La comunicazione ambientale come strumento di dialogo

Nel pieno delle transizioni energetica e digitale, la comunicazione ambientale emerge come leva strategica per trasformare la crescente sensibilità degli italiani in comportamenti concreti, colmando il divario tra consapevolezza e azione attraverso dati, campagne istituzionali e un dialogo sempre più diretto tra istituzioni e cittadini. Proponiamo l’analisi di Domenico Repetto pubblicata su “EUROPA 2028 The European Magazine” anno I / n. 2

La comunicazione ambientale sta vivendo un periodo di grande dinamismo, favorito dal crescente protagonismo delle istituzioni che compongono l’amministrazione ambientale, come il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e gli enti sotto la sua supervisione (ISPRA, ENEA, GSE, SOGESID, SOGIN, ISIN, Parchi Nazionali e Aree Marine Protette).

Il contesto di riferimento è quello delle cosiddette “twin transitions”, che solitamente includono le transizioni energetica e digitale, spesso senza considerare quella ambientale. Questi cambiamenti sono la conseguenza di una crisi del modello di produzione lineare, della digitalizzazione dei processi di comunicazione e gestione dei beni e servizi, nonché della necessità di ridurre l’uso delle fonti fossili a favore delle energie rinnovabili.

In questo scenario, informazione e comunicazione diventano strumenti essenziali per sostenere i processi di transizione, sia nel caso di una trasmissione unidirezionale di informazioni, sia quando si punta a un modello circolare di scambio e raccolta di feedback. Questa dinamica permette di passare dalla mera conoscenza delle problematiche ambientali (cultura) a comportamenti concreti e consapevoli, fino all’accettazione delle normative che regolano le azioni individuali (consapevolezza). L’evolversi di questa dinamica è efficacemente descritto dai dati ISTAT che da alcuni anni leggono le preoccupazioni degli italiani in materia di ambiente, offrendo un quadro piuttosto esauriente dei livelli di conoscenza e di sensibilità verso le tematiche ambientali. L’evoluzione di queste tendenze nei prossimi anni sarà cruciale per comprendere quali politiche saranno necessarie per incentivare comportamenti sempre più
sostenibili.

Le preoccupazioni ambientali degli italiani nel 2024: tra stabilità e nuove sensibilità

Secondo i dati ISTAT del 2024, la sensibilità ambientale della popolazione italiana si conferma alta, con un forte interesse per temi come i cambiamenti climatici, la qualità dell’aria e il dissesto idrogeologico. Tuttavia, emergono anche leggere flessioni nei comportamenti virtuosi legati al risparmio energetico e idrico, evidenziando una dinamica complessa tra consapevolezza e azione concreta. Nel 2024, il 58,1% della popolazione si dichiara preoccupata per i cambiamenti climatici, un valore stabile rispetto al 2023. Questo dato evidenzia come la crisi climatica sia ormai un tema consolidato nell’opinione pubblica italiana. Tuttavia, la mancata crescita della percentuale suggerisce che, nonostante le evidenze scientifiche e i fenomeni estremi sempre più frequenti, non ci sia stato un aumento significativo della percezione del rischio rispetto all’anno precedente.

Qualità dell’aria: una preoccupazione crescente

Un aspetto degno di nota è l’aumento della quota di cittadini preoccupati per la qualità dell’aria, che nel 2024 ha raggiunto il 50%, in aumento rispetto al 2023. Questo dato potrebbe essere correlato ai frequenti superamenti dei limiti di PM10 e NO2 nelle grandi città italiane, che hanno portato all’introduzione di misure restrittive per il traffico veicolare. L’attenzione su questo fronte potrebbe essere anche il riflesso di una maggiore informazione e di un dibattito pubblico sempre più acceso sulle politiche di mobilità sostenibile.

Rifiuti e inquinamento delle acque: quattro cittadini su dieci preoccupati

Lo smaltimento dei rifiuti e l’inquinamento delle acque continuano a rappresentare un tema rilevante: circa quattro italiani su dieci si dichiarano preoccupati per questi aspetti ambientali. Nonostante i progressi nella raccolta differenziata e negli investimenti per la depurazione delle acque, permangono criticità legate alla gestione dei rifiuti in alcune aree del Paese e alla presenza di microplastiche nei corsi d’acqua e nei mari.

Dissesto idrogeologico: cresce la consapevolezza del rischio

Un altro dato significativo riguarda il dissesto idrogeologico, per cui la preoccupazione è passata dal 26,5% del 2023 al 28,5% nel 2024. Questo aumento può essere spiegato dalla crescente frequenza di eventi estremi, come frane e alluvioni, che hanno colpito diverse regioni italiane. La necessità di investimenti in prevenzione e infrastrutture resilienti diventa quindi un tema sempre più sentito.

Le preoccupazioni minori: inquinamento acustico, elettromagnetico e paesaggio

Solo una persona su dieci considera prioritari problemi come l’inquinamento acustico, quello elettromagnetico e il deterioramento del paesaggio. Questi temi, sebbene rilevanti, sembrano avere un impatto meno immediato sulla percezione dei cittadini rispetto ai grandi temi legati al cambiamento climatico e alla qualità dell’aria.

Comportamenti virtuosi in lieve calo

Se da un lato cresce la consapevolezza ambientale, dall’altro si registra una leggera riduzione nei comportamenti virtuosi legati alla conservazione delle risorse. Nel 2024, il 71,4% degli italiani dichiara di prestare attenzione a non sprecare energia, in lieve calo rispetto al 2023. Analogamente, la quota di chi evita di sprecare acqua è scesa dal 69,8% al 68,8%. Questi dati potrebbero riflettere un certo allentamento dell’attenzione dopo i picchi di sensibilizzazione degli anni precedenti o una difficoltà nel mantenere costanti alcune abitudini quotidiane.

