Emiciclo

Laura Condemi: ripartire riconquistando la fiducia dei cittadini nella giustizia. Guai a perdere la speranza

Intervista a tutto campo sulla magistratura, sul lavoro del magistrato, e sul personaggio. “Una giustizia che funziona garantisce la tenuta democratica di un Paese. Il magistrato deve coltivare il dubbio ma non restarne prigioniero”. La riforma del governo? “Persegue una restaurazione gerarchica anche degli uffici giudicanti. È senza respiro e senza modernità, ha una visione burocratica della giustizia”. La prima sentenza da pretore contro l’inquinamento nel Bergamasco: la gente la vide come una eroina.

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Orizzonti

Nicola Longo, il “Serpico Italiano”: fu lui ad arrestare Renatino De Pedis e Renato Vallanzasca

“Macaone”, appena fresco di stampa per Rubettino Editore è il racconto di uno straordinario poliziotto calabrese, Nicola Longo, nato a Polistena, noto come “Il Serpico italiano” e che fece appassionare alla sua figura uomini come Federico Fellini, Tonino Guerra e Tomas Milian. Fellini in realtà avrebbe voluto girare un film su di lui e, per questa ragione, Nicola Longo, su suggerimento di Tonino Guerra scrive una sua autobiografia che intitola in un primo tempo “La valle delle farfalle”. Il film non verrà però realizzato a causa di un dissidio tra Fellini e Rossellini che avrebbe dovuto essere il produttore. Macaone è un romanzo autobiografico, mettiamola così, di formazione, memoir, in cui i fatti raccontati non sono frutto della fantasia dell’autore. Tutto è incredibilmente vero, perché è storia. Nicola Longo, nel libro di una vita, racconta alcuni degli episodi più significativi della sua gloriosa carriera di poliziotto e servitore dello Stato.  Un viaggio nel tempo, che parte dai luoghi incantati della sua infanzia, Taurianova e Polistena nella Calabria degli anni Cinquanta, e attraversa l’Italia intera e le contraddizioni di uno dei periodi più complessi del nostro Paese. In queste pagine, di adrenalina e passione, emerge la spiccata sensibilità di un personaggio che ha ispirato intere generazioni di poliziotti e che oggi, con serenità, prova a mettere ordine nel suo complesso passato. Fiato sospeso e tenerezza del ricordo.  Sullo sfondo, anche una Roma crepuscolare e decadente che s’inoltra tra i vicoli in ombra conducendoci per mano ad “ascoltare” il buio, le tensioni accumulate, talvolta con amarezza. Federico Fellini, che a Nicola Longo era legato da profonda amicizia, avrebbe voluto farne un film, riconoscendo la “vita straordinaria e affascinante di questo Eroe Buono che cavalca il pericolo con serena quotidianità, sacrificando gli affetti più importanti e rischiando più del dovuto nell’ostinata ricerca di

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Emiciclo

Catricalà, ritratto a più voci di un grande servitore dello Stato, uomo della parità

