Verso le elezioni – Intervista al sottosegretario Dalila Nesci

Politica

“Conte, Salvini e Berlusconi hanno fatto cadere un governo con la guerra in Ucraina alle porte dell’Europa e una crisi economica ed energetica da gestire. L’Italia ha ancora bisogno dell’autorevolezza internazionale di Mario Draghi e di chi voglia lavorare in continuità”. Dalila Nesci, parlamentare e Sottosegretario di Stato al Ministero per il Sud e la coesione territoriale, illustra a Beemagazine l’analisi e le linee di “Impegno civico” per le prossime elezioni politiche del 25 settembre.

 

Crisi di governo e voto anticipato. Inaspettati o voluti?

Sicuramente voluti da alcuni “mezzi leader” di forze politiche che essendo egoriferiti non sanno fare altro che giocare al gioco del “io ce l’ho più lungo…il consenso”. L’irresponsabilità è stata del “fu M5s” oggi partito di Conte, e di Salvini e Berlusconi. Hanno fatto cadere un governo con la guerra in Ucraina alle porte dell’Europa, una crisi economica ed energetica da gestire. L’Italia ha ancora bisogno dell’autorevolezza internazionale di Mario Draghi e di chi voglia lavorare in continuità. Con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, abbiamo creato un gruppo autonomo con più di 60 parlamentari che oggi si presenta alle Elezioni Politiche del 25 settembre con “Impegno Civico”.

Quali i motivi politici della rottura?

Il motivo della rottura è molto serio e riguarda la posizione geopolitica dell’Italia, perché la politica seria si fa a partire dalla postura internazionale. Conte stava per voltare le spalle all’Ucraina, facendo un favore a Putin ed indebolendo l’Italia. Noi con Di Maio abbiamo votato favorevolmente al decreto che ribadiva l’invio delle armi per la difesa militare del popolo ucraino. Speravamo che la nostra scissione frenasse il piano di Conte che aveva un unico obiettivo: la vendetta contro Mario Draghi per averlo, a suo dire, spodestato da Palazzo Chigi. Un’assurdità! Conte ha sacrificato gli interessi dell’Italia per un suo livore personale.

L’esecutivo sarebbe andato comunque al voto entro pochi mesi. Tempo davvero utile per portare a termine la famosa agenda Draghi o no?

Di certo è stato come interrompere il viaggio di una macchina in corsa. Oggi come Governo siamo costretti a lavorare in ordinaria amministrazione a causa dello scioglimento delle Camere. Adesso cercheremo di portare a casa le milestone e gli obiettivi programmatici del PNRR: saranno essenziali per ricevere le risorse. Il Paese si indebita se non riusciremo a spendere tutto nei termini stabiliti.

L’Europa ora ci vede con diffidenza. L’Italia, ma soprattutto il Sud, rischiano realmente di non ricevere i fondi stanziati dal Pnrr?

È un rischio concreto che come Esecutivo insieme a Draghi cercheremo di scongiurare. Il Governo rimane in carica per gli affari correnti fintanto che non riprenderà la prossima legislatura e si formerà un altro Esecutivo. Ricordo che nei prossimi anni al Sud arriveranno ben 202,4 miliardi tra Fondi Strutturali, FSC, PNRR, React.EU. C’è bisogno di un Governo che lavori in continuità sull’agenda Draghi.

A quali elettori si rivolge “Impegno civico”? Pensa possiate aspirare a prendere una parte dei voti degli elettori indecisi? I sondaggi valutano quest’area intorno al 40%

È un’area dal potenziale elettorato molto vasto e che è alla ricerca di riferimenti e serietà. Noi aspiriamo ad aggregare chi è moderato, riformista, atlantista e che aiuti il Paese a completare l’Agenda Draghi. Vogliamo contribuire a rafforzare la coalizione di centro-sinistra: dobbiamo rappresentare un’alternativa credibile al fronte politico della destra e del m5s che insieme sono stati la causa della sfiducia al Presidente Draghi.

Quali sono i punti piu’ importanti del vostro programma? Come sogna l’Italia del futuro?

I nostri driver programmatici saranno la transizione ecologica e digitale che porteranno nuovi occupati e renderanno il Paese più moderno e quindi competitivo, facendo leva sullo sviluppo della rete imprenditoriale italiana. L’inflazione e l’aumento dei costi nel carrello della spesa degli italiani non è sostenibile, per questo nella prossima legge di bilancio proporremo l’azzeramento dell’Iva sui beni di prima necessità come il pane, il latte o la riduzione dell’Iva sul carne e sul pesce. Dobbiamo intervenire sui prodotti per la natalità, sulla farmaceutica.

Come è stata la sua esperienza di governo? Di cosa è soddisfatta e cosa avrebbe voluto fare se avesse avuto più tempo a disposizione?

Ho seguito tutta l’attività istituzionale di Governo nel lavoro quotidiano su Roma, ma non ho mai fatto mancare il supporto e la presenza ai territori del Mezzogiorno a partire dalla mia Calabria. Ho sostenuto senza riserve i bisogni degli enti locali per ogni difficoltà, come ad esempio quelle legate alla partecipazione dei bandi del PNRR. Ho gestito tutto il processo dei Contratti Istituzionali di Sviluppo, in particolare quello del “CIS Calabria – Svelare Bellezza” che ho elaborato in prima persona tenendo conto delle peculiarità della Regione Calabria.

E poi?

Ho fatto finanziare con 227 milioni di euro progetti ed interventi del territorio calabrese su turismo, cultura e riqualificazione ambientale. Ne hanno beneficiato Comuni, Province ed enti Parco calabresi. Un risultato concreto ottenuto mediante il dialogo e il raccordo con la Regione, gli enti locali ed i Ministeri coinvolti. Il “metodo Cis Calabria” funziona ed è un esempio di raccordo istituzionale di successo. Avessi avuto qualche mese in più davanti avrei definito anche un importante progetto a cui stavo lavorando: la formazione “training on the job” al fine di supportare amministrazioni locali del Sud.

 

 

Silvio Mellara – Giornalista

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