Democristiani d’antan, Anna Nenna D’Antonio la fascinatrice d’Abruzzo

Con Remo Gaspari, esponente di spicco della Dc abruzzese. Laureata in lettere, 50 anni di vita politica, tre legislature in Regione, tre legislature in Parlamento. Prima donna eletta presidente di Regione. Il suo ritratto è a Montecitorio in una sala dedicata alle donne della Repubblica. Alla veneranda età di 95 anni giudica con lucido realismo persone e cose della politica passata e presente. Un appello alle donne: non mollate mai, non fatevi rubare il futuro.

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Ad Anna Nenna D’Antonio sono state riconosciute da più parti indubbie qualità di amministratore e parlamentare che le hanno permesso di essere sempre al fianco degli abruzzesi ovunque, anche nei momenti più difficili.

Parliamo mentre c’è un brutto tempo anche in Abruzzo. Come è stato il tuo avvicinamento alla politica?

È antico. Ho sempre partecipato alla azione Cattolica di Chieti.

I personaggi ?

Remo Gaspari soprattutto poi Il sindaco di Chieti, come Nicola Buracchio e il sindaco di Lanciano del tempo. Gasparri è stato un esempio di lavoro in continuo colloquio, costante con la terra.

Che ha fatto Gaspari?

Si è dedicato sull’Abruzzo in maniera totale.

Sei stata la prima donna presidente di Regione!

Sì, la mia foto è stata messa a Montecitorio Camera in uno spazio che nel 2016 Laura Boldrini ha appositamente voluto sull’esempio del Parlamento svedese insieme alle foto delle ventuno costituenti, della prima ministra Tina Anselmi, della prima presidente della Camera Nilde Iotti, della prima presidente di Regione Nenna D’Antonio. Ci sarà quindi, tra le costituenti, anche la pescarese Filomena Delli Castelli. Ma ci saranno anche tre specchi. Sì, tre specchi relativi alle caselle mancanti. Ma ora saranno due per le prime donne che saranno presidente del Consiglio, della Repubblica.

Da dove partiamo? Dalla Regione.

Alla  Regione sono stata dalla prima elezione regionale del 1970 come consigliere poi assessore poi presidente di Regione. Il mio impegno politico era iniziato come assessore presso il Comune di San Vito, 
Successivamente divento consigliere provinciale di Chieti e poi assessore regionale, prima all’industria e poi alla sanità. Il comune non mi ha appassionato.

Sei riuscita a conciliare la politica con la famiglia?

No, non mi ha mai pesato. Ho fatto prima la docente. Mi muovevo molto. Avevo la fortuna che mi dicevano che parlavo bene. Ero richiesta in tutto l’Abruzzo. Mi chiedevano i comizi.

Mi ricordo un tuo comizio ad Avezzano in una freddissima serata di giugno alle elezioni regionali dell’ 80! 

Secondo loro affascinavo la gente;  perciò ero richiesta per i comizi. Ho portato avanti tante iniziative come regione. È stato fatto molto.

E nella Sanità abruzzese? 

Ho rivoluzionato il mondo nel suo funzionamento!

L’Abruzzo è gente laboriosa sono stati un fenomeno sociale i famosi operai-contadini e anche pendolari che preferivano mantenere il legame con la propria terra piuttosto che sradicarsi? Molte iniziative sono partite durante la mia presidenza in Regione. Molte fabbriche sono state insediate in Abruzzo. Molte zone industriali, molti distretti come quello delle telecomunicazioni ed elettronica all’Aquila, il tessile-abbigliamento nel teramano, meccanica e elettronica nel chietino, agroindustriale nella Marsica, il vetro nel vastese, i servizi tecnologici e formativi nel pescarese. Hanno portato un grande sviluppo. Ciò è stato possibile dalla manodopera laboriosa e specializzata, dalla presenza di infrastrutture viarie e ferroviarie, dalla logistica. Venne anche il Presidente Pertini, nel marzo 1985 a visitare alcuni siti produttivi dell’Iri.

