Al Quirinale la Collezione storica di Gianni Bisiach (1957-2013)

Migliaia di documentari, interviste, reportage su oltre mezzo secolo di storia, donati dal grande giornalista scomparso meno di un anno fa

“Sul sito del Quirinale puoi trovare il grande archivio filmato di Gianni Bisiach”. La notizia mi arriva per caso e inaspettata qualche giorno fa sulla mia posta privata da un collega che ha fatto la storia del giornalismo italiano, Pierluigi Franz, oggi lui Consigliere Nazionale e membro dell’Esecutivo della FIGEC, che insieme a Carlo Parisi e Lorenzo Del Boca ha contribuito a far nascere. La mia prima reazione istintiva è rispondere alla sua mail “Non credo che sia possibile, l’archivio Bisiach è archivio tutto RAI e con tutto quello che ha fatto Bisiach non sarà facile mettere insieme il tutto”.

Ebbene, mi sbagliavo. Aveva ragione il vecchio inviato del Corriere della Sera e de La Stampa. Chiamo la segreteria dell’Archivio del Quirinale e vengo rimandato sul sito dell’Archivio Storico, dove trovo davvero il “Paese delle meraviglie”.

C’è una sezione che vi invito a cercare, “Documentare la storia della Repubblica”, dove troverete in bella evidenza “La collezione Gianni Bisiach” donata all’Archivio storico della Presidenza della Repubblica.

Parliamo di un periodo della storia italiana che va dal 1957 al 2019. Ed è una nota a corredo che spiega meglio e nei dettagli di cosa si tratta: “L’archivio multimediale e di lavoro del giornalista radiofonico e televisivo, che ha fatto la storia del giornalismo divulgativo, documenta la realizzazione di oltre 3000 inchieste e trasmissioni di grande impatto sociale pubblicate sul Portale storico della Presidenza della Repubblica”.

Ma è davvero il “Paese delle meraviglie”, perché dentro ci trovate tutto quello che un grande maestro del giornalismo radiotelevisivo italiano come Gianni Bisiach ha realizzato nel corso della sua intensa vita professionale.

I numeri del Quirinale sono emblematici e indicativi. Quando si parla della Collezione Bisiach si intende fare riferimento ad una montagna di materiale scritto e filmato che in qualche modo fa riferimento al suo lavoro e al suo impegno all’interno della RAI, oltre 500 faldoni di carte, 3000 documentari, inchieste-reportage e video-interviste, migliaia di fotografie di scena, 4000 puntate del programma “Un minuto di storia” realizzate sino al 2013,e dove si racconta per ogni giorno dell’anno in estrema sintesi un evento accaduto in quella stessa data, tutte le puntate della trasmissione “Radio anch’io”, condotta tra il 1980 e il 1992.

Oggi tutto questa immensa Collezione è entrata a fare parte dell’ingente patrimonio documentario custodito dall’Archivio storico della Presidenza della Repubblica grazie ad un accordo stipulato con la Rai, inteso a rendere consultabili anche tramite il “Portale storico della Presidenza della Repubblica”  i contenuti della Collezione, che vengono progressivamente pubblicati, una volta convertiti in formato digitale dalla struttura RAI.

È la scheda ufficiale dell’Archivio Storico del Quirinale che ci aiuta a capire esattamente di cosa si tratti. “Un patrimonio audiovisivo fatto di reportage-documentari che hanno aperto a Bisiach, storico inviato della Radiotelevisione Italiana, la strada della divulgazione storica, hanno assunto la funzione di storytelling visivo costruito con taglio giornalistico e rigorosa attenzione alla qualità delle fonti, hanno svolto il ruolo di archivio diaristico per immagini, il cui ordito è tessuto da storie, eventi e personalità del mondo della politica, delle istituzioni, dell’economia, della cultura, dello spettacolo, dello sport – di oggi e del passato anche remoto”.

Gianni Bisiach, dunque, come tanti altri grandi maestri del giornalismo radiotelevisivo italiano, penso a Sergio Zavoli o allo stesso Enzo Biagi, non è mai morto. Anzi, non morirà mai. Perché per chi ha voglia di rivederlo, di approfondire i temi che gli erano cari e di rivedere le mille cose da lui realizzate per la RAI da oggi in poi sarà sufficiente un clik e vi si aprirà tutto un mondo.

 

 

 

Si parte dalla esperienza di inviato a Torino in occasione del Centenario dell’Unità d’Italia al “Rapporto da Corleone“, l’inchiesta del 1962 dove per la prima volta si nomina in televisione la parola “mafia”, girato nella Corleone dei Navarra e dei Liggio, dei Riina e dei Provenzano ancora latitanti, che vinse il Premio Mondiale della Televisione a Londra nel 1963, all’incoronazione della regina Elisabetta e alla guerra del Golfo; dalle nozze di Napoleone Bonaparte e Giuseppina di Beauharnais, alla fucilazione di Galeazzo Ciano; dagli avvenimenti del 1968 all’uccisione di Aldo Moro.

