L’edizione 2026 del Farnborough International Airshow, il più importante appuntamento europea per l’industria aerospaziale e delle difesa, nella campagna dello Hampshire, appartiene alla categoria di eventi che invece di ripetersi uguali a sé stessi, segnano un salto di qualità, una interruzione della routine. Questo è stato tanto più vero per quanto riguarda l’industria italiana. I numeri complessivi del Salone raccontano una manifestazione in piena salute, con oltre 1.600 espositori internazionali, più di 1.200 ordini e impegni commerciali, accordi per un valore superiore agli ottanta miliardi di dollari, con un avvio folgorante (48,8 miliardi di dollari di intese siglate nella sola giornata inaugurale, con 234 aeromobili commerciali e 466 motori ordinati) e una ricaduta stimata per l’industria aerospaziale britannica di 7,7 miliardi di sterline già nel primo giorno, in crescita del 44% rispetto all’edizione 2024. In questo contesto, l’Italia si è presentata con una delle delegazioni più numerose dell’intero Salone: circa 150 realtà industriali, rappresentate dalla Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza (AIAD) e sei cluster aerospaziali regionali rappresentativi di circa 120 imprese della filiera, in collaborazione con il ministero della Difesa e l’Agenzia ICE. A completare il quadro, la partecipazione dell’Aeronautica Militare, con l’esibizione quotidiana dell’Eurofighter F-2000A Typhoon del Reparto sperimentale di volo e l’esposizione statica del C-27J Spartan e del T-346A Master.
I risultati industriali
Il bilancio industriale italiano ruota anzitutto attorno a Leonardo, che a Farnborough ha messo a segno una serie di intese di peso: il contratto con il ministero della Difesa indonesiano e PT E-System Solutions per la fornitura di dodici addestratori/caccia M-346 Block 20, l’ordine di The Helicopter Company (Arabia Saudita) per undici elicotteri AW139 (per un valore superiore ai duecento milioni di euro, con consegne tra il 2027 e il 2028) e un ulteriore AW139 destinato a Falcon Aviation. Commesse che si tradurranno in ricadute dirette per gli stabilimenti italiani, a partire da quelli lombardi, e per la supply chain nazionale. A Farnborough è stata inoltre ufficializzata la piena operatività di LBA Systems, la joint venture paritetica tra Leonardo e la turca Baykar, con sede legale e operativa in Italia, dedicata allo sviluppo di sistemi unmanned e droni di nuova generazione.
“Con orgoglio possiamo affermare che Leonardo è oggi la prima azienda manifatturiera del Paese. Siamo alla guida di un nuovo ecosistema dell’innovazione e di un’economia dell’innovazione destinata ad affermarsi sempre di più nei prossimi anni”, ha dichiarato il presidente di Leonardo, Francesco Macrì, ai microfoni del Media Space AIAD, ricordando che “al nostro fianco ci sono circa 33mila dipendenti e un indotto industriale importante, composto soprattutto da piccole e medie imprese. L’84% dei nostri fornitori contribuisce all’economia industriale e distrettuale di gran parte d’Italia”.
Capitolo a parte merita il Global Combat Air Programme, il caccia di sesta generazione sviluppato da Italia, Regno Unito e Giappone, che proprio a Farnborough ha registrato l’annuncio di nuovi contratti di sviluppo tecnologico per circa sei miliardi di dollari. Sul fronte propulsivo, il consorzio formato da Avio Aero, IHI Corporation e Rolls-Royce ha completato con successo la serie di design review del sistema propulsivo, con oltre cento test su componenti in scala ridotta già effettuati, aprendo la strada ai primi test a terra del dimostratore tecnologico del motore, mentre è stato inaugurato il Collaboration Hub di Reading. Sempre a Reading ha aperto la propria nuova sede ELT Group, a supporto dei programmi Gcap ed Eurofighter Typhoon: l’azienda romana della difesa elettronica ha portato al Salone le soluzioni counter-Uas ADRIAN e KARMA, il sistema di autoprotezione QUIRIS, il payload ELT 1000 per piattaforme unmanned, il sistema di Space Electronic Warfare SCORPIO e l’Electronic Warfare Simulation Lab.
