Emiciclo

40 anni dal governo Craxi/ interviste 11/ Ugo Finetti Liberarsi dal “dipietrismo storiografico”. Craxi sdoganò il presidenzialismo

Intervista al Direttore di “Critica Sociale”, saggista, scrittore e dirigente politico. Gli anni ’80 furono un periodo di successo per l’integrazione europea e l’eurosocialismo. Craxi sdoganò nella sinistra il tema della riforma della Costituzione e in particolare il presidenzialismo che erano fino ad allora considerati temi di “destra”, anzi di “estrema destra”. Chi parla di Caf e critica Craxi perché dopo la caduta del comunismo non si è alleato con i comunisti contro la DC, ha una visione “romanesca” come se Craxi fosse nato nel 1976. Craxi e Berlinguer? Entrambi operarono per dar vita a una sinistra di governo in un quadro di collaborazione con la Dc. Berlinguer più brutalmente di Craxi scartò l’alternativa di sinistra: nemmeno con il 51 per cento. La solidarietà nazionale – come sottolineato dallo storico del “Gramsci”, Silvio Pons – fu l’esperienza più positiva del Pci. Il malore di Nilde Iotti mentre si discuteva nella direzione Pci sul maggioritario.

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Emiciclo

8 settembre 1943. E Hitler si prese il Nordest. Un pezzo d’Italia quasi annesso al Reich

Dopo l’articolo dello storico Carmelo Pasimeni, con alcune interessanti annotazioni sul ruolo che ebbe la città di Brindisi, quale capitale del Regno del Sud, pubblichiamo un rapporto focalizzato sul Nord Est. Questo è il racconto dettagliato di ciò che accadde poco prima e dopo l’8 Settembre, con tutta la sequela di scontri, assassini, compresa la vicenda delle foibe

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Supernova

Da Azov ad Azovstal. Il punto, la storia. Ma intanto la guerra continua.

Un breve riepilogo – premessa, Il ministero della Difesa della Federazione russa ha dato l’annuncio della completa conquista dell’acciaieria Azovstal, ultimo centro di resistenza della città di Mariupol. La notizia fa seguito alla resa di quasi 2500 soldati ucraini, che nei giorni scorsi si erano consegnati alla spicciolata dopo l’evacuazione di molti civili rifugiati nei sotterranei degli impianti. Sempre il ministero della Difesa russo ha diffuso un video in cui si vedono gli ultimi militari del battaglione Azov mentre vengono perquisiti prima di lasciare l’acciaieria. Tra di loro vi sarebbero anche dei volontari, molti dei quali europei o provenienti da vari Paesi e anche dal Canada. Secondo i russi si tratterebbe in gran parte di contrattisti, l’altro nome dei mercenari. I difensori di Azovstal avevano ricevuto dal comando supremo ucraino l’ordine di smettere di combattere. Denys Prokopenko, il comandante del battaglione Azov, lo ha annunciato in un videomessaggio mentre era ancora nel bunker dell’acciaieria, dichiarando che “Il comando militare superiore ha dato l’ordine di salvare la vita dei soldati del nostro presidio e di smettere di difendere la città. Nonostante gli intensi combattimenti e la mancanza di rifornimenti, dobbiamo costantemente sottolineare le tre condizioni più importanti per noi, e cioè: l’evacuazione dei civili, i feriti e i morti. I civili sono stati evacuati. I feriti gravi hanno ricevuto le cure necessarie e siamo riusciti a evacuarli per un ulteriore scambio e trasporto nei territori controllati dall’Ucraina”. L’agenzia Tass ha rilanciato un commento del generale maggiore Igor Konashenkov secondo il quale il comandante Prokopenko sarebbe stato trasferito “con un veicolo blindato speciale» verso un luogo sicuro, sotto il controllo dell’esercito russo. Le particolari modalità sarebbero state scelte per motivi di sicurezza, infatti secondo quanto riferito dalle fonti russe «i residenti lo odiavano e volevano ucciderlo per le numerose atrocità commesse”. Qualche

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