Il risveglio strategico di Parigi. Cosa ha detto Macron

Alla vigilia del 14 luglio, il presidente francese pronuncia il suo discorso alle Armées e alza l’asticella: obiettivo dei 64 miliardi anticipato al 2027, 36 miliardi aggiuntivi entro il 2030 e un messaggio a Mosca: la pace resta l’obiettivo, ma la libertà si difende “anche a costo del sangue”

Alla vigilia della Festa nazionale del 14 luglio, Emmanuel Macron ha pronunciato il suo discorso alle Forze armate chiudendo simbolicamente il cerchio aperto nel 2017, quando il neoeletto inquilino dell’Eliseo prometteva di invertire decenni di tagli ai bilanci della difesa. Un discorso di bilancio, ma soprattutto di rilancio: perché il messaggio consegnato ai militari francesi, e per interposta persona alle cancellerie europee, è che lo sforzo compiuto finora non basta. La tradizionale parata sugli Champs-Élysées sarà quest’anno incentrata sulla difesa dell’Ucraina e sul “risveglio strategico europeo”, con in tribuna una trentina di capi di Stato e di governo, tra cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il premier spagnolo Pedro Sánchez.

Il raddoppio anticipato

L’obiettivo iniziale, portare lo sforzo di difesa al 2% della ricchezza nazionale è stato raggiunto. Ora il presidente vuole accelerare, anticipando al 2027 l’ambizione originariamente fissata al 2030 di un bilancio da 64 miliardi di euro per le forze armate, equivalente a un raddoppio del budget in dieci anni. A sostegno della traiettoria, Parigi mette sul tavolo uno sforzo supplementare di 36 miliardi di euro per il periodo 2026-2030, articolato su tre grandi priorità: l’aumento delle scorte di munizioni con il rafforzamento della preparazione operativa, risorse aggiuntive a garanzia della sovranità e il miglioramento della capacità di condurre combattimenti ad alta intensità in tempi ravvicinati. È una scelta che parla il linguaggio appreso dal fronte ucraino: la profondità dei magazzini conta quanto la qualità delle piattaforme, e la prontezza operativa è tornata a essere la metrica decisiva della credibilità militare. Non a caso le munizioni sono state il tallone d’Achille più evidente degli arsenali europei negli ultimi anni, e Parigi intende colmare il gap nell’immediato.

La Francia e il Vecchio continente

“L’Europa sta diventando una potenza”, ha dichiarato Macron, aggiungendo che il messaggio inviato al mondo è che gli europei sono pronti a combattere per difendere libertà e diritto. Nella seconda parte del discorso, il capo dello Stato ha guardato oltre l’Esagono. Citando il fallimento dello Scaf, il programma franco-tedesco per il caccia di sesta generazione naufragato poche settimane fa, Macron ha avvertito che sarebbe un errore fermarsi, e ha invitato gli alleati ad avanzare su progetti come l’allerta avanzata per il rilevamento rapido dei lanci missilistici, il fuoco in profondità, per il quale l’Europa deve costruire una soluzione propria, e le iniziative capaci di fare del continente una realtà industriale concreta.

Parigi capitale dei Volenterosi

Nelle stesse ore del discorso di Macron, la capitale francese ospitava il vertice della Coalizione dei Volenterosi, con almeno 25 capi di Stato e di governo agli Invalides, tra cui il presidente ucraino Volodymyr Zelensky; per l’Italia era presente il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Due i risultati concreti: nove Stati europei e l’Ucraina hanno dato vita a una coalizione per sviluppare capacità antimissile balistico nel Vecchio Continente, mentre a margine del vertice Bruxelles e Londra hanno siglato l’adesione del Regno Unito al prestito da novanta miliardi di euro a sostegno di Kiev, annunciata dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen.

L’iniziativa antibalistica ha un doppio valore, industriale e politico. L’obiettivo è mettere a fattor comune le capacità delle industrie della difesa nazionali per sviluppare un sistema anti-balistico europeo più funzionale ed economico rispetto a quelli oggi sul mercato, riducendo le dipendenze esterne; per l’Italia, che dovrebbe aderire all’iniziativa insieme a Francia, Germania, Danimarca, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna, Svezia e Ucraina, potrebbe essere coinvolta Leonardo. Un dossier da seguire con attenzione da Roma, dove la partita della difesa aerea e missilistica intreccia interessi industriali di prima grandezza e la tradizionale cautela sul rapporto tra ambizione europea e cornice atlantica. Prevedibile la reazione di Mosca: per il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov quella dei Volenterosi è una “coalizione di istigatori della guerra”, che la Russia osserverà con attenzione. Una conferma, semmai, che il segnale è arrivato a destinazione.

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