Ma non finisce qui l’elenco delle cose da vedere o da rivedere. Si va molto oltre, dall’inchiesta sulla pena di morte nel mondo del 1966-1967 alle vicende di John Fitzgerald e Robert Kennedy, che hanno segnato con la loro vita e le loro tragedie la storia del mondo.

Imperdibile di grande valore giornalistico e storico anche la famosa intervista a Jesse Owens, l’atleta statunitense noto per la sua partecipazione alle Olimpiadi del 1936, dove vinse quattro medaglie d’oro contravvenendo ai piani propagandistici del Fuhrer che intendeva fare dei Giochi olimpionici di Berlino un manifesto della superiorità della razza ariana. Per non parlare poi della fuga, avvenuta il 24 gennaio 1944, dei futuri presidenti della Repubblica Sandro Pertini e Giuseppe Saragat da Regina Coeli, il carcere dove, condannati a morte dalle SS tedesche, avevano atteso l’esecuzione, o infine della visita alla Baghdad di Saddam Hussein nel 1978 in occasione del Festival del film antimperialista.

Ma chi era Gianni Bisiach?

Se lo chiederanno soprattutto i colleghi più giovani. La cosa più bella che l’Archivio storico del Quirinale potesse fare è la scheda personale che viene dedicata a lui, trattato più che come un grande giornalista come un testimone autentico del nostro tempo, una sorta di monumento della informazione e del mondo della comunicazione, e di questo – mi auguro- il giornalismo italiano non finisca mai di dire grazie alla Sovrintendente Marina Giannetto chi personalmente e fisicamente ha avuto nei confronti di Gianni Bisiach questa attenzione e questo stile così rigoroso e rispettoso.

Ufficiale meteorologico della Royal Air Force in Eritrea nel dopoguerra, geologo ricercatore d’uranio in Dancalia, medico, Gianni Bisiach nel 1954-1955 frequenta il corso di regia al centro Sperimentale di Cinematografia e dal 1955 lavora in Rai. Da allora ha realizzato programmi televisivi e radiofonici di divulgazione medica e scientifica, di politica interna e internazionale, di storia e società, tra le quali oltre 4000 puntate di “Un minuto di storia”; serie televisive come “Gli italiani al Polo Nord – Umberto Nobile”, “Testimoni oculari “, “Grandi Battaglie”, “Ventesimo Secolo”, “La seconda guerra mondiale”, “Come eravamo: moviola della storia”; rubriche come “Radio anch’io”, “Radio anch’io TV “.

 

 

Ma c’è anche un Bisiach scrittore. Il grande giornalista ha pubblicato diversi libri tra cui Pertini racconta. Gli anni 1915-1945 (Milano, A. Mondadori, 1983, Premio Saint Vincent); Radio anch’io. L’Italia al microfono (Milano, A. Mondadori, 1985), Il Presidente. La lunga storia di una breve vita (Roma, Newton Compton, 1990); I Kennedy. La dinastia che ha segnato un secolo (Roma, Newton & Compton, 1999).

Indimenticabile, almeno per la mia generazione, il film “I due Kennedy”, insignito, a pari merito con Federico Fellini e Luchino Visconti, del Premio Internazionale Spoleto Cinema, nel quale Gianni Bisiac denuncia la collusione tra CIA e mafia e indica i nomi dei responsabili dell’assassinio di Dallas, confermati dieci anni dopo dalla Commissione Stokes della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti.

 

Sovrintendente Archivio Storico del Quirinale Marina Gianneto

 

 

LA COLLEZIONE BISIACH

RAPPORTO DA CORLEONE (1962)

L’inchiesta di Gianni Bisiach del 1962 nomina per la prima volta in televisione la parola mafia, nella Corleone dei Navarra e dei Liggio, dei Riina e dei Provenzano ancora latitanti. Nel filmato interviste a Antonino e Carmelo Rizzotto sull’omicidio e sul ritrovamento del cadavere del sindacalista Placido Rizzotto, sequestrato e brutalmente ucciso dalla mafia di Luciano Liggio e Pasquale Criscione. Intervistato, tra gli altri il vicesindaco Giuseppe Di Palermo. La trasmissione ha vinto il Premio Mondiale della Televisione nel 1963 ed ha dato origine alla Legge istitutiva della Commissione Parlamentare Antimafia, su proposta di Gianni Bisiach a Ferruccio Parri, primo Presidente del Consiglio Italiano del Dopoguerra. Ferruccio Parri politico e antifascista italiano, con il nome di battaglia “Maurizio” fu uno dei dirigenti del CLN Alta Italia nell’aprile 1945. Nella Prima Guerra Mondiale Parri fu l’inventore del Corpo degli Arditi del Piave, insignito di cinque medaglie d’argento al Valor Militare.

