La sera di lunedì 20 luglio, l’ambasciatore d’Italia nel Regno Unito, Fabio Cassese, ha ospitato presso la sede diplomatica di Londra la delegazione italiana presente al Farnborough International Airshow. Una serata in cui il Sistema Italia ha potuto fare il punto della presenza nazionale al salone britannico, riunendo vertici industriali, rappresentanti istituzionali e militari nello stesso spazio, il giorno dell’apertura del Salone.

Attorno al padrone di casa si sono ritrovati, tra gli altri, il ministro della Difesa Guido Crosetto, il presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato Maurizio Gasparri, il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, generale di squadra aerea Antonio Conserva, e il presidente AIAD, Giuseppe Cossiga. Una geografia istituzionale che dice molto della natura di Farnborough per il nostro Paese, un perimetro entro cui si muovono cooperazione industriale, programmi congiunti e rapporti bilaterali post-Brexit.

“Per essere presenti a Farnborough bisogna avere qualcosa da offrire”, ha detto Crosetto ai microfoni del Media Space AIAD. Un mercato in cui la concorrenza arriva da ogni continente non ammette partecipazioni di rappresentanza, ha spiegato il titolare della Difesa, osservando che le imprese italiane tornano al Salone da decenni e in numero crescente perché trovano clienti, e li trovano grazie a una capacità di innovazione che si rinnova con rapidità sempre maggiore. Una filiera che, ha concluso, non vive di sussidi pubblici ma di lavoro, impegno e competenza.

Sul versante diplomatico, l’ambasciatore Cassese ha inquadrato la presenza tricolore nella cornice più ampia della relazione bilaterale e della difesa europea, indicando nel caccia di sesta generazione sviluppato con Londra e Tokyo il banco di prova più visibile: “Il GCAP è il principale esempio della cooperazione industriale tra i due Paesi”, ma solo il più macroscopico di una collaborazione che attraversa l’intera filiera.