La guerra economica di Bessent fallirà, così come la guerra vera di Hegseth

Una volta si minacciavano e si applicavano sanzioni. E poi, se queste non ottenevano il risultato sperato, si procedeva all’impiego della forza militare per avere la meglio sull’avversario. In un ribaltamento degno di Copernico, l’amministrazione Trump ha invertito l’ordine, dichiarando una guerra economica dopo non essere riuscita a vincere una guerra vera. Ma è una mossa che sa di disperazione, mentre il prestigio delle Forze Armate americane tocca il suo punto più basso in quasi un secolo

Louis Alexandre Berthier

Iran, due mesi dopo. Quo vadis America (et Occidens)?

Tra arsenali più consistenti del previsto, lo stretto di Hormuz come ultima leva negoziale e un’Europa che discute di biciclette mentre brucia il Medio Oriente, l’ammiraglio Paolo Sandalli analizza l’impasse iraniana di Trump: né vittoria né uscita onorevole all’orizzonte

Paolo Sandalli

Ucraina, Iran e l’incognita Trump. L’Europa deve ritrovare se stessa

Due crisi, un solo nodo critico: la crisi di direzione dell’Occidente. Per Fabrizio Cicchitto, l’Ucraina combatte una guerra di difesa nazionale — non una proxy war — mentre il Medio Oriente resta il quadrante più imprevedibile, con l’Iran come attore sistemicamente pericoloso e Israele che ha oltrepassato limiti che meritano condanna. Sullo sfondo, una presidenza Trump che ha sostituito la visione strategica con l’imprevedibilità. L’Europa non può più reagire in ordine sparso: servono difesa comune, strumenti economici adeguati e, in Italia, una convergenza bipartisan sui grandi dossier internazionali

Fabrizio Cicchitto

Sigonella, Crosetto dice no agli Usa. E ora?

L’Italia nega la base agli aerei Usa diretti in Medio Oriente. Una scena già vista quarant’anni fa, ma oggi il contesto è più vasto: da Madrid a Londra, l’Europa prende le distanze da una guerra che non ha voluto e non riconosce come propria. E Washington si ritrova a combattere un conflitto logorante, lontano e sempre più costoso

Marco Battaglia

Il Mediterraneo Allargato alla prova di Hormuz

La chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran e la scelta italiana di restare fuori dal conflitto pongono una domanda sulla dottrina strategica nazionale: cosa significa davvero “area di primario interesse strategico” per il Mediterraneo Allargato quando quell’area diventa teatro di uno scontro ad alta intensità?

Marco Battaglia

Speciale Iran. Il mondo in subbuglio

Iran

Dal nodo nucleare iraniano alla chiusura di Hormuz, dagli attacchi alle basi britanniche di Cipro ai bombardamenti sul Kurdistan iracheno: il conflitto esploso dopo l’ottobre 2023 ha superato i confini del Medio Oriente e investe oggi la NATO, i mercati energetici globali e gli equilibri tra le grandi potenze. L’analisi del professor Alessandro Duce

Alessandro Duce