Il Ministero dell’Economia ha depositato le liste per il rinnovo dei consigli di amministrazione di Leonardo e di altre partecipate strategiche. Via XX Settembre ha indicato Lorenzo Mariani come nuovo amministratore delegato, al posto di Roberto Cingolani, e Francesco Macrì come nuovo presidente. Non è un nome estraneo alla comparto. Mariani torna a Piazza Monte Grappa dopo appena un anno di assenza. Dal 2023 è stato condirettore generale del gruppo e dall’aprile 2025 era tornato a guidare come managing director Mbda Italia. Il nuovo CEO riceve un’azienda che sta bene, con ordini garantiti, bilancio risanato, dipendenti in crescita e una proiezione internazionale solida.
Chi è Mariani
Ingegnere elettronico, dopo un breve passaggio come ufficiale nella Marina, dal 1992 entra nell’industria di settore: prima Alenia, poi Ams, radar e sensori sul lato tecnico prima di spostarsi verso quello commerciale. Il salto arriva nel 2002, quando Mariani entra per la prima volta in Mbda – il principale consorzio missilistico europeo partecipato da Leonardo, Airbus e BAE Systems – come responsabile della strategia di prodotto. Rientrato in Leonardo, passa dalla divisione elettronica per la difesa terrestre e navale fino al ruolo di Chief Commercial Officer nel 2017, poi a quello di amministratore delegato di Leonardo International, struttura che coordina le controllate estere del gruppo. Nel 2020 torna in Mbda come Executive Group Director Sales & Business Development, ad di Mbda Italia, membro del comitato esecutivo. Nel 2023 rientra in Leonardo come condirettore generale e direttore delle operazioni. Nell’aprile 2025, di nuovo a Mbda. Ora, di nuovo a Leonardo, questa volta al vertice.
L’eredità
Mariani eredita un’azienda che ha visto la propria capitalizzazione passare da circa 4,6 miliardi di euro nel 2022 a 33,8 miliardi a fine 2025, i ricavi da 16 a 19,5 miliardi di euro, con un aumento del 22%, e che ha ridotto il debito netto da 2,3 a un miliardo. L’utile operativo è aumentato del 30% tra il 2023 e il 2025, da 1,35 a 1,75 miliardi, il margine industriale ha raggiunto il 9%, il portafoglio ordini vale 46,6 miliardi e garantisce produzione per i prossimi 2,4 anni. I dividendi sono passati da 83 milioni nel 2023 a trecento milioni nel 2025, e i dipendenti sono cresciuti di undicimila unità. Le agenzie di rating hanno premiato l’azienda negli ultimi anni: S&P e Fitch hanno promosso Leonardo da BBB- a BBB, mentre Moody’s ha migliorato l’outlook da “stabile” a “positivo”. Anche la performance di borsa è stata positiva: tra gennaio 2025 e marzo 2026, il titolo Leonardo è cresciuto del 124% contro il 97 dell’indice settoriale europeo Bloomberg Aerospace & Defence. Nell’intero triennio il rialzo è stato di oltre il 400%.
Le sfide di Mariani
Il profilo che porta al vertice — commerciale, internazionale, legato alle filiere missilistiche europee — suggerisce una continuità con le ambizioni industriali del gruppo. La nomina apre una fase nuova per il gruppo in un passaggio delicato per l’industria europea della difesa. Mariani conosce Leonardo e conosce come si sta muovendo il comparto europeo.




