Cavo Dragone all’industria, serve accelerare le consegne

Il presidente del Comitato militare Nato, l’ammiraglio italiano Giuseppe Cavo Dragone, ha indicato le priorità per l’industria della difesa: i soldi ci sono, ora servono le consegne. Intanto si avvicina la settimana di alto livello dell’Onu, con Ucraina e Asia occidentale in cima all’agenda
Cavo Dragone

“I fondi ci saranno e ora dobbiamo accelerare la capacità di consegna dell’industria”. L’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone ha riassunto così la linea emersa alla riunione dei capi della Difesa dei 32 Paesi alleati a Copenhagen, insieme al Saceur, il generale Alexus Grynkewich, e al Sact, l’ammiraglio Pierre Vandier. L’obiettivo della riunione era dare seguito militare al vertice di Ankara. Il passaggio che Cavo Dragone ha voluto sottolineare in apertura è lo spostamento dagli impegni di bilancio alla realizzazione delle capacità necessarie a dissuadere gli avversari. Le aziende della difesa devono aumentare ancora la capacità produttiva e accelerare le consegne, perché la Nato possa disporre di armi e munizioni sufficienti anche in caso di conflitto prolungato. Il termine di paragone resta l’Ucraina. Secondo il presidente del Comitato militare basta contare i proiettili d’artiglieria, i missili e i droni consumati ogni giorno. Per questo l’Alleanza chiede ai produttori di abbandonare la mentalità da tempo di pace che dominava fino a quattro o cinque anni fa. Gli Alleati sono pronti a comprare su larga scala, gli investimenti crescono e “l’industria deve consegnare”.

Cinquanta miliardi per i droni

Il programma alleato sugli aeromobili a pilotaggio remoto, chiamati impropriamente droni, è per Cavo Dragone una priorità assoluta con investimenti previsti per cinquanta miliardi,. Sui tempi è stato più cauto: non è in grado di dire quando le capacità necessarie saranno sul campo, ma l’importanza attribuita al dossier resta alta. Sul fianco orientale sono già avviate altre attività su droni e sistemi anti-drone, sviluppate con il Comando alleato per la Trasformazione di Norfolk. L’Europa, del resto, emerge da continue violazioni dello spazio aereo e tentativi di sabotaggio, come quello sventato all’aeroporto di Lipsia, dove è stato neutralizzato un drone carico di esplosivo.

La vera minaccia è la guerra cognitiva

“L’alleanza è pronta, la struttura è pronta. I soldati e le armi sono pronti”, ha detto l’ammiraglio italiano, ricordando come la Nato disponga di piani militari da quattromila pagine per il fianco orientale, costruiti su scenari che partono da una crisi minima o da un’interferenza sul territorio alleato. Quanto a un’eventuale aggressione, secondo l’ammiraglio la Russia avrebbe molto più da perdere che da guadagnare. Sull’allarme lanciato ad agosto dall’intelligence statunitense, che parlava di un attacco russo pianificato nei prossimi anni contro un Paese dell’Alleanza, ha precisato che a Copenaghen non se n’è discusso nello specifico. Più preoccupante è invece la guerra cognitiva, fatta di sabotaggi, attacchi informatici, sconfinamenti aerei, droni non autorizzati e campagne di manipolazione. Strumenti di pressione coordinata che Mosca schiera contro la coesione alleata.

Breuer alla guida dopo Cavo Dragone

A margine dei lavori è arrivata la nomina del generale tedesco Carsten Breuer, ispettore generale della Bundeswehr, eletto prossimo presidente del Comitato militare. A luglio 2027 succederà a Cavo Dragone, in carica dal gennaio 2025, con un mandato di tre anni. L’altra candidata era la generale Jennie Carignan, capo di Stato maggiore della Difesa canadese dal giugno 2024. A Breuer toccherà verificare se l’accelerazione chiesta oggi all’industria si tradurrà davvero in scorte e piattaforme.

New York, la settimana delle guerre

Da domani l’attenzione si sposta sul Palazzo di Vetro dell’ONU a New York, dove sono attesi quasi 130 capi di Stato e di governo per la settimana di alto livello dell’81esima Assemblea generale. Il tema ufficiale parla di fiducia da ricostruire, ma i corridoi saranno occupati soprattutto dai conflitti aperti. Sull’Ucraina, non sembra previsto un bilaterale tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky. Kiev vorrebbe discutere un cessate il fuoco nel settore energetico e nel Mar Nero. interverrà in Assemblea il giorno dopo il suo arrivo, previsto per lunedì pomeriggio. Sull’Asia occidentale è invece escluso un incontro di Trump con Benjamin Netanyahu. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi potranno partecipare, ma con una delegazione ridotta e soggetta a restrizioni di movimento. Il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas non sarà presente, dopo un nuovo diniego del visto. Giorgia Meloni lascerà la delegazione italiana ad Antonio Tajani, mentre Friedrich Merz sarà sostituito da Johann Wadephul. Per la NATO ci sarà il segretario generale Mark Rutte.

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