Emiciclo

I giovani e la politica, un convegno all’Istituto Sturzo: Il messaggio che ne è scaturito: la politica non è morta

Una nota di Mario Tassone: Questi incontri dovranno avere un seguito. Oggi non c’è politica, i partiti, i baluardi delle libertà non ci sono. É possibile che le passioni di un tempo siano spente del tutto e definitivamente? É possibile che il primato della politica sia oltraggiato dall’insulto di progetti senza pensieri e da una autoreferenzialità rozza

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Emiciclo

Gerardo Bianco, il bel gesto di Mattarella, ma una commemorazione parziale. È mancato il Bianco della Balena Bianca

La presenza del Capo dello Stato alla cerimonia in ricordo di Gerardo Bianco è stata un bellissimo gesto e un significativo riconoscimento peraltro accompagnato da una larghissima partecipazione di amici. Il cerimoniale ha le sue regole, alle quali è difficile derogare e la rigidità comprime tempi e slanci emotivi. È stato tracciato un bel profilo di Bianco uomo di cultura, ma poco lumeggiato il Bianco politico quasi che la storia sia stata solo quella postdemocristiana.     Ecco, è mancato il Bianco della Balena Bianca. Del resto era prevedibile una visione parziale dalla impostazione dei relatori. Dunque non abbiamo trovato analisi penetranti sulla azione di Bianco dentro la Dc con le sue grandi battaglie, con vittorie e con sconfitte.     Bianco è quello che intervenne per la commemorazione di Bartolo Ciccardini all’Istituto Sturzo indossando per l’occasione la cravatta con la “balena bianca” donatagli da Bartolo o quando alla commemorazione sempre di Bartolo volle lo storico Francesco Malgeri a Cerreto d’Esi insieme a Francesco Merloni, suo coetaneo, con il quale Bartolo aveva combattuto per la libertà nella vallesina durante la occupazione nazista. Legava momenti del ricordo sempre a pagine di storia. Quante riunioni ha convocato da capogruppo in quella sala in cui è stato ricordato? Tante; non erano solo assemblee dei deputati anche congiunte con i senatori ma anche momenti di elaborazione culturale con giornate di studio o seminari di approfondimenti che dovevano trovare nella sede istituzionale il suo significato più forte! Li furono gettate nel novembre 1980 le basi, alla presenza della presidente Nilde Jotti, della prima riforma regolamentare dopo quella Andreotti-Ingrao del 1971, della programmazione dei lavori parlamentari e il rafforzamento dei poteri presidenziali per garantire la funzionalità dell’Istituto. Il tramonto della centralità parlamentare imponeva di per se l’urgenza di ricostruire e rafforzare la funzione. Lì invitó il

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Emiciclo

Tangentopoli e la fine traumatica della legislatura nel ’94. Riflessioni sul libro di Enzo Carra. L’ultima Repubblica e i dialoghi con Gherardo Colombo

Le anticipazioni del libro di Enzo Carra,  L’ultima Repubblica hanno evidenziato i dialoghi con Gherardo Colombo. Quasi un confronto senza rancore sulle idee di diversa formazione tra il fine giornalista e il letterato, intellettuale magistrato ex membro del Pool Mani pulite, seppure a distanza di un tempo lontano, ma non cancellato, della stagione della politica messa sotto scacco dalla magistratura, con una profonda rottura dell’equilibrio dei poteri costituzionali con la complicità dei media che hanno alimentato il furore giustizialista. Enzo Carra divenne la tragica vittima di quella “ultima Repubblica”.   Sono stato colpito, nelle anticipazioni e poi, nella lettura delle pagine conclusive, dai riferimenti ad un nome, quello di Zangrandi. Ma chi è Ruggero Zangrandi? Un nome certo sconosciuto ai giovani e ai meno giovani ma non ai lettori più attenti alle vicende Democristiane. Era un comunista, intellettuale, scrittore, storico, fondatore del Partito Socialista Rivoluzionario poi confluito nel PCI. L’ultimo sua opera postuma fu L‘Italia tradita del 1971. Nel 1952 ci fu una vivace polemica tra Franco Maria Malfatti e Ruggero Zangrandi sul ruolo e l’autonomia della cultura e il comunismo. Lo fecero con un aspro confronto dialettico, attraverso scambi di lettere pubblicate in un triangolo che vedeva la rivista San Marco di Nicola Pistelli, Rinascita e Per l’Azione del movimento giovanile Dc. Di ciò troviamo riscontri sia all’Istituto Sturzo sia negli scritti di Franco Malfatti. Per Malfatti la cultura non poteva essere ridotta a propaganda. Per Zangrandi la cultura era il modo per giudicare le ingiustizie del mondo. Noi comunisti – sosteneva Zangrandi – neghiamo l’autonomia della cultura e sosteniamo che anche la cultura è legata alla società in cui nasce e si sviluppa e trasforma connessa e serve ad essa. Negava dunque l’autonomia fino al punto che se appare autonoma in realtà è influenzata dalla ideologia e dai

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Base Cento

100 anni fa uno storico discorso di Luigi Sturzo sul Mezzogiorno. Un’analisi di mali ed errori che hanno creato la “questione meridionale”

Rileggerlo oggi acquista un significato particolare per la profondità del pensiero, la penetrante analisi storica, economica e sociale. Basti pensare alla riforma agraria, alle bonifiche, alla questione meridionale come questione nazionale, all’intervento straordinario per il Mezzogiorno, all’apertura agli scambi piuttosto che ai protezionismi, all’energia come fattore di sviluppo unitario. Il 2023 sarà un anno importante per il movimento cattolico ricorrendo l’ottantesimo anniversario della fondazione della Dc

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