Emiciclo

La presidente Meloni e il tempo-necessità di scegliere

I profondi movimenti della politica interna e internazionale stanno ponendo la presidente del Consiglio nella condizione cosiddetta del “paradosso dell’asino”. L’asino di Buridano sarebbe morto di fame per l’incapacità di scegliere tra due identici mucchi di fieno. Ma è null’altro che un aneddoto. Tuttavia fa capire che ormai la Meloni, Giorgia, è al bivio della sua vita politica di leader, sia del governo sia del partito. Sono i fatti della contemporaneità che la spingono a dover scegliere. Non può più navigare con la bussola del passato (e non alludo, suvvia, al fascismo, postfascismo, neofascismo di stampo novecentesco!) ma neppure trastullarsi con un tradizionalismo da modernariato, in bilico tra l’accettazione consapevole della classica democrazia liberale e il nuovismo pseudo democratico e pseudo liberale che minaccia la democrazia stessa.    Detratta la posizione nella Nato sulla difesa intransigente dell’Ucraina, in coerenza con la rocciosa determinazione di Mattarella, la politica della Meloni nell’Unione Europea presenta le pieghe dell’attendismo, con venature furbesche contrarie anche al carattere assertivo e volitivo della premier, sempre orgogliosamente rivendicato. La prudenza nel decidere dove e con chi andare nel Parlamento di Bruxelles è comprensibile alla luce della conservazione della maggioranza di governo, che pare ormai sottoposta ad una forza centrifuga. La presidente del Consiglio non potrà rinviare sine die un chiarimento dell’indirizzo politico. Matteo Salvini e Antonio Taiani sembrano i due mucchi di fieno dell’aneddoto. Però Giorgia Meloni potrà e dovrà scegliere perché non sono né uguali né equivalenti, come nel paradosso dell’asino. Viene poco o punto sottolineato, anche dai più autorevoli commentatori della politica nazionale, che un governo, e per noi il Governo Meloni, non può essere solidale a lungo nella politica interna e dissociato nella politica estera, seppure sui generis come la politica europea. Il distacco tra le posizioni estere di Meloni e Salvini ha raggiunto ormai

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