RICORDO DI FEDERICO FELLINI

Il 20 gennaio 1920 nasce a Rimini Federico Fellini. Un ritratto del grande regista fin dagli esordi e l’incontro con Giulietta Masina che sarà sua moglie e protagonista di molti suoi film. Attraverso le immagini dei set, il racconto della sua straordinaria carriera con il conferimento di quattro premi Oscar.

LO SBARCO DI ANZIO

La notte tra il 21 e Il 22 gennaio 1944 le truppe angloamericane iniziano lo sbarco fra Anzio e Nettuno, per prendere alle spalle i tedeschi schierati sul fronte di Cassino. Lo sbarco avviene senza combattimenti ma, il generale Lucas, invece di dirigersi subito verso Roma preferisce attendere rinforzi. 24 ore dopo lo sbarco arrivano i bombardieri dell’aviazione tedesca che colpiscono la costa dove sono le truppe alleate. Churchill degraderà il Gen. Lucas colpevole del ritardo, Roma, anziché a gennaio, sarà liberata a giugno pagando un tributo ingente di vittime.

IL SESSANTOTTO A VALLE GIULIA

Il 1° marzo 1968 i giovani in Italia scendono in piazza. A Roma la polizia si scontra con gli studenti della facoltà di Architettura a Valle Giulia. Pier Paolo Pasolini irriderà gli studenti e si schiererà con i poliziotti, veri proletari e figli del popolo. Le facoltà vengono devastate, L’università di Trieste occupata da Renato Curcio, Alberto Franceschini e Mara Cagol che saranno tra i fondatori delle Brigate Rosse.

 

 

 

UCCISO MARTIN LUTHER KING

Il 4 aprile 1968 viene ucciso a Memphis Martin Luther King, leader del movimento americano per i diritti civili, che stava sostenendo la campagna presidenziale di Robert Kennedy. Le immagini dei famosi discorsi del leader nero e la ricostruzione dell’omicidio per mano del killer della mafia Earl Ray.

LA CATASTROFE DEL DIRIGIBILE ITALIA

Il 25 maggio 1928 il Dirigibile Italia raggiunge il Polo Nord. La ricostruzione della spedizione e la tragedia sulla via del ritorno a causa di una imprevista tempesta. Gianni Bisiach nel dicembre 1960 intervista il Gen. Umberto Nobile che ricostruisce i terribili istanti dell’impatto, raggiungendo il record storico di ascolti della televisione italiana di 28 milioni e 600 mila telespettatori.

 

 

 

UCCISO ALDO MORO

Il 9 maggio 1978 viene ucciso Aldo Moro, rapito dalle Brigate Rosse il 16 marzo. Le immagini del ritrovamento del corpo dello statista in Via Caetani e la registrazione originale della telefonata, compiuta dal brigatista Valerio Morucci al Prof. Franco Tritto, per far ritrovare il corpo dell’on. Moro posto nel bagagliaio di una Renault 4 rossa, parcheggiata a metà strada fra la sede del Partito Comunista e la Democrazia Cristiana.

IL PICCOLO TEATRO DI MILANO

Nel maggio del 1947 nasce il Piccolo Teatro di Milano fondato da Giorgio Strehler, Paolo Grassi e Nina Vinchi. Con le testimonianze di Strehler e Marcello Moretti sulla sua fondazione. Rimarranno nel ricordo collettivo “L’opera da tre soldi” di Bertolt Brecht interpretata da Milva e il “Re Lear” con Tino Carraro e Ottavia Piccolo

2 GIUGNO REPUBBLICA

Il 2 giugno 1946 gli italiani partecipano al Referendum Monarchia/Repubblica.  I cinegiornali filmano il voto dei leader e dei personaggi illustri. Dopo lo spoglio delle urne Umberto II si rivolge alla Cassazione per il conteggio definitivo, denunciando brogli. A Montecitorio il 10 giugno del 1946 la Cassazione decreta, leggendo i risultati definitivi, la vittoria della Repubblica. A Roma, sul Campidoglio, sventola la bandiera tricolore senza lo stemma sabaudo.

LO SBARCO IN NORMANDIA

All’alba del 6 giugno 1944 le truppe angloamericane sbarcano in Normandia. É la più gigantesca operazione aeronavale della storia. I primi reparti, sulla spiaggia di Omaha, subiranno la terribile reazione dei tedeschi. Ma i rinforzi della seconda e terza ondata riusciranno ad annientare le postazioni nemiche. L’Europa avrà ancora davanti a sé dieci mesi di guerra.

