Sicurezza e democrazia: c’è il rischio di una deriva autoritaria e repressiva

Il magistrato Roberto Tanisi interviene per BeeMagazine sul disegno di legge all’esame del Senato: le politiche securitarie – che riguardano in particolare la cosiddetta ‘criminalità di strada’ e recentemente anche le manifestazioni di dissenso – sono alimentate da bolle mediatiche che finiscono per diffondere una sensazione di insicurezza. Sì, è un circolo vizioso

Roberto Tanisi

Riforma premierato, interessante documento di alcune associazioni illustrato alla Camera

La Fondazione Magna Carta e le associazioni Liberà Eguale, IoCambio e Riformismo e Libertà hanno condotto una riflessione sul disegno di legge del Governo relativo alla elezione diretta del premier. Le analisi dei meccanismi legislativi, delle conseguenze che porterebbero alla funzionalità del sistema istituzionale, i rischi e i pericoli, sono confluiti in un documento, contenente […]

Dalla pochette alla pochade: perché il campo largo non decollerà

A Bari, dopo le accuse reciproche, tra Pd e M5S è gelo. Il problema è l’ostentata mancanza di fiducia di Conte nei compagni di viaggio. E Schlein farebbe meglio a concentrarsi su un obiettivo alla sua portata: cambiare il partito. Dalla pochette alla pochade. Dopo un ventennio di governo del centrosinistra, iniziato nel 2004 con […]

40 anni governo Craxi, i retroscena di Giorgio Benvenuto

Prima parte dell’intervista, la diciassettesima della serie, in cui l’ex segretario della Uil racconta, tra l’altro, episodi e aneddoti legati all’accordo di San Valentino sulla scala mobile, al referendum voluto da Pci e Cgil, ai rapporti tra Lama e Berlinguer, all’attività di Craxi in favore di esuli e perseguitati politici. Qualche giudizio sull’attualità politica. E […]

40 anni dal governo Craxi/ interviste/15/ Fabio Martini. Ha lasciato un segno che non ha fatto scuola: decidere. Fu un “impopulista”

Parla uno dei più noti e apprezzati notisti e saggisti politici italiani, autore tra l’altro di una recente biografia del leader socialista, Controvento. La vera storia di Bettino Craxi, editore Rubbettino L’esperienza del governo Craxi “resta un segno che non ha fatto scuola: è possibile assumere decisioni difficili, anche impopolari, e non soltanto rinviarle, o cercare un compromesso”. Sulle riforme: “servirebbe resettare e compattare tante istanze in una riforma istituzionale organica. La prima bozza del governo Meloni è stata scritta con una approssimazione sbalorditiva, ma non si può affatto escludere che in corso d’opera vengano apportate quelle modifiche necessarie a farne una riforma coerente ed utile. In grado di affidare al primo ministro poteri di guida, ma non certo strapoteri”. Fu attento alla comunicazione ma non fece del populismo mediatico, non fu mai un “piacione”

Mario Nanni