La Presidenza di Biden, c’è da fidarsi? Valentina Clemente racconta un Paese chiamato America

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Esce il 30 Settembre in tutte le librerie “Biden primo tempo: viaggio tra speranze e contraddizioni di un paese chiamato America”. Il libro, Santelli Editore, è scritto da Valentina Clemente, giornalista e anchorwoman di Sky Tg24.

Il 20 gennaio 2021, giorno del suo insediamento a 46mo Presidente degli Stati Uniti d’America, Joe Biden dice “di voler unire l’America, il popolo americano e la nazione intera”.

A due anni da quel discorso e a pochi giorni dalle elezioni di metà mandato, il Presidente sembra non aver raggiunto gli obiettivi prefissati. Complici (anche) la gestione della pandemia e la ripresa economica del Paese, che Biden eredita dal predecessore Donald Trump, le divisioni all’interno del partito democratico e repubblicano sull’emergenza migranti al confine con Messico e Texas.

Ma anche il ritiro dell’esercito americano dall’Afghanistan che provoca un vero terremoto all’interno dell’amministrazione Biden, perennemente attaccata da Donald Trump, che ancora non ammette la sconfitta alle elezioni del 2020, pensa già alla ricandidatura nel 2024 e ha creato una sua presidenza ombra. E se, da un lato, il “MAGA Army” continua a sostenere finanziariamente il Tycoon per rivederlo presto alla Casa Bianca, dall’altro molti attivisti si stanno impegnando per creare una nuova base da cui ripartire ma soprattutto combattere le tantissime contraddizioni che ancora ci sono nel Paese. Una nazione dove, però, è ancora in vigore la pena di morte e l’aborto è illegale, anche in caso di incesto o stupro. Riuscirà l’America a combattere le sue contraddizioni e ripartire dalle sue speranze e diventare un Paese migliore?

In questo suo libro, Valentina Clemente racconta i fatti che hanno attraversato la società americana con tutte le sue apparenti contraddizioni. La prima tappa di un lungo viaggio “per poter offrire al lettore -dice- uno strumento di analisi indipendente e che, descrivendo i fatti, lasci libero chi si avvicina a questi contenuti, ad avere una visione personale degli Stati Uniti di oggi e di ciò che saranno”.

Alla luce delle recenti evoluzioni avvenute nello scacchiere geopolitico globale, e il susseguirsi di eventi catastrofici che hanno determinato le politiche delle grandi potenze a livello internazionale, l’uscita di questo libro anticipa i tempi della valutazione che i cittadini americani saranno chiamati ad esprimere sull’operato del loro governo, una“prova del nove” che indicherà a tutti la strada del futuro americano.

Ma veniamo all’autore di questo saggio. Valentina Clemente, classe 1982. Giornalista professionista, è redattrice e anchor a Sky Tg24. Studia a Padova, UCLA, Washington e Roma. Durante il secondo mandato di George W. Bush lavora all’American Enterprise Institute con Radek Sikorski e Emanuele Ottolenghi. Nel 2010 collabora al documentario “Nine days that changed the world”, curato da Newt e Callista Gingrich. Collabora con Sky News e Al Jazeera English. Da sempre appassionata di politica e cultura americana, su Sky Tg24 realizza il podcast “9/11 stories” e settimanalmente cura la rubrica “Usa Weekly News”. Tra le tante, altre sue passioni: danza classica, musica, NBA e Los Angeles. Il suo motto è “Hold on tight to your dreams” (tieniti forte per i tuoi sogni), letto su una sfera di cristallo (che ancora conserva) nell’estate del 2001, durante il suo primo viaggio negli Stati Uniti.

Il 30 settembre, dunque, uscirà “Biden primo tempo”, un libro che viene pubblicato a poche settimane dalle elezioni di metà mandato, un vero test per il presidente Biden, non crede?

Sì, e l’obiettivo principale di questo libro è raccontare lo stato di salute degli Stati Uniti, dopo due anni di presidenza Biden e dopo quattro a guida Trump. Cinque capitoli sono infatti dedicati al Tycoon, che di fatto ha lasciato Washington solo fisicamente, e ha proseguito la sua attività politica con una “presidenza ombra”.

Cosa c’è in realtà in questo saggio?

In questo libro racconto i fatti, cerco di dare dettagli di quello che è accaduto negli ultimi anni in un Paese pieno di contraddizioni, e che non tutti ancora conoscono. Cerco di portare il lettore nelle stanze della politica americana, così affascinante ma che non nota a tutti. Questo libro, ed è la cosa più importante, non dà pareri o opinioni su quanto sta accadendo in America: racconta i fatti, in modo tale da garantire a chi legge la possibilità di crearsi un’opinione e farsi un’idea di quello che sta accadendo.

È vero che l’America di oggi non è più l’America di qualche anno fa?

Posso dirle certamente che la politica americana negli ultimi anni è cambiata molto, si sono affermate figure che mai avremmo potuto pensare riuscissero ad affermarsi. E invece ci sono. Non parlo, però, solo di Trump e Biden, ma anche di Le Bron James, star del basket americano, ma anche di Michelle Obama e Stacey Abrams. Ma non posso svelarvi troppo, altrimenti non c’è più la curiosità!

Quanto tempo ha impiegato a raccogliere i materiali e a scrivere questo libro?

La ricerca e la raccolta sono costanti, giornalieri. Non c’è una tempistica ben definita, proprio perché ogni istante può accadere qualcosa di importante. Ho scritto questo libro in circa dieci mesi, ma ammetto che avrei proseguito ancora. Chissà, magari ce ne sarà un secondo, in cui racconto la strada verso il 2024…ma vedremo. Intanto guardiamo alle elezioni di metà mandato, un test per Biden e una “conferma” per Trump.

