C’è un brano, tra i più significativi del Vangelo, in cui la ‘parola’ del Signore si fa “gesto” carico di un contenuto nuovo e che ci aiuta ad entrare nella Pasqua del Signore. Il gesto, sappiamo, è sempre un linguaggio che rafforza la parola, anzi la rende non di rado più suggestiva. Veniamo al brano nella narrazione che ce ne dà l’evangelista Luca: il Maestro è a Gerusalemme in occasione di quella che sarà la sua ultima Pasqua; egli aveva ampiamente parlato della vigilanza, mettendo in guardia dall’ipocrisia e dagli inganni; stando poi nell’Atrio del Tempio, volle commentare un gesto quasi insignificante e nascosto, l’obolo di una povera vedova che entrando nella Casa di Dio donava il proprio contributo di due soldi, tutto ciò che aveva; fu un gesto di amore molto bello per quel Luogo che era lo spazio della presenza gloriosa dell’Altissimo in mezzo al suo Popolo: la Shekinah di Dio; su Gerusalemme Gesù aveva anche preannunciato il giorno in cui la Città santa sarebbe stata umiliata, distrutta e privata della propria nobiltà spirituale. Era stata una giornata faticosa e allora di sera se ne andò sul costale del Monte degli Ulivi per pregare avendo a fronte la Città di Davide. Chi ha visitato Gerusalemme conosce bene questo suggestivo luogo che guarda ancora oggi le mura imponenti e la spianata del Tempio. Il giorno dopo, desiderando celebrare la cena Pasquale, Gesù mandò Pietro e Giovanni a preparare il necessario: luogo, pane, vino, erbe amare, dicendo: «Andate a preparare per noi la Pasqua» (Lc 22, 8). La Pasqua ebraica, così ricca di simboli per Israele, è per Gesù l’ultima, ma anche l’occasione per un ‘evento’ nuovo che egli ha nel cuore: l’istituzione di quella che per la Chiesa diverrà la Pasqua sacramentale, l’Eucaristia: «Quando fu l’ora prese posto a
Intervistiamo Davide Caiazzo, imprenditore più seguito su LinkedIn in Italia, che ha dedicato il suo impegno a insegnare l’utilizzo del ‘social per i professionisti’ a un pubblico sempre più vasto attraverso la sua DC Digital Academy. Oggi lei quanti follower ha? E quanti pensa che ne avrà entro fine anno? Al momento il mio profilo LinkedIn conta oltre 220.000 follower, un traguardo che mi riempie di orgoglio e gratitudine. Più che fissare obiettivi numerici, preferisco concentrarmi sul valore che posso offrire alla mia community. Credo fermamente che, fornendo contenuti utili e pratici, il risultato naturale sarà un aumento del seguito. Immagino di raggiungere i 250.000 follower entro la fine dell’anno, ma il mio vero obiettivo è supportare i professionisti nel loro percorso di crescita. In fondo, i numeri sono una conseguenza della qualità delle connessioni e del valore che si riesce a trasmettere. Qual è il primo consiglio da dare a chi vuole usare correttamente LinkedIn Il primo passo è costruire un profilo perfetto. Devi far capire subito chi sei, cosa fai e che risultati hai ottenuto. Questo significa creare una headline chiara che descriva in modo immediato il tuo ruolo e il tuo valore, scegliere una foto professionale che trasmetta fiducia e utilizzare un’immagine di copertina che comunichi il tuo lavoro e il problema che risolvi. Una volta sistemato il profilo, inizia a interagire: commenta i post rilevanti del tuo settore con commenti di valore, mostrando competenza e autorevolezza. Solo dopo aver costruito una presenza attiva e riconoscibile attraverso i commenti, comincia a creare contenuti tuoi. Lei guida anche una società del Gruppo Zucchetti. Come fa a coniugare impegni così tanto gravosi? La chiave è una pianificazione estrema. Utilizzo un calendario preciso in cui inserisco ogni impegno, lasciando spazio per attività strategiche e operazioni quotidiane. Inoltre, mi avvalgo
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