Il Fondo europeo per la Difesa conferma il primato di Leonardo

Leonardo si conferma protagonista dell’European Defence Fund 2025, ottenendo la selezione di quindici progetti su diciotto proposte presentate, tra cui i due programmi a guida italiana ASIMOV (operazioni spaziali per la difesa) e ANEMOS (radiocomunicazioni e interoperabilità)

Leonardo consolida la propria leadership nel panorama industriale della difesa europea grazie ai risultati ottenuti nell’ambito dell’European Defence Fund (EDF) 2025, un bando che assume un peso crescente nella definizione delle priorità tecnologiche dell’Unione in materia di sicurezza e difesa. Su diciotto proposte presentate, sono stati selezionati quindici progetti, di cui undici di sviluppo capacitivo e quattro di ricerca. Un tasso di successo notevole, soprattutto se contestualizzato nel quadro complessivo dell’edizione 2025, che ha visto la pubblicazione di 33 bandi per circa un miliardo di euro di budget, a fronte di 410 proposte presentate e 57 progetti finanziati, con il coinvolgimento di 634 realtà provenienti da 26 Paesi europei, oltre a Norvegia e Ucraina.

Due programmi a guida italiana

Tra le iniziative più significative spiccano i due progetti guidati direttamente da Leonardo: ASIMOV (Autonomous System for Inspection, Maintenance, defence Operations and manoeuVres) e ANEMOS (Airborne New European MIDS Operational Solution). ASIMOV si inserisce nel filone dello sviluppo capacitivo e guarda alle operazioni in orbita per la difesa europea, un segnale che confirma quanto il dominio Spazio sia ormai parte integrante delle strategie di sicurezza continentale, non più un terreno accessorio ma un ambito operativo a tutti gli effetti. ANEMOS, invece, si muove sul piano della ricerca, puntando a rafforzare la superiorità informativa e l’interoperabilità tra le forze armate europee attraverso nuove soluzioni di radiocomunicazione e waveform avanzate – un tema che intercetta direttamente le esigenze di coordinamento multinazionale già emerse in numerosi teatri operativi recenti.

Un modello di consorzio coerente con Bruxelles

Il successo di Leonardo non si misura solo in termini di risorse acquisite, ma anche nell’approccio seguito nella costruzione dei consorzi: una media di diciotto entità per progetto, con una distribuzione geografica ampia che evita concentrazioni nazionali e che, secondo quanto sottolineato dall’azienda, riflette pienamente le priorità della Commissione europea in termini di inclusività. Le piccole e medie imprese, che rappresentano il 38% dei partecipanti complessivi all’EDF 2025, trovano in questo schema un canale di accesso privilegiato all’innovazione tecnologica continentale.

Il valore economico e il posizionamento del Sistema Italia

Sul piano finanziario, Leonardo si è aggiudicata oltre 64 milioni di euro di finanziamenti europei (51 milioni per lo sviluppo capacitivo, 13 milioni per la ricerca), cifra che sale a circa 84 milioni se si considera anche il contributo delle società partecipate nei 15 progetti complessivi. Un risultato che, come sottolineato dalla nota dell’azienda, conferma Leonardo come prima azienda italiana per progetti acquisiti da Bruxelles, anche in virtù della sinergia con il Ministero della Difesa.

Multi-dominio: la cifra strategica

Il dato più rilevante, al di là delle cifre, riguarda forse la coerenza tra i progetti finanziati e le direttrici del Piano Industriale di Leonardo, centrato sulle tecnologie abilitanti per le operazioni multi-dominio. I progetti coinvolti toccano infatti ambiti che vanno dal collaborative air combat al land collaborative combat con integrazione aria-terra, dai sistemi di nuova generazione per il soldato alla digital ship e al naval combat cloud, fino alla cyber defence e all’addestramento integrato live, virtual e constructive. A questo si aggiungono le tecnologie abilitanti come i radar multi-banda 4D, i sensori infrarossi e la componentistica elettronica avanzata – elementi che, presi insieme, disegnano il profilo di un’industria che non lavora più per compartimenti stagni ma per piattaforme integrate e interoperabili.

Previous slide
Next slide
Previous slide
Next slide
Previous slide
Next slide