Lo stato di diritto non è più soltanto un principio astratto da manuale, ma una delle grandi partite politiche e istituzionali del nostro tempo. È su questo terreno – tra giustizia, media, anticorruzione e assetti democratici – che si misura oggi la credibilità dell’Unione europea e, nel caso italiano, la capacità di affrontare le trasformazioni in corso con strumenti adeguati. Questo il tema della giornata di lavori alla Biblioteca Angelica sulla Relazione sullo stato di diritto nell’Unione europea, con un focus principale sul “capitolo Italia”. L’iniziativa, organizzata dall’associazione culturale La Parabola, si è svolta in collaborazione con Rule of Law and Society e con The Skill in qualità di communication partner.
Il contributo delle istituzioni
Nel corso dell’evento si sono alternati numerosi esponenti delle istituzioni, della pubblica amministrazione, del terzo settore, del mondo accademico e della società civile. La giornata è stata avviata dal messaggio di saluti del Ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha sottolineato come “la nostra giustizia stia affrontando grandi cambiamenti” e che “i quattro capitoli della discussione [giustizia, media, anticorruzione e questioni istituzionali] sono particolarmente cari e sia altresì significativo che a un evento di questa portata partecipino anche gli studenti dell’ultimo anno di liceo e gli universitari che sono in procinto di assistere a una riforma globale del sistema giudiziario italiano stesso, incardinata anche in una riforma costituzionale”. Francesco Tufarelli, dirigente di Palazzo Chigi e promotore dell’iniziativa, definisce l’evento come un “contributo della società civile italiana, esercizio di best practice nazionale che culminerà in un report inviato al Governo e alla Commissione Europea”.
Nuove politiche sociali
Tiziano Treu, giuslavorista, già ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, invece, pone l’accento sui “diritti nei luoghi di lavoro”, ormai considerati diritti umani universali, e sulla “necessità di una maggiore partecipazione dei lavoratori nelle imprese”. Antonella Esposito, avvocato e presidente dell’associazione Potere ai diritti, sottolinea l’importanza della parità di genere e la necessità di “guardare alla violenza domestica come un fenomeno che colpisce non solo le donne, ma anche bambini, anziani e uomini, richiedendo nuove politiche sociali”. La giornalista Valentina Calzavara riflette sulle fragilità del giornalismo, denunciando “il paradosso di una censura data dalla sovrabbondanza di informazioni che rende difficile distinguere le fonti credibili”.
Diritto e democrazia
L’avvocato Paola Balducci, già membro del CSM, avverte che l’efficacia del “giusto processo” in Italia dipende oggi da un “criterio unitario di informatizzazione”, fondamentale per armonizzarsi con gli altri ordinamenti europei. Gennaro Migliore, già sottosegretario di Stato alla Giustizia e membro della Camera dei deputati, definisce lo stato di diritto come la “più grande conquista della modernità”, pur segnalando “la necessità di migliorare gli standard italiani su carceri e libertà di stampa”. Secondo Alessandro Sterpa, professore di diritto costituzionale all’Università della Tuscia, “lo stato di diritto non è il semplice dominio delle regole, ma la capacità di prevedere le conseguenze delle azioni per creare quella certezza giuridica necessaria allo sviluppo della collettività”. Il filosofo e giornalista Armando Massarenti, propone di “valorizzare i corpi intermedi come istituzioni capaci di riattivare il pensiero critico e il dialogo razionale, contrastando la manipolazione e la disinformazione della rete”.
Diritto europeo e sfide geopolitiche
Rocco Buttiglione, professore universitario già ministro per le Politiche comunitarie, sostiene con forza che “l’Europa ha bisogno di una Costituzione”, poiché “non può esistere un vero stato di diritto europeo senza un’entità politica sovrana che lo sostenga”. L’avvocato Manfredi De Vita, partner di Curtis, ammonisce che “lo stato di diritto è il principale valore europeo” e che, “se l’Europa non vince le sue sfide geopolitiche, tali valori rischiano di essere travolti”. L’avvocato Daniele Sterrantino, professore universitario, indica nell’”omogeneizzazione dei sistemi giudiziari la chiave per rinforzare la filiera dei singoli Stati e garantire tempi certi alle imprese e al sistema produttivo”.
Pluralismo e politica
Francesca Traldi, responsabile scientifica della Fondazione Adenauer, osserva come il “consolidamento dei partiti politici e una minore alternanza di governo favoriscano riforme di lungo periodo a tutela della rule of law”. Maria Pia Caruso, dirigente dell’AGCOM, illustra l’impegno dell’ente nella tutela del “pluralismo dei media” e nella “gestione delle controversie tra utenti e operatori per deflazionare l’azione giudiziaria”. Valentina Donini, portavoce per il forum per il governo aperto di Open Government Partnership, propone “l’adozione di agende aperte per gli incontri con i decisori pubblici, come buona pratica di trasparenza per regolamentare il fenomeno lobbistico”. Elena Buscemi, Presidente del Consiglio comunale di Milano, rivendica il ruolo degli “enti locali come presidio fondamentale dello stato di diritto e strumento per rispondere concretamente alle esigenze dei cittadini sul territorio”.
Diritto, economia e mercato
Giuseppe Del Medico, di Unioncamere, evidenzia “il legame tra diritto ed economia, sottolineando come la “trasparenza del mercato” e l’accesso ai dati del Registro Imprese rendano concreto lo stato di diritto”. Simona Petrozzi, Presidente Terziario Donna Confcommercio Roma, promuove “una sinergia uomo-donna nelle posizioni apicali, non per quote fisse ma per merito, come volano fondamentale per lo sviluppo economico e il PIL”. Marco Bentivogli, coordinatore nazionale Base Italia, lega l’efficacia delle istituzioni alla crescita, notando come “uno stato di diritto malfunzionante scoraggi qualsiasi investimento, sia nazionale che estero”. Mario Carlo Ferrario, presidente di Rule of law & society, ritiene essenziale “la tutela dei mercati dei capitali e dei diritti degli investitori per attrarre risorse dall’estero e garantire parità di accesso al benessere”.
Sicurezza e società civile
Stefano Cavanna, esperto in modelli di assistenza a governi latino-americani, propone “modelli antimafia italiani come esempio internazionale”, avvertendo però del rischio che “i diritti umani vengano usati strumentalmente dai criminali”. Marco Martino, dirigente superiore della Polizia di Stato, spiega che “la vera sicurezza si ottiene coinvolgendo la “società civile e i corpi intermedi” per ridurre la distanza tra cittadini e istituzioni attraverso messaggi di legalità”.




