A Parigi nasce lo scudo antimissile europeo

Dieci Paesi, Italia compresa, hanno firmato all’Eliseo la dichiarazione che istituisce la Coalizione integrata antimissile balistica. Non un nuovo sistema d’arma, ma un’architettura: requisiti comuni, governance condivisa, industria europea in prima fila, con l’Ucraina dentro come fornitrice di dottrina

Danimarca, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Ucraina e Regno Unito hanno trovato l’intesa per dare vita a un nuovo formato di difesa, una coalizione antimissile balistica a carattere puramente difensivo, sancita nella dichiarazione congiunta diramata al termine della riunione dei Volenterosi a Parigi. Il vertice ha preceduto la parata del 14 luglio sugli Champs-Élysées, quest’anno incentrata sulla difesa dell’Ucraina e sul “risveglio strategico europeo”.

I dieci si impegnano a definire requisiti operativi comuni, istituire gruppi di lavoro tecnici e meccanismi di governance condivisi, oltre a una road map per rendere operative le prime capacità, con programmi congiunti di ricerca e sviluppo, strumenti di finanziamento e un rafforzamento dello scambio di dati. La cornice è complementare all’Alleanza Atlantica: l’iniziativa andrà a integrare i sistemi di difesa missilistica balistica esistenti, comprese le soluzioni europee già acquisite o in acquisizione dai Paesi partecipanti, con la firma apposta alla presenza del segretario generale della NATO Mark Rutte.

Kyiv progettista

“Riconosciamo l’esperienza unica dell’Ucraina, maturata nella difesa contro la guerra di aggressione della Russia”, scrivono i leader. Tre anni e mezzo di intercettazioni quotidiane hanno fatto di Kyiv il più grande laboratorio mondiale di difesa antibalistica in condizioni reali. Al centro dell’iniziativa c’è Freyja. Il progetto pilota è un sistema antimissile sviluppato dall’azienda ucraina Fire Point, concepito come alternativa economica e complementare ai Patriot statunitensi, pensato per intercettare i vettori balistici russi di ultima generazione. Zelensky lo aveva presentato come: “Un sistema anti-balistico analogo al Patriot, ma più facile da produrre in serie e meno costoso. Questo è un modello europeo”. Attorno al programma è stata convocata una platea industriale che dice molto della sua ambizione: oltre a Fire Point, Thales, Diehl Defence, Saab, Kongsberg, Weibel, Leonardo, Sener, MBDA, Eurosam, Safran e Destinus.

La partita italiana

Per Roma e Parigi la coalizione non parte da zero. Il Samp/T è sviluppato congiuntamente da Italia e Francia tramite il consorzio Eurosam (MBDA e Thales), e nella versione NG dispone di radar potenziati come il Kronos di Leonardo, con raggio di scoperta oltre i 350 chilometri, e dei nuovi Aster 30 Block 1 NT, capaci di intercettare anche missili balistici a raggio intermedio. Kyiv acquisirà una prima serie di batterie Samp/T di nuova generazione, con forniture di radar e produzione su licenza in Ucraina di bombe guidate AASM, missili Aster 30 e missili da crociera Scalp. Sul piano architetturale, l’Italia porta in dote anche il Michelangelo Dome di Leonardo: un sistema progettato come ombrello contro sciami di droni, missili ipersonici, balistici e da crociera, con infrastruttura aperta e compatibile con gli assetti di altri Paesi secondo gli standard NATO, che l’azienda punta a rendere pienamente operativo entro dieci anni. “Tutto il piano del Michelangelo Dome è confermato”, ha chiarito il ceo Lorenzo Mariani. La logica della coalizione, integrare, non sostituire, è esattamente la logica del Dome.

Mosca risponde, Washington sullo sfondo

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha definito i Paesi della coalizione “istigatori della guerra”, accusandoli di illudersi di poter infliggere una sconfitta strategica alla Russia. La Francia ha accusato i servizi russi di una vasta campagna di attacchi informatici contro dieci Paesi europei, Parigi e Berlino hanno convocato gli ambasciatori russi, mentre UE e Regno Unito hanno varato nuove sanzioni contro persone ed entità legate al GRU. Quanto agli Stati Uniti, la coalizione li affianca senza escluderli. Zelensky ha annunciato un accordo con Trump sulle licenze di produzione dei Patriot, precisando però che “più diversificata sarà la nostra difesa, più difficile sarà per i nostri nemici minare la sicurezza in Europa”: da qui l’accelerazione su Patriot, Samp/T, Iris-T, Nasams e Freyja insieme.

La prova industriale

La difesa antibalistica è la disciplina più costosa e tecnicamente esigente del dominio aereo, e l’Europa vi arriva con capacità reali ma frammentate, filiere in tensione e un fabbisogno di munizionamento che la guerra ucraina consuma più in fretta di quanto le linee produttive riescano a rigenerare. La coalizione promette requisiti comuni e finanziamenti da individuare: è precisamente su quei due nodi, chi paga, e su quali standard, che si misurerà la distanza tra il formato e la capacità. Per la prima volta un gruppo di Paesi europei tratta la difesa antibalistica come bene comune da costruire insieme, con l’Ucraina al tavolo dei progettisti e l’industria continentale come perimetro naturale. L’iniziativa resta aperta ad altre nazioni che ne condividano principi e obiettivi.

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