A palazzo Giustiniani hanno parlato di lui Monti, Gianni Letta, Brunetta, Lella Golfo, Augusta Iannini, Antonella Polimeni, Gina Nieri. Mario Monti: “Catricalà, la nave scuola del mio Governo”. Gianni Letta:  “Nessuno come lui”. In Senato, a Palazzo Giustiniani, il ricordo commosso, per iniziativa della “Fondazione Marisa Bellisario”, presieduta da Lella Golfo, di Antonio Catricalà, il Grand Commis di Stato scomparso tragicamente il 24 febbraio di un anno fa. Tra tante donne di successo, anche Mario Monti, Gianni Letta, Maurizio Gasparri e Renato Brunetta. Lella Golfo ha aperto la cerimonia ufficiale in onore dell’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio  con parole commoventi: “Antonio Catricalà era un amico fraterno che con la sua ironia ha scandito tante, tantissime edizioni del Premio Marisa Bellisario, ma la cosa che più mi commuove ogni qualvolta parlo di lui è il legame profondo che lo legava ancora alla sua città natale, Catanzaro, ai compagni di liceo, allo studio di suo padre che da Chiaravalle si era trasferito a Catanzaro, legame questo con la Calabria che lui faceva trasparire in ogni occasione pubblica e privata della sua vita”. Ad un anno dalla sua morte, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani si è celebrato l’ennesimo ricordo ufficiale di questo “servitore dello Stato” come lo ha chiamato più volte Maurizio Gasparri, e a pochissimi giorni di distanza dalla cerimonia altrettanto solenne tenutasi alla LUISS, l’Università dove Antonio Catricalà insegnava, e dove a ricordarlo era stato il prof. Attilio Zimatore, ordinario di diritto e come Catricalà catanzarese anche lui. In Senato a parlare di lui sono stati davvero in tanti, soprattutto donne di grande respiro istituzionale che con lui hanno lavorato e per le quali lui era diventato negli anni punto di riferimento insostituibile. Lella Golfo lo ha detto senza mezzi termini: “Se oggi c’è una legge sulla parità di genere,

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Emiciclo

Roberto Occhiuto: la Calabria non sarà più fanalino di coda. Lavoriamo per questo. | Per passare lo Stretto di Messina basterà un ‘’tampone negativo”

Super Green Pass e Stretto di Messina. Dopo la decisione del Governatore della Sicilia Musumeci è arrivata anche l’ordinanza del Governatore della Regione Calabria Roberto Occhiuto. Basterà dunque un semplice tampone negativo per spostarsi tra Calabria e Sicilia. Ok all’attraversamento dello Stretto di Messina con green pass base.  I non vaccinati – secondo quanto prevede l’ordinanza di Roberto Occhiuto – avranno l’obbligo di rimanere sui rispettivi veicoli per tutto il tempo della traversata e, i pedoni quello di stazionare negli spazi comuni aperti delle imbarcazioni, mantenendo l’adeguato distanziamento interpersonale ed indossando una mascherina FFP2. L’accesso ai locali chiusi resta invece consentito ai soli possessori della certificazione verde “rafforzata” o “booster”. – Presidente Occhiuto, a gennaio la Calabria risulta essere la prima Regione in Italia in tema di vaccini somministrati. Come lo spiega? Non solo a gennaio, siamo primi dal 1° dicembre. Da due mesi lavoriamo h24 per voltare pagina e ricominciare. E già si vedono i primi risultati. Sulle vaccinazioni la Calabria è partita in ritardo, ha proseguito a rilento, ha arrancato nei mesi più caldi della pandemia. Il mio primo intervento da governatore è stato quello di mantenere aperti tutti i centri vaccinali della Regione, in un periodo – i primi giorni di novembre – nel quale la pandemia sembrava darci un po’ di tregua e qualcuno, sbagliando, pensava alla smobilitazione. Ho sempre considerato le somministrazioni fondamentali per contrastare il Covid, a maggior ragione in una Regione come la nostra, con una sanità fatiscente e con una rete ospedaliera fragile. – Una vera scelta di campo ci pare di capire? Non poteva non essere così. Sulla campagna vaccinale ho molto insistito: ho coinvolto tutte le Aziende sanitarie provinciali e tutte le Aziende ospedaliere. Ho chiesto aiuto alla struttura commissariale nazionale, ho utilizzato le unità mobili per gli utenti con

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IA Intelligenza artificiale
Orizzonti

Intelligenza Artificiale, Elia Valori: «Sappiamo ma ancora troppo poco». Le nuove frontiere che si aprono dalla giustizia all’attività dei servizi segreti

