Professione influencer: arriva il codice Ateco. Il lavoro sui social entra ufficialmente nell’economia

Con l’introduzione del codice Ateco, dal 2025 l’attività di influencer marketing ottiene un riconoscimento formale, con nuove regole fiscali e previdenziali

Un nuovo codice per una professione ormai dominante. A partire dall’1 gennaio 2025 (con piena operatività dall’1 aprile), l’Italia ha introdotto il codice Ateco 73.11.03, pensato appositamente per i creator digitali. Si tratta di un passo cruciale nella regolamentazione di un vero e proprio lavoro che – negli ultimi anni – ha generato un impatto economico significativo, pur rimanendo in una sorta di “zona grigia” normativa.

Il nuovo codice Ateco

Fino ad oggi, i creator si sono adattati a codici generici come il 73.11.01 (ideazione di campagne pubblicitarie) o il 73.11.02 (servizi di marketing e pubblicità), che non riflettevano pienamente la natura ibrida e innovativa della loro professione. Questa mancanza di chiarezza ha generato incertezza, sia sul piano fiscale che previdenziale.

Il nuovo codice Ateco 73.11.03 – frutto della collaborazione tra Istat, Eurostat, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’Aicdc e Assoinfluencer – riconosce ufficialmente l’influencer marketing come attività economica autonoma, facilitandone l’inquadramento e tracciabilità a fini statistici e fiscali.

Cosa cambia per gli influencer?

Chi esercita professionalmente l’attività di influencer sarà chiamato ad aprire una Partita IVA o aggiornare quella esistente, indicando il nuovo codice. Dal punto di vista fiscale, per incassi fino a 85mila euro all’anno si potrà optare per un regime forfettario, ovvero con semplificazioni contabili e aliquote vantaggiose. Sarà obbligatoria l’iscrizione alla Gestione Separata Inps, salvo rientri in altre categorie (gestione commercianti, spettacolo, ecc.).

Il riconoscimento giuridico del lavoro da influencer non si limita al solo codice Ateco. L’Inps ha infatti annunciato l’arrivo di una circolare esplicativa sull’inquadramento previdenziale della categoria. Inoltre, una recente sentenza del Tribunale di Roma ha chiarito che, in presenza di rapporti stabili con brand o agenzie, l’influencer può anche essere considerato un agente di commercio, con obblighi contributivi verso la Fondazione Enasarco.

Un cambiamento che parte anche dall’opinione pubblica

L’introduzione del nuovo codice avviene in un contesto mutato. Gli scandali mediatici (come il noto «Pandoro-gate») e le nuove Linee guida Agcom, che equiparano gli influencer più seguiti ai fornitori di servizi media audiovisivi, hanno segnato un cambio di passo nella percezione pubblica. Quello dell’influencer non è più solo un fenomeno di costume, ma una professione che richiede responsabilità, competenze e trasparenza.

Il codice 73.11.03 rappresenta un punto d’arrivo nella formalizzazione dell’influencer marketing, ma anche un possibile punto di partenza per una nuova fase professionale e consapevole del lavoratore. Resta da capire se questa evoluzione normativa saprà consolidare un settore in trasformazione o se giunge quando l’hype intorno alla creator economy inizia già a declinare.

I nuovi codici Ateco del 2025

Tra le tante novità previste dai nuovi codici Ateco aggiornati nel 2025, spicca anche quello che, ufficiosamente, autorizza le case d’incontri. L’Istat ha introdotto, sempre con operatività dall’1 aprile, il codice 96.99.92, denominato “Servizi di incontro ed eventi simili”, che include attività connesse alla vita sociale, come agenzie matrimoniali, di incontri e di speed dating . È importante sottolineare che, secondo quanto precisato dall’Istituto statistico, l’implementazione di questo codice riguarda esclusivamente gli operatori economici residenti che svolgono attività legali. Pertanto, l’inclusione di determinate attività nella classificazione Ateco non implica una legittimazione di pratiche che, secondo la legislazione italiana, sono considerate illegali.

 

Simone MassaccesiGiornalista

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