I parallelismi tra il tempo di Konrad Adenauer e le sfide del presente – dal ritorno di nazionalismi e autoritarismi alla necessità di rafforzare sicurezza, integrazione europea e valori democratici – sono stati al centro del saluto introduttivo dell’Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania presso la Santa Sede, Bruno Kahl. Nel suo intervento, il diplomatico ha richiamato la figura del primo Cancelliere come uomo di pace, cattolico ed europeo, sottolineando il legame con Alcide De Gasperi e l’attualità di una leadership fondata su fede, realismo e responsabilità. Ripubblichiamo di seguito l’intervento integrale pronunciato in occasione dell’evento promosso dalla Konrad Adenauer Stiftung per i 150 anni dalla nascita di Adenauer, svoltosi il 12 febbraio 2026 presso la Residenza dell’Ambasciatore di Germania presso la Santa Sede, a Roma.
L’eredità di Adenauer
Eccellenze, cari colleghe e colleghi, stimati ospiti, gentili signore e signori, vi porgo un caloroso benvenuto qui, anche a nome della Fondazione Konrad Adenauer (KAS), nella Residenza dell’Ambasciatore tedesco presso la Santa Sede. Sono lieto che siate accorsi così numerosi per partecipare al primo evento della nostra Ambasciata in questo ancora giovane anno 2026; vi prometto che non sarà l’ultimo dell’anno, e certamente non sarà l’ultimo insieme alla KAS.
“150 anni di Konrad Adenauer – uomo di pace, cattolico, europeo”: questo è il titolo della serata odierna. L’occasione è data dal 150esimo compleanno di Konrad Adenauer, che abbiamo celebrato il 5 gennaio e che vogliamo commemorare con questo, e forse con altri eventi ancora, qui a Roma.
Perché qui a Roma? E perché presso la Rappresentanza della Repubblica Federale di Germania presso la Santa Sede? In realtà, non avrei bisogno né di porre né di rispondere a questa domanda, poiché per voi stessi la risposta è stata evidentemente chiarissima. Mai, se devo credere ai miei collaboratori e alle mie collaboratrici, un evento era andato esaurito – anzi, era stato sovraccaricato di prenotazioni – così rapidamente come questo. Ci dispiace molto aver dovuto rifiutare numerosi interessati e che questa sera alcuni ospiti non abbiano trovato un posto a sedere. Spero che le esposizioni siano così avvincenti da poter essere apprezzate anche stando in piedi; per le fatiche sopportate, seguiranno poi alcune ricompense culinarie.
Dunque, cosa rende la nostra tematica così attraente da avervi spinti tutti a correre qui in Residenza stasera? Sono in primo luogo i parallelismi che si impongono:
Parallelismi tra il nostro tempo e quello di Konrad Adenauer.
Parallelismi tra le sfide politiche e di sicurezza che affrontiamo oggi e quelle a cui lui fu esposto (allo scoppio della Prima Guerra Mondiale aveva 38 anni; all’inizio della Seconda 63; alla fondazione della Repubblica Federale 73).
Parallelismi tra le tentazioni di allora e di oggi: il ritorno di nazionalismo, estremismo, autoritarismo; egoismo, isolazionismo, pacifismo.
Parallelismi tra le soluzioni odierne e quelle di allora: europeizzazione, leva militare, riarmo o potenziamento militare (allora: riarmo tedesco); economia sociale di mercato.
Parallelismi nelle fondamenta: fede cattolica, dottrina sociale e della pace della Chiesa; solidarietà con i più deboli.
Parallelismi nei tratti della personalità e nelle caratteristiche caratteriali oggi necessarie: fedeltà ai principi; un solido sistema di valori; coraggio; forza di leadership; abilità tattica; realismo nel riconoscere le debolezze, la vulnerabilità al male e la peccaminosità degli uomini.
Vedremo ora quale posto occupino questi parallelismi nella vita di Konrad Adenauer e quale ruolo giochino nel suo rapporto con Alcide De Gasperi, ma anche nelle relazioni tra il popolo tedesco e quello italiano.
Sono lieto che siamo riusciti ad avere con noi stasera due esperti di chiara fama come relatori e prego la nostra moderatrice di presentarteli, prima che la parola passi finalmente a loro.
Per il momento, vi ringrazio per l’attenzione e vi auguro una serata stimolante.




