Difesa e spazio, l’Italia delle PMI che innovano e trainano la filiera

L’industria italiana della difesa e dell’aerospazio poggia su una rete di piccole e medie imprese innovative, in crescita e radicate nei territori, che spaziano dalla meccanica di precisione al cyber, dalla stampa 3D allo spazio

Quando si parla di industria della difesa e dell’aerospazio in Italia, l’attenzione corre, giustamente, ai grandi gruppi come Leonardo e Fincantieri che guidano in molti settori il comparto. Eppure, le grandi realtà non sono che le capifila di una trama più dinamica e meno visibile della filiera fatta di piccole e medie imprese. Realtà ad altissimo valore aggiunto, spesso nate come spin-off accademici o come specializzazioni di nicchia, che oggi si trovano al centro di una rete che garantisce resilienza tecnologica, autonomia industriale e competitività internazionale. A confermarlo sono i numeri, con molte delle aziende federate ad AIAD, la Federazione delle Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza, che hanno registrato negli ultimi anni crescite significative, come testimoniano bilanci e resoconti, spesso legati alla capacità di inserirsi nelle catene di fornitura globali con tecnologie uniche.

Manifattura avanzata per la difesa

Sul versante manifatturiero, il Paese esprime eccellenze come UmbraGroup, leader nelle viti a ricircolo di sfere montate su F-35, Eurofighter e numerosi sistemi spaziali; MA Group Magnaghi, specializzata in carrelli di atterraggio e aerostrutture con un export pari all’85%; Piaggio Aerospace, oggi rilanciata dall’acquisizione turca; Aviorec, che ha raggiunto i 12 milioni di fatturato nel 2023 nei compositi per aerospazio e trasporti; e Poggipolini, che dal motorsport si è affermata nella difesa e nell’aerospazio, siglando anche un accordo con la divisione elicotteri di Leonardo per componenti critici destinati alle principali piattaforme e Roboze, che con una robusta raccolta di capitali internazionali sta rivoluzionando la stampa 3D ad alta precisione. WSense, spin-off della Sapienza che ha raccolto oltre 22 milioni di investimenti in tre anni ed è partner della Marina Militare e di grandi utility e Mare Group, nata da giovani ricercatori e oggi quotata a Milano impegnata a guidare la transizione digitale delle PMI manifatturiere. Completano il quadro realtà come ALA, partner internazionale di supply chain per aerospazio e high-tech.

Digitale e cyber, un asse strategico

Accanto alla manifattura, l’asse del digitale vede protagonisti BV TECH e Meridian Group, specializzato in cyber intelligence; Engineering, campione nazionale della trasformazione digitale ed Elesia, che sviluppa sistemi elettronici per comando e controllo a bordo di navi, aerei e mezzi terrestri.

Spazio, ultima frontiera

Nel comparto spaziale spiccano Altec, centro torinese pubblico-privato per il supporto alla Stazione spaziale internazionale e alle missioni di esplorazione planetaria; Argotec, che nel 2024 si è affermata come specialista dei microsatelliti, protagonista nei programmi NASA DART e Artemis; Officina Stellare, fornitore di sistemi optoelettronici che ha da poco aperto una sede negli Stati Uniti, vicino al Pentagono; e OHB Italia, tra i tre principali attori spaziali europei. Alla frontiera della ricerca e sviluppo troviamo anche e-GEOS, joint venture ASI–Telespazio che distribuisce i dati radar di COSMO-SkyMed.

Una rete da valorizzare

La fotografia che emerge è quella di un tessuto industriale radicato nei territori, capace di spaziare dal cyber alla meccanica di precisione, dallo spazio alla manifattura avanzata, fino alle tecnologie subacquee. Realtà capaci di parlare il linguaggio della ricerca e dell’innovazione, ma anche di inserirsi in filiere globali con un marchio chiaro: l’italianità come valore competitivo.
L’industria della difesa non è solo questione di commesse e bilanci statali: è anche – e soprattutto – una rete di imprese che costruisce competenze, posti di lavoro qualificati e tecnologie duali. E qui, le PMI federate in AIAD rappresentano il cuore pulsante di un ecosistema che può fare la differenza per il futuro industriale del Paese.

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