In occasione del suo novantesimo compleanno le sono state riconosciute le sue battaglie per trasformare l’Abruzzo, una regione in passato a prevalenza agricola, in un “grande esempio di conquiste sociali, industriali ed economiche” e come infrastrutture e nuclei industriali ancora oggi operanti sul territorio siano frutto del lavoro dei grandi politici degli anni passati. Poi sei stata vicepresidente del Gruppo con tre Presidente dal 1990 al 1994 con Gava, Scotti e Bianco. Scotti mi voleva un gran bene. Che ricordi hai delle donne Dc?

Donne tutte sempre molto preparate.

Con più affetto?

Tina Anselmi e Maria Pia Garavaglia. La Falcucci meno. Anselmi era capace; si muoveva, lavorava, era simpatica. Nel suo modo di avvicinarsi alla gente era più abile. La Ombretta Fumagalli era una altra storia.

Come linea politica eri per la Dc che guarda a sinistra, come diceva De Gasperi?

Sì. Questo era; la linea dei pontieri di Taviani e Gaspari.

E la Dc in Abruzzo cos’era?

La Dc era decisiva su tutto! Senza la Dc non avveniva niente!

E la politica di oggi ?

Non mi piace!

Perché?

Non perché non mi piacciono le persone. Letta mi piace.

Il segretario del PD, allievo di Andreatta, Letta che viene dall’Arel ?

Lo so, però è un uomo che sa quello che dice e quello che fa!

E Draghi ti piace ?

Nel suo ruolo – che è un ruolo difficile- dà sicurezza al Paese! È sicuro nella azione politica.

Tu sei entrata in Parlamento con Sergio Mattarella nel 1983. Che ricordi hai, che giudizio offri?

È sempre stato un uomo saggio; poche parole, ma fatti; ovunque ha portato saggezza, sempre, anche quando era in Parlamento era un uomo prudente!

E dei tuoi colleghi parlamentari di allora: Alberto Aiardi , Vitale Artese, Romeo Ricciuti, Antonio Del Duca, Giuseppe Quieti, Antonio Tancredi hai mantenuti i rapporti?

Li ho mantenuti finché li ho visti, fino a quando sono stati in vita.

Eravate una bella squadra?

Ognuno nella sua corrente; ognuno nella sua terra, lotta al tempo delle elezioni ci stava sempre, poi tutti uniti per l’Abruzzo.

Che differenze vedi tra l’Abruzzo degli anni Cinquanta e quello di adesso.

Un Abruzzo completamente e tutto diverso.

Dalle macerie della guerra siamo passati allo sviluppo?

È iniziato lo sviluppo con la Dc! La Cassa del Mezzogiorno è stata determinante per lo sviluppo!

E la riforma agraria ha portato benefici?

Insomma. Non tanto,  anche perché l’Abruzzo è prevalentemente montagne e terreno collinare che ha portato al successo di viticoltura e al lattiero caseario.

Anna Nenna D’Antonio, una donna tenace. Cosa direbbe ai giovani che sono in politica?

Chiedo a tutti, specialmente ai giovani, di ritrovare sé stessi, perché vedo una società distratta. Si sono persi i valori della vita, come la fratellanza. C’è in giro disinteresse verso questi valori. La sfida non parte più da noi, ma dall’Italia verso noi. Ed io in questa sera vi dico: “Non mollate mai, perché la vita è troppo preziosa per essere svenduta. Non fatevi rubare il futuro”. Queste le sue parole alla “sfida della donne” a Fossacesia!

Mi congeda con un giudizio autocritico sul colloquio: “Forse sono stata un po’ lacunosa”. Niente affatto rispondo.

Non mi è sembrato, anzi ferma e tenace dall’alto dei suoi 95 anni come sono gli abruzzesi e come è stato nella sua lunga storia politica e parlamentare. Possiamo affermarlo senza alcuna remora!

 

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