Voci parlamentari, parla l’on. Michele Bordo (Pd): “Urge riforma del regolamento della Camera”

Prosegue l’ascolto di BeeMagazine delle “voci” dei singoli parlamentari che ci illustrano il loro impegno legislativo e rispondono ad alcune domande sulle prospettive della prossima legislatura L’on. Michele Bordo, da sempre impegnato in ambito politico prima a livello locale e successivamente nazionale, è deputato del Partito Democratico dal 2006 ed è componente dal 2020 della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.

Politica

Che bilancio si sente di dare di questa esperienza a Montecitorio?

Il bilancio è positivo. Penso di aver fatto tutto il possibile, compatibilmente con quanto potevo fare come parlamentare, per dare una mano su tanti temi specifici al Paese e al territorio nel quale sono stato eletto. Dalla giustizia al lavoro, dalla legalità alle attività produttive, sono diverse le questioni che seguito direttamente.

Ci sono aspetti del funzionamento del Parlamento, del lavoro parlamentare che la lasciano un po’ perplesso?

Spesso i lavori procedono molto lentamente per via di regolamenti ormai datati. Ci vorrebbe coraggio per approvare, prima delle elezioni, regole nuove che permettano alle leggi un cammino più spedito, specie durante i lavori dell’aula. È un limite, ad esempio, che in aula si debba ripetere lo stesso lavoro già fatto in commissione e che il voto di fiducia sia disgiunto da quello sul provvedimento.

La legislatura è agli sgoccioli. Quale provvedimento secondo lei dovrebbe assolutamente essere approvato in questi mesi che sono rimasti?

Auspicherei l’approvazione del nuovo regolamento della Camera e poi tutti quei provvedimenti necessari per aiutare le famiglie e le imprese molto colpite dalla crisi e dalle conseguenze della guerra in Ucraina. È necessaria una nuova agenda sociale: aumento dei salari, riduzione del cuneo fiscale, rinnovo dei contratti di lavoro, riduzione delle bollette, sostegno ai giovani disoccupati, ai pensionati e alle imprese.

Con il nuovo parlamento più ridotto secondo lei il lavoro del parlamentare sarà facilitato e più snello o sorgeranno ugualmente problemi?

La riduzione dei tempi dei lavori non dipende dal numero dei parlamentari ma dal regolamento di Montecitorio. Temo poi che con il numero ridotto dei parlamentari, specie al Senato, non sarà semplice assicurare una maggioranza stabile a sostegno del governo.

Quale provvedimento, dal suo angolo visuale, le risulta il più importante tra quelli approvati in questa legislatura?

Ce ne sono diversi. Voglio ricordare i provvedimenti adottati durante il lockdown, che hanno permesso di aiutare e sostenere migliaia di nostri concittadini, che diversamente non ce l’avrebbero fatta ad affrontare la crisi drammatica seguita alla pandemia. E poi le diverse riforme approvate, a partire da quelle della giustizia, che hanno consentito al governo di andare avanti con gli interventi previsti dal PNRR.

C’è una cosa, ne indichi almeno una, o più, che si dovrebbe fare per rendere più funzionale il Parlamento?

Insisto: è urgente la riforma del regolamento della Camera dei deputati.

Cosa pensa di questa crisi?

È stato un errore provocare una crisi di governo in questo momento perché ha messo a rischio l’attuazione di tutti quegli interventi approvati in questi mesi per consentire la realizzazione degli investimenti previsti dal PNRR. Una crisi adesso indebolisce molto la credibilità del nostro Paese a livello internazionale.

Quale legge elettorale ritiene la più auspicabile per le prossime elezioni?

Io sono per una legge proporzionale con sbarramento. Penso che aiuterebbe i partiti ad esprimere fino in fondo la propria identità senza costringerli ad alleanze utili spesso solo per vincere le elezioni ma incapaci poi di assicurare al Paese governi stabili e duraturi.

 

Francesco Fatone – Giornalista

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