese contro il caro bollette. Ma abbiamo già previsto di estendere la flat tax alle partite Iva per poi applicarla tout court anche ai dipendenti pubblici.

Cosa risponde a chi parla di una Forza Italia con tante anime? Di un dualismo Tajani- Ronzulli? Un partito che è sceso sotto il 10 per cento può permettersi il lusso di divisioni interne, anche se poi ci si affida a Berlusconi come personaggio che fa sintesi e unisce?

Berlusconi da sempre è la guida di Forza Italia, unico leader capace di unire e fare sintesi. Il partito non vive divisioni o scismi, come molti vogliono far credere, ma anzi, alla luce del buon risultato ottenuto alle elezioni politiche sta lavorando con intensità sui territori per rafforzare la propria identità e la propria offerta politica.

Una domanda a Lei come capogruppo, che si occupa da vicino dell’attività quotidiana della Camera. Come procedono i lavori in questo Parlamento ridotto di numero? Meglio? Peggio?

Forza Italia ha votato il taglio dei parlamentari, ma come abbiamo più volte ripetuto dentro e fuori dal parlamento era una legge che poteva essere scritta meglio. Il vero deficit non lo si vive tanto all’interno delle Camere quanto nel principio democratico di rappresentanza territoriale che viene a mancare laddove a un numero di abitanti non corrisponde un numero adeguatamente rappresentativo di parlamentari.

E con le commissioni come farete? In Senato sono state ridotte di numero e alcune accorpate. E alla Camera?

La giunta per il regolamento sta lavorando in un clima di collaborazione e buon senso.

Che giudizio dà come Forza Italia su questa legge di bilancio? Che cosa non vi soddisfa appieno? Quali modifiche pensate di introdurre in sede d’esame parlamentare?

Non avevamo grandi spazi di manovra su questa finanziaria, ma la strada da intraprendere è stata tracciata chiaramente: dare risposte a famiglie e imprese. Mi soddisfa ad esempio il percorso avviato sulle pensioni minime che continueremo ad aumentare, sulla decontribuzione per le aziende che assumono giovani, sulla rimodulazione del reddito di cittadinanza e sulla Flat Tax. Allo stesso tempo siamo pronti a intervenire su temi come il Superbonus per cui ci siamo già impegnati a presentare emendamenti migliorativi.

Nota biografica essenziale: Nato a Rho, 43 anni, laureato con lode in Ingegneria elettronica, Sindaco di Pavia (2009-2014), presidente pro tempore dell’Anci nel 2013, deputato da due legislature, attualmente presidente del gruppo parlamentare di Forza Italia alla Camera.

 

Mario NanniDirettore editoriale

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