Etica ed Economia, il libro Damele per un’economia sostenibile

Dalla sala Caduti di Nassirya del Senato arriva un messaggio chiaro: senza etica non c’è economia che regga, né welfare che tenga. La presentazione del libro Etica ed Economia di Daniele Damele diventa l’occasione per riflettere sul rapporto tra sviluppo, sanità e responsabilità pubblica, chiamando in causa politica, imprese e classe dirigente su una visione di lungo periodo

C’è un filo che lega economia, salute e responsabilità pubblica, ed è l’etica. Un filo che non appartiene alla retorica, ma alla concretezza delle scelte. È questo il messaggio emerso con chiarezza nella sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, dove è stato presentato Etica ed Economia, il volume di Daniele Damele che raccoglie una selezione di articoli pubblicati sul mensile della Camera di commercio di Pordenone e Udine.

Il libro, più che un’antologia, è una presa di posizione culturale e politica: l’etica non come orpello morale, ma come motore di un’economia sostenibile, efficiente e capace di produrre benessere diffuso. Un approccio che trova un terreno particolarmente sensibile nel settore sanitario, dove le decisioni economiche incidono direttamente sulla qualità della vita delle persone.

Damele, oggi presidente del Fondo di assistenza sanitaria integrativa (Fasi), l’ente promosso da Confindustria e Federmanager che affianca il Servizio sanitario nazionale con prestazioni socio-sanitarie integrative, ha richiamato la necessità di riorientare le scelte economiche, spesso schiacciate su logiche di breve periodo, all’interno di una cornice valoriale chiara. Profitto, concorrenza ed efficienza, è la tesi di fondo, non sono incompatibili con l’etica, ma ne hanno bisogno per essere sostenibili nel tempo.

Ad aprire i lavori è stato il senatore Massimo Garavaglia, presidente della Commissione Finanze del Senato, che ha sottolineato come economia ed etica siano due dimensioni inscindibili, soprattutto quando si parla di fiscalità e politiche pubbliche. Rimettere l’etica al centro significa, secondo Garavaglia, promuovere uno Stato responsabile, capace di coniugare crescita, trasparenza e giustizia sociale, senza sacrificare la coesione né lasciare indietro nessuno.

Un punto ripreso anche da Gherardo Zei, vicepresidente di Federmanager, che ha evidenziato come per la dirigenza industriale il rapporto tra etica ed economia non sia una questione teorica, ma una condizione necessaria per la crescita sostenibile. Welfare, benessere diffuso e competitività – ha spiegato – nascono da scelte responsabili e da una visione di lungo periodo. Senza giustizia sociale, il profitto rischia di diventare sterile.

La conferenza, moderata dal giornalista Luca Guazzati, ha visto inoltre gli interventi di Giuseppe Straniero, presidente di Previndai, del giornalista Giovanni Cerqueti, di Edo Tagliapietra, presidente dei Proboviri di Federmanager, e di Alessandro Margiotta di Federmanager Friuli Venezia Giulia, a testimonianza di un confronto che ha coinvolto mondi diversi ma accomunati dalla stessa consapevolezza: l’etica è una leva strategica, non un limite.

Pubblicato da Kepown in una tiratura cartacea volutamente limitata, Etica ed Economia è disponibile online per chiunque voglia leggerlo, previa registrazione gratuita sulla piattaforma dell’editore.

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