Differenze territoriali: Nord e Sud a confronto

L’analisi territoriale mostra alcune differenze interessanti nei comportamenti e nelle priorità ambientali.
Nel Mezzogiorno, il 29,9% della popolazione è più propenso ad acquistare prodotti a chilometro zero, evidenziando una maggiore attenzione alla filiera corta e al consumo sostenibile. Nel Nord Italia, invece, il 51,3% dei cittadini evita comportamenti che generano inquinamento acustico, come la guida rumorosa. Inoltre, si registra una maggiore propensione all’uso di mezzi di trasporto alternativi (20,2%). Questo dato può essere influenzato dalla maggiore disponibilità di infrastrutture per la mobilità sostenibile nelle regioni settentrionali. L’analisi ISTAT del 2024 mostra un quadro in cui la consapevolezza ambientale rimane alta, ma con alcune sfumature. Mentre i cambiamenti climatici restano la principale preoccupazione degli italiani, cresce l’attenzione per la qualità dell’aria e il dissesto idrogeologico. Al tempo stesso, si osserva un leggero calo nei comportamenti virtuosi legati al risparmio di risorse. Le differenze territoriali suggeriscono come le priorità ambientali siano influenzate dal contesto locale, con un Nord più attento alla mobilità sostenibile e un Sud più orientato al consumo responsabile.

Il ruolo della comunicazione ambientale

La comunicazione ambientale è un fattore chiave per la diffusione della consapevolezza e la mobilitazione di azioni concrete per affrontare le sfide ambientali globali. Questo processo può avvenire attraverso diversi strumenti: campagne mediatiche, programmi educativi, iniziative di sensibilizzazione comunitaria. Documentari, articoli, post sui social media possono fornire informazioni dettagliate, mentre workshop e seminari permettono un coinvolgimento diretto, offrendo opportunità di apprendimento e discussione. Un altro elemento essenziale è il coinvolgimento emotivo. Campagne di comunicazione che utilizzano storie personali, immagini suggestive e testimonianze dirette favoriscono un legame più profondo tra il pubblico e le tematiche ambientali, generando un senso di urgenza e stimolando azioni concrete per la tutela del pianeta. Negli ultimi 25 anni, la comunicazione istituzionale ha attraversato una trasformazione profonda e con la proliferazione dei social media, il rischio di disinformazione si è intensificato, rendendo più complesso il compito delle istituzioni nel garantire una comunicazione chiara e affidabile. Le pubbliche amministrazioni nascono e sono amministrazioni di regolazione, ma è essenziale andare oltre la semplice divulgazione di normative, oltre le interpretazioni degli atti emessi, in quanto è essenziale spiegare perché certe scelte vengono fatte e quali effetti possono avere sulla vita quotidiana. Questo è fondamentale, soprattutto in un momento storico in cui la fiducia verso le istituzioni è messa a dura prova.

In questo solco si inserisce la campagna di comunicazione multicanale “Non ti chiediamo di salvare il Pianeta, ma il tuo mondo sì” con la quale il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza si rivolge ai cittadini di ogni età, con una chiamata diretta all’azione per l’ambiente: prendersi cura dello spazio quotidiano in cui si vive, per fare la differenza, partendo dal locale per arrivare al globale. La campagna si inserisce nel solco delle attività della Missione 2 del PNRR, “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, e in particolare dell’Investimento 3.3 Cultura e consapevolezza avviato nel 2022 e finalizzato a diffondere tra i cittadini, ed in particolare tra le nuove generazioni, una maggiore consapevolezza sulle tematiche e le sfide della transizione ecologica.

L’obiettivo è quello di promuovere l’adozione di comportamenti virtuosi e stili di vita e consumi più sostenibili a livello di individui, famiglie e comunità, anche per il tramite della piattaforma web Dipende da noi con cui il Ministero mira a rafforzare la conoscenza sulle principali sfide ambientali e climatiche del nostro tempo. Tramite questa piattaforma è possibile accedere a contenuti informativi di vario genere, come news, infografiche, podcast, video e video-lezioni. I prodotti sono facilmente fruibili e riguardano temi centrali per la vita di tutti: dal contrasto ai cambiamenti climatici allo sviluppo sostenibile, dalla tutela della biodiversità alla difesa del mare, dall’economia circolare alle energie rinnovabili.

Conclusione: la comunicazione ambientale come strumento di dialogo

La comunicazione ambientale rappresenta un potente strumento per aumentare la consapevolezza ecologica e stimolare comportamenti sostenibili. Attraverso l’educazione, l’empatia, l’inclusività e la partecipazione attiva, possiamo costruire una società più informata e pronta a proteggere il pianeta per le generazioni future. Compito delle istituzioni è quello di promuovere una presa di coscienza sulle scelte quotidiane che influenzano la produzione, il consumo, la mobilità e il tempo libero. La divulgazione di contenuti immediati e accessibili contribuisce a trasformare la semplice conoscenza in azioni concrete e responsabili. La comunicazione ambientale non deve, quindi, limitarsi alla semplice trasmissione di messaggi, ma deve incentivare il dialogo e la partecipazione attiva, creando spazi di confronto, dove le persone possano esprimere opinioni, condividere idee e collaborare su specifici progetti ecologici, rafforzare il senso di comunità e l’impegno collettivo verso un futuro (e un presente) più sostenibile.

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