In uno spettacolo teatrale di Vittorio Sgarbi su Caravaggio, qualche anno fa, il critico esordì subito con un messaggio diretto per rendere chiare al pubblico le caratteristiche del pittore: “Michelangelo Merisi era molto sicuro di sé e sapeva che sarebbe stato ricordato nel tempo. Sapeva anche che i ‘grandi’ dell’arte erano soliti farsi chiamare con il proprio nome (Michelangelo, Raffaello, Leonardo, ecc.), ma ahimè il suo era già occupato da Buonarroti. Ecco perché decise di farsi ricordare come “Caravaggio”, città vicina a Milano, ovvero il suo luogo di nascita.
La sede che ospita la mostra
E molte delle meraviglie di questo pittore, già in gran parte presenti a Roma a Galleria Borghese, sono state raccolte a Palazzo Barberini in una mostra a lui dedicata dal 7 marzo al 6 luglio 2025 (curata da Francesca Cappelletti, Maria Cristina Terzaghi, Thomas Clement Salomon): 24 opere provenienti da tutto il mondo con il supporto della Direzione Generale Musei, del Ministero della Cultura e col sostegno del main partner Intesa Sanpaolo.

Riunendo alcune delle opere più celebri, affiancate da altre meno note ma altrettanto significative, la mostra vuole offrire una nuova e approfondita riflessione sulla rivoluzione artistica e culturale del pittore, che lo hanno portato a diventare uno dei più importanti maestri della storia.
La mostra

Tra le opere in esposizione una grande novità: il Ritratto di Maffeo Barberini. Quest’opera è proveniente da una collezione privata e non era mai stata presentata al pubblico fino al 23 novembre 2024, quando venne per la prima volta prestata per farla ammirare.
Il futuro papa Urbano VIII viene raffigurato eliminando ogni particolare superfluo, concentrandosi sullo sguardo, sulle mani, sul rotolo di pergamena e sulla lettera piegata. Maffeo Barberini è l’unico soggetto di una stanza vuota e viene colto in un momento privato: stringe una lettera con la mano sinistra e con l’altra e buca lo spazio indicando, forse, un segretario in un’altra stanza.
Ma, come già detto, Caravaggio 2025 riunisce opere da tutto il mondo. Non poteva mancare l’Ecce Homo, attualmente esposto al Museo del Prado di Madrid e che per la prima volta dopo secoli è tornato in esposizione in Italia. Questo quadro porta con sé una storia curiosa: venne messo all’asta a marzo del 2021 in quanto la sua attribuzione era data a Spagnoletto, un pittore della cerchia di Jusepe de Ribera, ma un mese dopo venne subito ritirato perché alcuni esperti vi riconobbero appunto la firma caravaggesca.
Santa Caterina d’Alessandria
Sempre da Madrid, inoltre, ma dal Museo Thyssen-Bornemisza, arriva Santa Caterina d’Alessandria, uno dei quadri che più reincarna l’essenza di Caravaggio: l’associare un santo o una divinità a un uomo o una donna moderni. Rendere cioè umano ciò che umano non era. Santa Caterina, infatti, viene solitamente raffigurata in abiti regali, con una corona sulla testa e la ruota del mancato martirio. Caravaggio la dipinge con una spada, che diventa quindi elemento centrale che esplicita la vera causa di morte della Santa.

La mostra riunisce di nuovo insieme anche i dipinti commissionati dal banchiere Ottavio Costa: il San Giovanni Battista del Nelson-Atkins Museum di Kansas City e il San Francesco in estasi del Wadsworth Atheneum of Art di Hartford.
I bari
Non potevano mancare opere legate alla storia del collezionismo dei Barberini, come i Bari del Kimbell Art Museum di Fort Worth, che torna nel palazzo romano dove fu a lungo conservato. Quest’opera appartiene alla prima fase della “carriera” di Caravaggio, cioè prima di iniziare a rappresentare temi sacri, interessandosi a scene della vita quotidiana e popolare. Da un primo impatto si può notare come sia in corso una truffa ai danni di uno dei giocatori. Il momento che Caravaggio ha scelto di immortalare è molto importante: l’imbroglione si trova al centro, si avvicina alla vittima per poter guardare le carte che possiede e suggerirle.

Per ripercorrere i suoi primi passi a Roma, città dove visse e lavorò a lungo, nella prima stanza della mostra non possono mancare due opere di fondamentale importanza: il Bacchino malato, conservato a Galleria Borghese, e la Conversione di San Paolo, conservato nella Cappella Cerasi della Basilica di Santa Maria del Popolo. La Conversione di San Paolo raffigura un passo degli Atti degli apostoli in cui si racconta la storia di Saulo di Tarso, persecutore dei cristiani, che si convertì sulla via di Damasco, dopo aver visto la luce accecante di Cristo. Assieme a lui, all’evento assistettero anche i suoi compagni che però, a differenza sua, non videro la luce.

Roma: “il domicilio” di Caravaggio
A Roma, comunque, oltre alle 24 opere esposte a Palazzo Barberini si trova gran parte delle fatiche del pittore: dalla chiesa di San Luigi dei Francesi ai Musei Vaticani, Capitolini, alla Galleria Doria Pamphilj. Immancabile, alla mostra di Palazzo Barberini, Giuditta che decapita Oloferne, risalente circa al 1599. La scena del quadro è stata più volte raffigurata da più pittori, ma mai nessuno come Caravaggio ne ha esaltato la drammaticità. Il momento dipinto è l’atto della decapitazione da parte di Giuditta, con Oloferne che si sveglia di soprassalto accorgendosi dell’accadimento. La bocca del generale si apre per emettere un urlo che viene soffocato dal taglio della spada. Il sangue schizza copioso e dietro alla giovane spicca una serva, pronta a raccogliere la testa mozzata.

Per assistere alla mostra è fondamentale prenotare la propria visita sul sito ufficiale: il costo del biglietto è di 18 euro (il ridotto è 15 euro per i ragazzi tra i 18 e i 25 anni) e include l’audioguida che spiega tutte le opere esposte. Di seguito l’elenco in ordine di apparizione delle opere presenti a Palazzo Barberini:
1- Bacchino Malato
2- Mondafrutto
3- Narciso
4- I Bari
5- La Buona Ventura
6- Concerto
7- Conversione di San Paolo
8- San Francesco d’Assisi in estasi
9- Maffreo Barberini (due ritratti)
10- Marta e Maria Maddalena
11- Giuditta decapita Oloferne
12- Santa Caterina d’Alessandria
13- La Cattura di Cristo
14- San Giovanni Battista (versione uno)
15 – Ecce Homo
16- Flagellazione di Cristo
17- David con la testa di Golia
18- Cena in Emmaus
19- Ritratto di cavaliere di Malta
20- San Giovanni Battista (versione due)
21- Martirio di Sant’Orsola
Simone Massaccesi – Giornalista