LA STRAGE DELLA STAZIONE DI BOLOGNA

Alle 10.25 del 2 agosto 1980 la stazione centrale di Bologna è dilaniata da un’esplosione che distrugge tutta l’ala sinistra del fabbricato. Le vittime sono 85 e più di 200 i feriti. La deflagrazione è stata causata da un ordigno situato in una delle sale d’attesa. I condannati per la strage, Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, condannati all’ergastolo già per altri delitti, si dichiareranno estranei all’attentato.

 

 

 

IL CROLLO DELLE TORRI GEMELLE

La ricostruzione dei drammatici avvenimenti dell’11 settembre 2001, quando in una serie di attacchi aerei terroristici suicidi vengono colpite le Torri Gemelle del World Trade Centre a New York, Il Pentagono e un aereo di linea Chicago-New York precipita in Pensilvania. Bin Laden, capo di al-Qaeda, rivendica gli attentati che hanno causato la morte di 2977 persone e il ferimento di oltre 6000.

LE OLIMPIADI DI ROMA

Il 25 agosto 1960, arrivano i giorni dell’Olimpiade di Roma. La città eterna accoglie più di 5000 atleti da 83 nazioni. I romani si infiammano per campioni come Wilma Rudolph e Livio Berruti, uomo simbolo di questa olimpiade, trionfatore nei 200 metri piani.

LA CADUTA DEL MURO DI BERLINO

Il 9 novembre 1989 viene smantellato il Muro di Berlino costruito nel 1961 per impedire ai tedeschi orientali l’esodo verso occidente. Nel giugno 1963 il presidente americano John Fitzgerald Kennedy visita Berlino Ovest e pronuncia il famoso discorso:”Ich bin ein berliner”.

UCCISIONE A DALLAS DEL PRESIDENTE KENNEDY

Dallas, Texas 22 novembre 1963, la ricostruzione dell’attentato al Presidente degli Stati Uniti, John Fitzgerald Kennedy, mentre sta percorrendo su una Limousine scoperta la Deley Plaza, con la moglie Jacqueline e il governatore del Texas John Connally con la moglie. Dell’attentato sarà accusato Lee Harvey Oswald, mentre viene dimostrato che i punti di fuoco sono almeno tre. Kennedy e il governatore, gravemente feriti, vengono trasportati al Parkland Memorial Hospital, dove il Presidente muore poco dopo. Il 25 novembre 1963 i solenni funerali a Washington e la sepoltura nel cimitero degli eroi di Arlington.

 

 

 

NASCE CARLO LEVI

25 novembre1902, nasce a Torino Carlo Levi. Scrittore, pittore, antifascista. Si laurea in medicina e chirurgia mentre già espone alle quadriennali di pittura. Diventa scrittore, nei due anni di confino in Lucania tra il 1935 e il 37, con il libro Cristo si è fermato a Eboli che sarà tradotto e celebrato in tutto il mondo. Intervista a Levi nel suo studio mentre descrive i suoi quadri.

VIETNAM

Negli anni 60 la guerra del Vietnam diventa per tutti una spaventosa carneficina con il bilancio di 600.000 morti tra i soldati vietnamiti e 58.000 americani. Due sono le date ufficiali di una guerra che non fu mai ufficialmente dichiarata: 4 agosto 1964 l’inizio, 28 marzo 1973 la firma della pace.

PEARL HARBOR

Il 7 dicembre 1941, di domenica mattina, viene sferrato un proditorio attacco dell’aviazione giapponese a Pearl Harbor, sede della flotta americana del Pacifico. L’attacco avviene senza dichiarazione di guerra.  Vengono colpite tutte le corazzate americane con un ingente numero di perdite umane. L’attacco costringe il Presidente americano Roosevelt a coinvolgere gli Stati Uniti nel conflitto mondiale.

 

 

 

 

I FAVOLOSI BEATLES

Il 6 dicembre 1963 Gianni Bisiach mette in onda la prima e unica intervista mondiale con tutti e quattro i Beatles insieme, per la trasmissione TV7, in cui racconta il fenomeno musicale e di costume che viene seguito da milioni di fan in tutto il mondo.

 

 

 

VISITA DI GANDHI A ROMA

Il 12 dicembre 1931 Gandhi arriva a Roma in treno, ad attenderlo il gerarca Renato Ricci con una folla di gerarchi fascisti. Il contrasto tra il Mahatma in saldali francescani e i suoi ospiti è stridente. Il padre della non violenza viene salutato da un picchetto d’onore composto da bambini in divisa che imbracciano moschetti ’91. (Pino Nano)

 

Gianni Bisiach insieme a Pino Nano

 

 

Pino NanoGià caporedattore centrale della Rai

 

 

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