In mondo “sempre più pericoloso e instabile” il governo di Londra “confermerà l’impegno incrollabile del Regno Unito nei confronti della Nato e dei nostri alleati della Nato, anche attraverso un aumento costante della spesa per la difesa”. È con queste parole che il monarca britannico, Carlo III, ha aperto oggi la nuova sessione parlamentare, pronunciando a Westminster il tradizionale King’s Speech — il discorso con cui la Corona illustra il programma legislativo annuale dell’esecutivo.
Il sovrano ha sottolineato il ruolo di Londra nella sicurezza europea all’interno dell’Alleanza atlantica, affermando l’impegno del governo a contrastare la “minaccia crescente degli Stati ostili” e a incrementare la cybersicurezza. Il Regno Unito rinnova il suo sostegno al popolo ucraino, “in prima linea nella lotta per la libertà”, restando al fianco della NATO. Il King’s Speech si inserisce anche in un quadro istituzionale costruito dal primo ministro Keir Starmer, a cui la Corona sembra star facendo da amplificatore istituzionale.
Westminster, Capitol Hill, Buckingham Palace e Penn Avenue
L’impegno britannico verso la tenuta del legame transatlantico è emersa già nel corso della visita, ad aprile, di Carlo negli Stati Uniti, il secondo sovrano britannico a rivolgersi al Congresso dopo Elisabetta II nel 1991. Se allora si celebrava la fine della Guerra fredda, il viaggio del 2026 si è inserito in contesto molto diverso, segnato dalle tensioni tra Europa e Stati Uniti, esacerbate dalle iniziative del presidente Usa, Donald Trump, dalla guerra in Iran alle bordate contro gli alleati Nato, con un contenzioso commerciale tra le due sponde dell’Atlantico che coinvolge anche il Regno Unito.
Il viaggio americano di Carlo è stato un successo sicuramente dal punto di vista comunicativo e mediatico, e le citazioni e gag ironiche del re sono state riprese dai media di mezzo mondo. Fin dagli esordi, con il sovrano britannico che ha esordito citando Oscar Wilde: “gli Stati Uniti e l’Inghilterra hanno tutto in comune, tranne la lingua”. Poi, alla Casa Bianca, è arrivata la battuta indirizzata direttamente a Trump, stigmatizzando la pretesa dell’inquilino di Penn Avenue secondo cui, senza l’America, gli europei parlerebbero tedesco. Carlo ha risposto con prontezza: “Se non fosse per noi, voi parlereste francese”. Una frase scherzosa in apparenza, ma che nella sostanza si è rivelata un piccolo capolavoro di diplomazia: perché dentro c’è storia condivisa, rivalità di lungo corso e soprattutto la capacità tutta britannica di smorzare la tensione.
Sotto la vernice dell’ironia, però, il sovrano ha definito il legame con Washington “indistruttibile”, ha accostato l’invasione dell’Ucraina all’11 Settembre richiamando la necessità di “risolutezza incrollabile per aiutare Kiev”, e ha ribadito che le forze americane restano il centro dell’Alleanza.
Londra ponte transatlantico
Quello che emerge è il segnale di un posizionamento deliberato di Londra che intende potenziare il suo tradizionale ruolo di ponte transatlantico e di interlocutore principale tra Vecchio e Nuovo Continente. “Questo governo sarà definito dalla ricostruzione del nostro rapporto con l’Europa e dal riportare la Gran Bretagna al cuore dell’Europa, per essere più forti sull’economia, più forti sul commercio, più forti sulla difesa, su tutto”, ha detto il primo ministro Starmer nei giorni scorsi, una svolta strategica dopo gli anni dell’isolazionismo post-Brexit. Già a febbraio il Premier aveva sollecitato una riapertura dei negoziati con l’Unione europea per aderire a un patto europeo di difesa, citando le crescenti tensioni internazionali.
A influenzare questo orientamento contribuisce anche il raffreddamento dei rapporti con Washington: le politiche commerciali protezionistiche e le tensioni diplomatiche hanno alimentato un diffuso malcontento nel Regno Unito, mentre cresce il sostegno a un legame più stretto con l’Europa. Il risultato è una traiettoria in cui Londra si propone come snodo tra le due sponde dell’Atlantico: abbastanza vicina a Washington da mantenere credibile la Special Relationship. La NATO è la cornice comune che rende questo doppio binario possibile, e la voce della Corona ne è diventata il principale veicolo.