Accanto ai grandi gruppi, la manifestazione ha premiato il tessuto delle medie imprese e dei distretti. MAgroup (Magnaghi Aircraft) ha siglato un accordo per l’espansione produttiva in Canada del programma Sky Arrow, che apre il mercato nordamericano e si integra con la joint venture già avviata con Asfat in Turchia. Il Distretto aerospaziale Piemonte ha favorito l’inserimento di Pmi nella supply chain internazionale del Gcap e dei programmi Airbus, oltre al coinvolgimento nella produzione degli M-346 Block 20; il Lombardia Aerospace Cluster ha raccolto sub-commesse legate agli ordini AW139, dall’avionica alle pale in composito; il network campano ha siglato accordi internazionali su compositi, aerostrutture leggere e Uav, mentre presso il padiglione AIAD-ICE sono stati firmati protocolli d’intesa con partner britannici e statunitensi su difesa elettronica, cybersecurity e tecnologie spaziali. Ricadute che si estendono anche alle Pmi della space economy, con accordi con integratori britannici su sensori d’assetto, specchi ottici e componentistica per costellazioni in orbita bassa.
Il debutto del Media Space AIAD
Se i contratti misurano la competitività, la novità più significativa dell’edizione 2026 riguarda il modo in cui il Sistema Italia ha scelto di raccontarsi. Per la prima volta, AIAD ha messo a disposizione delle aziende presenti un Media Space, un hub di produzione multimediale allestito presso lo stand della Federazione, che nell’arco della settimana ha realizzato decine di interviste video, podcast, articoli e contenuti social, dando voce ai protagonisti del comparto italiano, dai vertici delle grandi aziende ai rappresentanti dei cluster regionali, passando per le istituzioni. Davanti alle telecamere del Media Space sono passati, tra gli altri, il ministro della Difesa Guido Crosetto, il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, l’ambasciatore d’Italia nel Regno Unito Fabio Cassese, la vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli, la delegazione parlamentare delle commissioni Esteri e Difesa e i vertici di Leonardo, MBDA Italia, ELT Group, MAgroup, Pietro Rosa TBM, UmbraGroup, Secondo Mona e delle realtà dei distretti umbro, piemontese, campano ed emiliano-romagnolo.
“Il sostegno del Sistema Paese passa anche attraverso AIAD, dai suoi accordi con ICE e con i cluster, ed è importante comunicare questo sostegno, perché ormai non conta soltanto essere bravi ed essere un’eccellenza: bisogna che tutti lo sappiano. Da qui la nuova iniziativa di AIAD: un Media Space per le aziende, che potranno usufruire di questa opportunità per comunicare la loro eccellenza”, ha spiegato il presidente della Federazione, Giuseppe Cossiga, che ha rivendicato il posizionamento del Paese: “Nel comparto aerospazio e difesa l’Italia è uno dei grandi d’Europa. Siamo su tutti i principali programmi internazionali e questo è importante dal punto di vista economico e industriale. Ricordiamoci che, nel campo della sicurezza e della difesa, o si è capaci di sedersi al tavolo o non si esiste. Ebbene, l’Italia è un’eccellenza riconosciuta”.
La politica e la diplomazia
La settimana di Farnborough è stata scandita anche da un’intensa agenda istituzionale, tra le visite allo stand AIAD dell’ambasciatore Cassese e della Regione Lazio, la missione della delegazione parlamentare, la firma di memorandum d’intesa e i ricevimenti dell’ambasciata italiana a Londra e del cluster umbro. Proprio dal ricevimento all’ambasciata, ai microfoni del Media Space, il ministro Crosetto ha offerto la fotografia più netta della postura industriale italiana: “Per essere presenti a Farnborough bisogna avere qualcosa da offrire. Con una concorrenza che arriva da tutto il mondo, non ci si può permettere di partecipare se non si è sicuri dei propri prodotti. Le nostre aziende partecipano da decenni e ogni anno sono sempre più numerose. Vengono perché trovano clienti, e li trovano perché sono più competitive delle concorrenti internazionali. Non vivono di sussidi pubblici, ma di lavoro, impegno e competenza”.
