Nella cornice della Residenza dell’Ambasciatore di Germania presso la Santa Sede, a Roma, si è svolto l’evento promosso dalla Konrad Adenauer Stiftung per i 150 anni dalla nascita del primo Cancelliere della Repubblica Federale tedesca. Un’occasione per riflettere sulla sua eredità politica e spirituale di Konrad Adenauer, tra riconciliazione europea, radici cristiane e visione atlantica, davanti a un pubblico composto da diplomatici, accademici, esponenti del mondo cattolico e delle istituzioni.
La serata, organizzata in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania presso la Santa Sede, ha riunito rappresentanti della comunità diplomatica, della politica e della cultura, sottolineando l’attualità del messaggio di Adenauer in una fase segnata da nuove tensioni geopolitiche e dalla ricerca di un equilibrio tra sicurezza e valori.
Ad aprire i lavori è stato l’ambasciatore tedesco presso la Santa Sede, Bruno Kahl, che nel suo indirizzo di saluto ha ricordato la figura di Adenauer come “uomo di pace, cattolico ed europeo”, sottolineando il ruolo del primo Cancelliere nel processo di riconciliazione tra Germania e Europa dopo la Seconda guerra mondiale. L’evento, moderato da Francesca Sforza de La Stampa, ha poi visto gli interventi di Michael Borchard, responsabile dei Servizi scientifici e dell’Archivio per la politica cristiano-democratica della KAS, e di Paolo Alli, segretario generale della Fondazione De Gasperi.
Nel corso della discussione è emerso con forza il nesso tra l’eredità di Adenauer e le sfide attuali: dal rapporto transatlantico alla costruzione di una difesa europea, fino al ruolo del cattolicesimo politico nella promozione della democrazia e della libertà. In particolare, è stato evidenziato come la visione del leader tedesco continui a offrire spunti per rafforzare la cooperazione tra i Paesi europei e per difendere l’ordine internazionale liberale.
Le conclusioni sono state affidate a Marian Wendt, direttore ad interim della Konrad Adenauer Stiftung in Italia, e a Paruvana Volkmann, direttrice dell’ufficio romano, che hanno ribadito l’impegno della fondazione nel favorire il dialogo tra Europa, mondo cattolico e istituzioni internazionali.
La serata si è chiusa con un ricevimento che ha consentito agli ospiti di proseguire il confronto in un clima informale, confermando il valore del dialogo culturale e politico tra Italia e Germania.
L’evento, svoltosi il 12 febbraio 2026, ha rappresentato una tappa significativa nelle celebrazioni dedicate a una delle figure chiave del Novecento europeo, ricordata non solo come statista, ma come architetto della pace e dell’integrazione continentale