Iran, due mesi dopo. Quo vadis America (et Occidens)?

Tra arsenali più consistenti del previsto, lo stretto di Hormuz come ultima leva negoziale e un’Europa che discute di biciclette mentre brucia il Medio Oriente, l’ammiraglio Paolo Sandalli analizza l’impasse iraniana di Trump: né vittoria né uscita onorevole all’orizzonte
Navi della Marina verso Hormuz? Cosa ha detto Crosetto

Il ministro della Difesa annuncia due cacciamine pronti per lo Stretto. Ma dietro la dichiarazione c’è uno spostamento strategico più profondo: l’Europa scopre di avere interessi vitali nel Golfo Persico, e l’Italia torna a parlare da potenza mediterranea
Ucraina, Iran e l’incognita Trump. L’Europa deve ritrovare se stessa

Due crisi, un solo nodo critico: la crisi di direzione dell’Occidente. Per Fabrizio Cicchitto, l’Ucraina combatte una guerra di difesa nazionale — non una proxy war — mentre il Medio Oriente resta il quadrante più imprevedibile, con l’Iran come attore sistemicamente pericoloso e Israele che ha oltrepassato limiti che meritano condanna. Sullo sfondo, una presidenza Trump che ha sostituito la visione strategica con l’imprevedibilità. L’Europa non può più reagire in ordine sparso: servono difesa comune, strumenti economici adeguati e, in Italia, una convergenza bipartisan sui grandi dossier internazionali
Sigonella, Crosetto dice no agli Usa. E ora?

L’Italia nega la base agli aerei Usa diretti in Medio Oriente. Una scena già vista quarant’anni fa, ma oggi il contesto è più vasto: da Madrid a Londra, l’Europa prende le distanze da una guerra che non ha voluto e non riconosce come propria. E Washington si ritrova a combattere un conflitto logorante, lontano e sempre più costoso
Iran, Trump: “Stop ai missili”. E ora?

Il presidente americano annuncia su Truth la sospensione degli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane. Cinque giorni di finestra diplomatica, condizionati all’esito dei colloqui in corso
Il Mediterraneo Allargato alla prova di Hormuz

La chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran e la scelta italiana di restare fuori dal conflitto pongono una domanda sulla dottrina strategica nazionale: cosa significa davvero “area di primario interesse strategico” per il Mediterraneo Allargato quando quell’area diventa teatro di uno scontro ad alta intensità?
Speciale Iran. Il mondo in subbuglio

Dal nodo nucleare iraniano alla chiusura di Hormuz, dagli attacchi alle basi britanniche di Cipro ai bombardamenti sul Kurdistan iracheno: il conflitto esploso dopo l’ottobre 2023 ha superato i confini del Medio Oriente e investe oggi la NATO, i mercati energetici globali e gli equilibri tra le grandi potenze. L’analisi del professor Alessandro Duce
Speciale Iran. Il confronto senza tregua tra arabi e persiani

L’ammiraglio Ferdinando Sanfelice di Monteforte analizza come il confronto millenario tra arabi e persiani sia tornato al centro della scena globale, con i Paesi del Golfo che si avvicinano a Israele e all’Occidente e l’Iran che chiude lo Stretto di Hormuz. Sullo sfondo, la questione nucleare
Speciale Iran. Siamo davvero alla resa dei conti?

Mentre il mondo si interroga sulla durata della crisi energetica scatenata dalla chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz e gli analisti internazionali cercano di studiare il risiko di futuri scenari conseguenti allo scontro miliare in atto tra Stati uniti, Israele e Iran, crescono i dubbi sulla concreta prospettiva di un regime change per il governo di Teheran. L’analisi del generale Massimiliano Del Casale, già presidente del Centro alti studi per la Difesa
Speciale Iran. La guerra e la responsabilità dell’Europa

Perché l’escalation in Medio Oriente riguarda anche noi e perché l’Europa deve lavorare per fermarla. L’analisi di Elisabetta Trenta, Direttrice dell’Osservatorio sulla sicurezza nazionale – Università Pegaso e già Ministro della Difesa e