Come crede andrà a finire?

Oramai la campagna elettorale, e non solo in vista di novembre 2022, è aperta. I protagonisti sono sempre Trump e Biden. Sarà interessante vedere la risposta alle urne degli elettori. È bene sottolineare, però, che Donald Trump gode di un forte consenso tra gli americani e continua a ricevere molte donazioni in vista delle elezioni. Mentre l’attuale presidente, che sembra aver un po’ deluso le aspettative iniziali degli americani, è molto altalenante nei sondaggi. Sarà molto interessante vedere cosa accadrà.

Da dove nasce la necessità di scrivere questo libro?

Dalla volontà di raccontare gli eventi, anche quelli più particolari, senza dare opinioni. Da lettrice e “consumatrice” spesso mi scontro con articoli che non descrivono cosa è accaduto, ma danno pareri. È giusto che ciascuno di noi si crei un’idea, per poi magari confrontarsi con chi la pensa in un modo completamente diverso. Il confronto è fondamentale, ma per confrontarsi bisogna avere delle letture “pulite”. L’idea di scrivere un libro sulla politica americana è sempre stato un mio sogno, lasciato nel cassetto. Ma che non ho mai forzato. L’occasione è arrivata grazie a Santelli Editore, ed ecco “Biden Primo Tempo”.

 

Da dove nasce questa sua passione per gli Stati Uniti e per la politica americana?

Da sempre mi incuriosisce ciò che non conosco. E gli Stati Uniti, sin da piccola, erano così lontani ma così affascinanti. Ho frequentato il Baccalaureato Internazionale: al liceo studiavo tutte le materie in inglese e gli studi sull’America sono iniziati proprio lì. Il viaggio dopo la maturità? Proprio in Usa, un mese tra Michigan, Ohio, Canada, Chicago e New York. Era il 2001 e ho visto le Torri Gemelle nell’agosto di quell’anno. L’11 settembre, guardando le immagini alla tv, non mi sembrava vero. Mi dicevo: ma ci sono stata un mese fa!

È più tornata poi negli Stati Uniti?

Certamente. I miei viaggi negli Stati Uniti sono proseguiti anche oltre. Ho vinto una borsa di studio e sono arrivata a Los Angeles, a UCLA. Erano i primi anni 2000 e la City of Angels era quella città così lontana e “sconosciuta” che volevo proprio vedere e viverci. E poi lo stage e il lavoro a Washington, dove ho conosciuto la Politica americana, quella con la P maiuscola.

In che senso scusi?

Era da poco iniziato il secondo mandato di George W. Bush e io lavoravo all’American Enterprise Institute, think tank conservatore dove venivano create le politiche del governo. Vedevo spesso Lynne Cheney, moglie dell’ex vicepresidente Dick, ma anche John Bolton, Mario Vargas Llosa, Newt Gingrich. Lavoravo con Radek Sikorski ed Emanuele Ottolenghi, un’esperienza formativa molto importante. Da lì non ho più smesso.

Che rapporto ha conservato con gli Stati Uniti?

Torno ogni anno negli Usa per ricerche, ma anche per incontri con vecchi amici. Sono passati più di 20 anni dal mio primo viaggio oltreoceano e l’America è cambiata. Un aspetto che ho voluto raccontare in questo libro e anche in un podcast, 9/11 Stories, realizzato a Sky Tg24 in occasione del ventennale dell’11 settembre. Undici storie di 11 americani, vent’anni dopo, che hanno vissuto quel momento. E sempre per Sky Tg24 curo settimanalmente la rubrica “Usa Weekly News”, con le notizie più importanti della settimana dall’America.

Il capitolo più difficile da scrivere…

Quello sul 6 gennaio, giorno dell’assalto al Congresso. Non lo definirei, però, difficile, ma molto challenging (impegnativo, NdR). Una cronaca efficace e comprensibile ha più dettagli possibili, soprattutto in quel contesto. Quella sera ero alla conduzione del telegiornale, a Sky Tg24, e ricordo che, guardando quelle immagini, mi dicevo: è fondamentale fare ordine in quello che sta accadendo, bisogna rendere comprensibili a tutti quei fatti.

Posso chiederle come si fa?

Credo basti usare la formula “chi, come, quando, dove e perché” può sembrare scolastico, ma credo sia essenziale, soprattutto in un fatto come quello. Mettere ordine nel flusso di informazioni, dare dettagli per la comprensione dei fatti, contestualizzare. Ed è quello che ho fatto anche in questo libro.

Ha parlato di Nancy Pelosi e Kamala Harris, ma anche delle proteste del basket americano…

Sì, parlo di due figure femminili importanti per Joe Biden che, per motivi diversi, hanno un posto nella storia americana. Ma credo che anche il mondo dello sport, che negli Stati Uniti è seguitissimo, debba avere uno spazio. Parlo di Le Bron James, star NBA, ma anche un importante attivista politico, molto vicino a Barack Obama. Non mi stupirei se tra qualche anno, dopo aver giocato in NBA con il suo primogenito, decidesse di ritirarsi e dedicarsi all’attività politica. Chissà…

Sarà magari il protagonista del suo prossimo libro?

Chissà! Vedremo! Magari potrei parlare dei nuovi leader, e insieme a lui metterei anche artisti, musicisti, e molto altro ancora…

 

Pino NanoGiornalista, Già capo redattore centrale della Rai

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