In occasione della recente Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, abbiamo raccolto il punto di vista di Alessandro Conte, Presidente della European Digital Communication Association, sul ruolo della lettura nell’ecosistema digitale e sulle sfide legate alla disinformazione.
Che significato assume oggi questa ricorrenza in un contesto dominato dalla comunicazione digitale?
Giornata Mondiale del Libro assume oggi un significato ancora più strategico rispetto al passato. In un ecosistema dominato dalla velocità, dalla frammentazione e dalla continua esposizione ai contenuti digitali, il libro rappresenta un punto di equilibrio. Non è solo una celebrazione della lettura, ma un momento per riaffermare il valore della conoscenza approfondita in un contesto che spesso privilegia la sintesi estrema e la superficialità. Questa ricorrenza ci ricorda che la qualità dell’informazione e la capacità di comprenderla sono elementi essenziali per il funzionamento delle nostre società democratiche.
Lei definisce il libro una vera e propria “infrastruttura culturale” della società digitale: cosa significa concretamente e perché è un concetto così rilevante oggi?
Definire il libro un’infrastruttura culturale significa riconoscerlo come uno strumento portante del sistema conoscitivo contemporaneo, al pari delle infrastrutture tecnologiche che sostengono la comunicazione digitale. Senza una base culturale solida, fatta di contenuti strutturati, approfondimento e memoria, anche le tecnologie più avanzate rischiano di diventare vuoti contenitori. Il libro garantisce continuità, stratificazione del sapere e qualità del pensiero. È rilevante oggi perché ci permette di costruire una società digitale che non sia solo connessa, ma anche consapevole.
In un ecosistema informativo segnato da fake news e contenuti non verificati, in che modo la lettura contribuisce a sviluppare pensiero critico e capacità di discernimento?
La lettura è uno degli strumenti più efficaci per sviluppare pensiero critico perché abitua alla complessità, alla verifica e all’argomentazione. Leggere significa confrontarsi con fonti strutturate, con autori che costruiscono un discorso e con contenuti che richiedono tempo e attenzione. Questo processo forma una capacità di analisi che diventa fondamentale nel momento in cui ci si muove in un ambiente informativo dominato da contenuti rapidi e spesso non verificati. Chi legge con continuità sviluppa naturalmente una maggiore capacità di distinguere tra informazione attendibile e contenuti manipolati, tra realtà e narrazione distorta.
Guardando alle politiche pubbliche, quanto è importante integrare la promozione della lettura nelle strategie digitali ed educative, e quali sono le priorità in questo senso?
È fondamentale. Non possiamo pensare a una strategia digitale efficace senza una parallela strategia culturale. La promozione della lettura deve diventare parte integrante delle politiche educative e digitali, perché la competenza informativa è oggi una competenza di cittadinanza. Le priorità sono chiare: rafforzare il ruolo della scuola come spazio di formazione alla lettura, sostenere le biblioteche come presidi culturali, incentivare l’accesso ai contenuti digitali di qualità e promuovere progetti che uniscano lettura e nuove tecnologie. L’obiettivo non è contrapporre carta e digitale, ma costruire un ecosistema in cui si rafforzino a vicenda.
La collaborazione con Bookreporter punta a rafforzare la diffusione culturale: quali iniziative concrete vedremo nei prossimi mesi e come pensate di coinvolgere giovani e nuovi lettori?
In questo percorso, la collaborazione con Bookreporter si inserisce in modo naturale come leva operativa per tradurre in azioni concrete la nostra visione. Nei prossimi mesi lavoreremo alla realizzazione di incontri di lettura, dialoghi con autori, eventi culturali e format digitali capaci di rendere il libro più accessibile e vicino al pubblico. L’obiettivo è creare occasioni di partecipazione, non solo di fruizione. Per coinvolgere i più giovani punteremo su linguaggi e piattaforme che fanno parte della loro quotidianità, integrando contenuti editoriali, video e podcast. La sfida è trasformare la lettura in un’esperienza condivisa, capace di generare comunità e stimolare curiosità, superando l’idea del libro come oggetto distante o esclusivamente scolastico.




