Il virus: cosa è e quali sono i sintomi
Il West Nile è una zoonosi virale trasmessa dalla puntura di zanzare del genere Culex, che pungono prima uccelli infetti – veri serbatoi naturali del virus – e poi, occasionalmente, altri mammiferi, esseri umani inclusi. Negli umani l’infezione è spesso asintomatica o lieve, ma può evolvere in forme neuro-invasive, nell’1% dei casi, soprattutto nei soggetti anziani o fragili, con manifestazioni come encefalite o paralisi flaccida. In questi rari casi gravi può raggiungere tassi di letalità fino al 10%.
Secondo L’istituto Superiore di Sanità, l’andamento epidemiologico al momento è in linea con quello degli anni precedenti, mentre la distribuzione spaziale appare invece abbastanza differente”. Dei 32 casi 23 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva (2 Piemonte, 2 Veneto, 1 Emilia-Romagna, 15 Lazio, Campania 3), 1 caso asintomatico identificato in donatore di sangue (1 Veneto) e 6 casi di febbre (2 in Veneto e 4 nel Lazio). Tra i casi confermati sono stati notificati 2 decessi (1 Piemonte, 1 Lazio)
Il modello di sorveglianza attivo
Contro il virus è attivo un modello di sorveglianza integrata che coinvolge in prima linea anche la Rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali e i medici veterinari, con monitoraggi costanti sugli animali sentinella, in particolare equidi e uccelli, mentre le zanzare Culex restano i principali vettori del virus agli umani. Un sistema fondato su una collaborazione strutturata e continua tra Istituti Zooprofilattici, Ministero della Salute, Centro di Referenza Nazionale per le Malattie Esotiche, Istituto Superiore di Sanità, Enti Locali, Centro Nazionale Trapianti, Centro Nazionale Sangue, ospedali e servizi veterinari territoriali. Un coordinamento capillare, previsto dal Piano Nazionale di Prevenzione, Sorveglianza e Risposta alle Arbovirosi 2020-2025, che suddivide il Paese in aree a rischio differenziato e prevede per ciascuna azioni mirate: dal monitoraggio degli uccelli stanziali alla sorveglianza entomologica, dai controlli clinici sui cavalli alla verifica dei casi di mortalità negli uccelli selvatici.
Nel Lazio, oltre al decesso della donna ricoverata a Fondi, si segnalano nuovi ricoveri e una crescente preoccupazione nella rete sanitaria territoriale. Una riunione straordinaria, convocata dall’INMI Spallanzani con oltre 290 medici coinvolti, ha fatto il punto sull’emergenza, delineando protocolli, diagnosi differenziali e misure di bonifica. Intanto, in Campania, l’area del Litorale Domizio e del Sele è sorvegliata speciale per la possibile presenza di un cluster attivo.
Ma qual è il reale livello di rischio oggi in Italia? Che cosa ci dicono i dati e la scienza? E quali sono le misure più efficaci per contenere la diffusione del virus? Per fare chiarezza su questi punti, abbiamo intervistato il professor Massimo Ciccozzi, ordinario di epidemiologia e statistica sanitaria presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma, epidemiologo, tra i massimi esperti a livello internazionale.
Professore, che cos’è il virus West Nile e come avviene la trasmissione agli esseri umani?
Il virus della West Nile è una zoonosi, cioè un’infezione che nasce nel mondo animale e solo occasionalmente arriva agli umani. Il suo ciclo naturale coinvolge gli uccelli selvatici e la zanzara comune, la Culex, quella che spesso ci ronza intorno di notte. Di solito la zanzara punge gli uccelli o i cavalli, che sono i mammiferi più esposti. Ma può capitare che punga anche noi, in modo del tutto accidentale.
Il virus può trasmettersi direttamente tra esseri umani?
Attenzione, è importante ribadirlo: il virus non si trasmette da persona a persona. È solo la zanzara a fare da vettore.
Quali sono i sintomi della West Nile e chi rischia di più in caso di contagio?
L’80% delle persone che contraggono il virus non se ne accorge nemmeno: l’infezione passa in pochi giorni senza alcun sintomo. Nel 20% dei casi può comparire una febbre, qualche episodio di nausea o un lieve disorientamento. Solo in meno dell’1% dei casi la situazione si complica, arrivando a meningiti, paralisi o perfino al coma. Sono eventi rarissimi e colpiscono soprattutto le persone più anziane o fragili, come è successo alla signora di 82 anni di cui si è parlato.
Dobbiamo preoccuparci per i recenti casi registrati?
No, non c’è motivo di allarmarsi. Un piccolo focolaio può sempre verificarsi, come è successo in provincia di Latina. Ma parliamo comunque di un fenomeno che riguarda molto di più il mondo animale che quello umano.
Perché alcune zone d’Italia sono più colpite dal virus West Nile? E cosa si può fare per prevenirlo?
Questi focolai si concentrano lungo la rotta degli uccelli migratori, che dall’Africa passano per la Spagna, la Francia e poi raggiungono il nord-est dell’Italia per dirigersi verso i Balcani. È lì che il virus si deposita più facilmente. Non c’è da preoccuparsi, ma la comparsa di casi indica che non è stata fatta un’adeguata disinfestazione programmata, che dovrebbe partire già in primavera – tra marzo e maggio – per contenere la proliferazione delle zanzare.
Quanto possono spostarsi le zanzare e quali sono i luoghi in cui il virus si diffonde più facilmente?
Le zanzare, di norma, non si spostano più di 150-200 metri dal luogo in cui depongono le uova, ma se c’è vento possono arrivare anche a un chilometro. Per questo è utile mappare le zone colpite per capire quanto si sia diffuso il contagio. Soprattutto nei luoghi dove il terreno trattiene l’acqua piovana, formando ristagni: è lì che si sviluppano i focolai larvali. E non dimentichiamoci che ognuno di noi può contribuire evitando di lasciare acqua stagnante, anche nei sottovasi delle piante.
È vero che alcune persone vengono punte più di altre perché hanno il sangue dolce?
È un falso mito da sfatare: non esiste il sangue dolce. Le zanzare, infatti, non scelgono in base al gusto del sangue, ma grazie ai recettori presenti nelle antenne, che percepiscono l’aumento della temperatura della pelle e del sudore. Chi ha appena camminato o corso è una preda ideale.
Quali precauzioni possiamo adottare quotidianamente per proteggerci dalle zanzare?
La prevenzione parte da gesti semplici. Chi vive in campagna o ha un giardino dovrebbe usare zanzariere, repellenti – meglio se non si è sudati, perché altrimenti l’efficacia cala – ed evitare di indossare abiti scuri o con colori troppo accesi, come il rosso o l’azzurro intenso, che attirano le zanzare. Meglio scegliere tinte chiare.
Foto: LaPresse




