Alessandro Cattaneo: “I giudici e caso Albania? Non è stata la politica ad alzare i toni. E faremo la riforma della giustizia”

Intervista al deputato forzista: “Usciamo dall’ipocrisia: finora l’integrazione non è stata un successo. E uno Stato sovrano come l’Italia ha il diritto di fare un accordo come questo. Toghe rosse? Nessuno vuole guerre sante, ma ci sono certi magistrati che si definiscono così da soli”
Israele, ecco cosa deve fare Netanyahu: fermarsi. Così il premier rischia di alienarsi il mondo intero

Dopo l’attacco del 7 ottobre, il leader israeliano va avanti con le reazioni di guerra e le cannonate alle basi Unifil. Anche il governo italiano ha preso le distanze, prima con Crosetto e poi con la stessa presidente Meloni
Parlamento bonsai, tagliare il numero è servito a qualcosa?

Un bilancio non esaltante dopo due anni dal taglio del numero dei parlamentari: risparmi irrisori e nessuno snellimento dei lavori, anzi qualche problema di funzionalità in più
Sicurezza e democrazia: c’è il rischio di una deriva autoritaria e repressiva

Il magistrato Roberto Tanisi interviene per BeeMagazine sul disegno di legge all’esame del Senato: le politiche securitarie – che riguardano in particolare la cosiddetta ‘criminalità di strada’ e recentemente anche le manifestazioni di dissenso – sono alimentate da bolle mediatiche che finiscono per diffondere una sensazione di insicurezza. Sì, è un circolo vizioso
Riforma premierato, interessante documento di alcune associazioni illustrato alla Camera

La Fondazione Magna Carta e le associazioni Liberà Eguale, IoCambio e Riformismo e Libertà hanno condotto una riflessione sul disegno di legge del Governo relativo alla elezione diretta del premier. Le analisi dei meccanismi legislativi, delle conseguenze che porterebbero alla funzionalità del sistema istituzionale, i rischi e i pericoli, sono confluiti in un documento, contenente […]
Dalla pochette alla pochade: perché il campo largo non decollerà

A Bari, dopo le accuse reciproche, tra Pd e M5S è gelo. Il problema è l’ostentata mancanza di fiducia di Conte nei compagni di viaggio. E Schlein farebbe meglio a concentrarsi su un obiettivo alla sua portata: cambiare il partito. Dalla pochette alla pochade. Dopo un ventennio di governo del centrosinistra, iniziato nel 2004 con […]
Scenari – La “solitudine” di Giorgia

Tra l’urgenza di costruire una forte classe dirigente e la necessità di progettare un partito nuovo di stampo liberal-conservatore di massa
40 anni governo Craxi, i retroscena di Giorgio Benvenuto

Prima parte dell’intervista, la diciassettesima della serie, in cui l’ex segretario della Uil racconta, tra l’altro, episodi e aneddoti legati all’accordo di San Valentino sulla scala mobile, al referendum voluto da Pci e Cgil, ai rapporti tra Lama e Berlinguer, all’attività di Craxi in favore di esuli e perseguitati politici. Qualche giudizio sull’attualità politica. E […]
Prossime nomine, si attendono dal governo scelte motivate

Soprattutto l’esecutivo trarrebbe un beneficio per la sua credibilità valutando l’autonomia intellettuale e di comportamento dei nominati nell’ambito del perseguimento degli interessi dell’impresa coerentemente con quelli generali.
40 anni dal governo Craxi/ interviste/15/ Fabio Martini. Ha lasciato un segno che non ha fatto scuola: decidere. Fu un “impopulista”

Parla uno dei più noti e apprezzati notisti e saggisti politici italiani, autore tra l’altro di una recente biografia del leader socialista, Controvento. La vera storia di Bettino Craxi, editore Rubbettino L’esperienza del governo Craxi “resta un segno che non ha fatto scuola: è possibile assumere decisioni difficili, anche impopolari, e non soltanto rinviarle, o cercare un compromesso”. Sulle riforme: “servirebbe resettare e compattare tante istanze in una riforma istituzionale organica. La prima bozza del governo Meloni è stata scritta con una approssimazione sbalorditiva, ma non si può affatto escludere che in corso d’opera vengano apportate quelle modifiche necessarie a farne una riforma coerente ed utile. In grado di affidare al primo ministro poteri di guida, ma non certo strapoteri”. Fu attento alla comunicazione ma non fece del populismo mediatico, non fu mai un “piacione”