«Giancarlo Elia Valori nel suo ultimo libro sull’Intelligenza Artificiale- scrive Oliviero Diliberto, preside della Facoltà di Giurisprudenza alla Sapienza di Roma– non cessa di stupirmi e stupirci per l’impressionante profondità e varietà di interessi e di conoscenze. Ci prende per mano e ci guida per terre incognite, offrendo continui stimoli intellettuali. Ogni pagina si presta a letture e riletture, perché ognuna di esse suggerisce uno spunto, una riflessione, un approfondimento, una curiosità». Parliamo qui dell’ultimo libro di Giancarlo Elia Valori, ex manager di Stato, acuto e riconosciuto analista internazionale di geopolitica, “Intelligenza artificiale tra mito e realtà. Motore di sviluppo o pericolo imminente?” (Rubbettino Editore), che sarà presentato ufficialmente domani a Roma da un parterre d’eccezione. -Prof. Valori, ma è vero che l’Intelligenza Artificiale condizionerà pesantemente anche il mondo della comunicazione e del giornalismo? Come faccio a non dirle la verità? L’ondata di intelligenza artificiale ha attraversato e sta attraversando diversi settori quali i servizi pubblici, l’istruzione e l’assistenza medica. Naturalmente, l’industria dei media non è da meno: molti media in Italia e all’estero hanno esplorato ed esplorano l’intelligenza artificiale e le notizie relative ad essa. Si può dire che questo è il momento migliore e peggiore per lo sviluppo dell’industria dei media. -In che senso professore? L’ambiente esterno è in rapida evoluzione e continua a influenzare l’industria delle notizie. I media sono sempre stati cauti, camminando sul ghiaccio sottile. Quanto cambiamento porterà l’intelligenza artificiale al giornalismo? È sovversione o assistenza? Come dovrebbe rispondere il giornalismo ai cambiamenti? Vale la pena pensare a tutti i tipi di problemi nel settore delle notizie. -Professore mi aiuti a tradurre il concetto: tra giornalismo e Intelligenza Artificiale il rapporto potrebbe dunque non essere idilliaco? Ci sono da analizzare i pro e i contro dell’applicazione dell’intelligenza artificiale nel giornalismo per considerare se la loro

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Orizzonti

Rai Cinema, dopo il trionfo di Venezia si lavora a nuovi successi. Intervista all’amministratore delegato Paolo Del Brocco

Per Rai Cinema, “Venezia 2021” è stata quest’anno un trionfo, e non solo per il Premio Speciale che la Giuria ha assegnato a Michelangelo Frammartino e al suo film “Il buco”, “Ma quella di quest’anno è stata un’edizione ricchissima di cinema italiano -dice Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema- che testimonia la voglia di esserci e di mostrarsi di tutto il sistema cinema – dall’industria, agli autori, e tutta la filiera dei protagonisti – dopo i mesi di sofferenza che ognuno di noi spera ora di lasciarsi definitivamente alle spalle”. Al Festival di Venezia, Paolo Del Brocco aveva presentato quattro opere molto diverse tra di loro, per stile e registro narrativo. “Qui rido io” di Mario Martone che è tornato ancora in gara a Venezia con una storia sulla vita del grande attore comico e commediografo della Napoli dei primi del ‘900 Eduardo Scarpetta; “Freaks Out” di Gabriele Mainetti, l’attesa seconda prova del regista questa volta alle prese con quattro personaggi da circo in bilico tra l’avventura e la Storia; “Il buco” di Michelangelo Frammartino sulla missione di un gruppo di speleologi che nell’agosto del ‘61 scopre all’interno dell’altopiano calabrese una delle grotte più profonde del mondo; e infine “Spencer” del regista cileno Pablo Larraín, in cui abbiamo visto l’attrice Kristen Stewart nei panni di Lady Diana. “Accanto ai registi del Concorso- aggiunge Polo Del Brocco- a Venezia c’era anche un autore che ci è molto caro, Roberto Andò, e che ha chiuso i lavori della Mostra con “Il bambino nascosto” interpretato da uno strepitoso Silvio Orlando, attore “dell’anima” come lo definisce lo stesso regista. E ancora, Leonardo Di Costanzo con “Ariaferma”, con una storia all’interno di un carcere dove le regole tra detenuti e carcerieri sembrano pian piano perdere di senso. Nella sezione Orizzonti ci ha invece

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