Una lettura condivisa dal viceministro Cirielli, per il quale il Salone “rappresenta un momento centrale per la politica commerciale legata alle tecnologie della difesa e della sicurezza, ma anche per l’intero comparto dual use. È inoltre una grande vetrina del Made in Italy e della capacità del nostro Paese di penetrare, anche attraverso la diplomazia e le relazioni internazionali, mercati di particolare rilievo. Il Regno Unito, peraltro, rappresenta un partner strategico”. Sul valore della cornice bilaterale è tornato l’ambasciatore Cassese: “La fiera di Farnborough è un momento molto importante per l’industria italiana, presente con moltissime imprese di tutta la filiera, segno di una forte collaborazione tra Italia e Regno Unito e importante anche per la difesa europea. Il Gcap è il principale esempio della cooperazione industriale tra i due Paesi, ma è solo l’esempio più macroscopico: ci sono tante altre collaborazioni, tante altre opportunità per l’industria della difesa di lavorare insieme, in cooperazione, che è il modo migliore per costruire un’Europa più unita anche sotto il profilo della difesa”.
Dal Parlamento è arrivato il riconoscimento del ruolo di coordinamento della Federazione. “Abbiamo apprezzato, una volta di più, il lavoro di raccordo e rappresentanza svolto da AIAD”, ha osservato il senatore Maurizio Gasparri, presidente della commissione Affari esteri e Difesa di Palazzo Madama, sottolineando come “l’Italia può essere protagonista in un comparto ad alta innovazione e ad elevato contenuto tecnologico” e come “senza difesa non ci sono libertà, sicurezza e futuro. Non si tratta di sottrarre risorse alla spesa sociale, che resta fondamentale, ma di comprendere che, senza garantire la libertà e l’autonomia dei popoli, si finisce per dipendere da altri”. Sulla stessa linea la senatrice Stefania Pucciarelli, per la quale “AIAD svolge un ruolo di collettore e punto di riferimento, soprattutto per le piccole imprese che, da sole, avrebbero maggiori difficoltà a promuovere l’eccellenza dei propri prodotti”, con tecnologie che “molto spesso producono ricadute anche in ambito civile”.
La lezione di Farnborough
C’è infine una dimensione che il Salone britannico restituisce con particolare nitidezza: quella della cooperazione internazionale come moltiplicatore tecnologico. Lo ha ricordato Renzo Tosini, managing director di MBDA Italia ed executive vice president Sales & Business Development di MBDA, ai microfoni del Media Space: “Qui sono esposti prodotti realizzati grazie alla cooperazione tra i governi. MBDA rappresenta uno strumento per sviluppare tecnologie che, probabilmente, nessun Paese sarebbe stato in grado di realizzare da solo. Il Regno Unito rappresenta uno dei pilastri fondamentali della collaborazione con Italia, Francia e Germania. MBDA Italia porta all’interno del Gruppo le proprie tecnologie chiave, dai laser ai seeker, fino alle tecnologie a microonde, e sta seguendo un percorso di crescita organizzandosi su cinque siti”.
È forse questa la sintesi più efficace del bilancio italiano di Farnborough 2026: un sistema industriale che compete perché coopera, in cui i grandi programmi internazionali, dal Gcap agli elicotteri, dai sistemi unmanned alla space economy, trascinano una filiera di piccole e medie imprese sempre più integrata nelle catene di fornitura globali, e in cui la capacità di fare squadra tra industria, istituzioni e diplomazia si conferma il vero vantaggio competitivo del Made in Italy dell’aerospazio e della difesa. Con una consapevolezza in più, sancita dal debutto del Media Space: l’eccellenza, per contare, deve anche sapersi raccontare.




