Nicchio (Aiop Lombardia): Privato e pubblico uniti per la salute

Il presidente di Aiop Lombardia, Michele Nicchio, spiega perché pubblico e privato sono “dalla stessa parte”, all’interno del Servizio Sanitario Nazionale tra sinergie e qualità delle cure

Un messaggio semplice ma necessario: “Privato è Pubblico”. È questo il claim della campagna di comunicazione con cui Aiop Lombardia, l’associazione che riunisce le strutture ospedaliere private accreditate della regione, vuole ricordare ai cittadini che la sanità accreditata è parte integrante del Servizio Sanitario Nazionale, ne condivide le regole e gli obiettivi, e ne rappresenta una componente fondamentale. Ne abbiamo parlato con il suo presidente, Michele Nicchio.

Qual è l’obiettivo principale della campagna?

Vogliamo riaffermare un concetto che negli ultimi tempi si tende a dimenticare, o a confondere. Le strutture private accreditate non sono un’alternativa al pubblico: ne fanno parte a pieno titolo. Sono gratuite per i pazienti con ricetta, operano in convenzione con la Regione e contribuiscono quotidianamente alla tenuta del sistema sanitario lombardo. “Privato è pubblico” non è uno slogan, è la fotografia della realtà.

Molti cittadini però associano il termine “privato” al concetto di pagamento…

Uno degli obiettivi principali è proprio chiarire questo equivoco che è fondamentalmente linguistico e culturale. Le nostre strutture sono pubbliche nei fatti: il cittadino accede con la stessa impegnativa che utilizzerebbe in un ospedale pubblico, senza alcun costo aggiuntivo. Si tratta semplicemente di una diversa modalità organizzativa del servizio pubblico, che tutela la libertà di scelta del luogo di cura garantita dalla Costituzione.

Come si inserisce il privato accreditato nel sistema sanitario lombardo?

Le strutture private accreditate in Lombardia rappresentano circa il 33% dei posti letto ospedalieri complessivi. Con il 39% delle risorse del fondo ospedaliero regionale, producono oltre il 42% dei ricoveri. Inoltre, il 71,4% della mobilità sanitaria attiva del 2022 – cioè i pazienti provenienti da altre regioni – ha scelto di farsi curare in strutture accreditate lombarde. Sono dati che mostrano quanto il nostro sistema sia efficiente, attrattivo e riconosciuto anche a livello nazionale.

Qual è oggi il rapporto tra pubblico e privato accreditato in Lombardia?

È un rapporto di collaborazione e complementarità, non di competizione. Condividiamo protocolli, personale, percorsi clinici, formazione. Lavoriamo ogni giorno fianco a fianco con gli ospedali pubblici per rispondere al crescente fabbisogno sanitario della popolazione, in particolare in un contesto di invecchiamento e carenza di personale. La nostra forza è proprio questa sinergia, che consente al sistema di reggere e di mantenere alti livelli di qualità. I numeri lo dimostrano: secondo Agenas e altri enti tecnico-scientifici, la sanità lombarda – pubblica e privata accreditata insieme – è ai vertici italiani per qualità delle cure. Non è un caso che nella classifica 2025 del World’s Best Smart Hospitals, tra i 18 ospedali italiani presenti ci siano quattro strutture private accreditate lombarde. È un riconoscimento internazionale della nostra capacità di innovare e garantire cure d’avanguardia.

Che messaggio volete trasmettere con “Privato è Pubblico”?

Vogliamo ricordare che il Servizio Sanitario Nazionale è uno solo, ed è fatto sia di ospedali pubblici sia di strutture private accreditate. Entrambi lavorano per gli stessi obiettivi: garantire accesso, equità e qualità delle cure. In Lombardia, l’ospedalità privata accreditata ha sempre operato secondo questi principi, in modo funzionale e sinergico al sistema salute. Oggi più che mai serve una comunicazione chiara e diretta, che parli ai cittadini e agli operatori, per ribadire che siamo – davvero – dalla stessa parte.

Previous slide
Next slide
Previous slide
Next slide
Previous slide
Next slide