Si è svolta a Palazzo Lombardia l’Assemblea 2026 di AIOP Lombardia, “Cura & Sostenibilità. Prospettive e sfide future per la sanità lombarda”, con la partecipazione del presidente Attilio Fontana e dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso. A moderare i lavori il vicedirettore de Il Giornale Nicola Porro.

I numeri del privato accreditato lombardo sono tutt’altro che marginali: 38% dei ricoveri regionali, 50% della specialistica ambulatoriale, oltre il 90% dei posti letto socio-assistenziali, e più del 70% della mobilità sanitaria da fuori regione intercettata dalle strutture associate. AIOP Lombardia conta 105 strutture e quasi 33mila professionisti.

“Il nostro è un ecosistema che si fonda sulla collaborazione tra pubblico e privato: un modello che nel tempo ha saputo generare valore, competenze ed eccellenze riconosciute. Un modello che vogliamo continuare a valorizzare, nella convinzione che attraverso collaborazione e responsabilità condivisa sia possibile garantire ai cittadini una sanità sempre più efficiente”, ha sottolineato il Presidente Fontana.

“In Lombardia – ha detto Michele Nicchio, Presidente di Aiop Lombardia – abbiamo costruito una combinazione equilibrata tra pubblico e privato accreditato. Una combinazione che non divide, ma moltiplica valore; che non sovrappone funzioni, ma integra competenze; che non alimenta una competizione sterile, ma una competizione utile, orientata agli esiti, all’efficienza e alla qualità delle cure. Il privato accreditato non è una sanità parallela, ma una componente regolata, misurabile e integrata del servizio sanitario regionale”.

Aiop Lombardia conta 105 strutture associate (7 IRCCS, 43 ospedali, 55 RSA) e quasi 33mila professionisti tra medici, infermieri, Oss, tecnici e personale amministrativo.

“È importante preservare la capacità organizzativa del sistema privato accreditato a contratto – continua Nicchio – evitando di introdurre rigidità che potrebbero indebolirne il contributo alla tenuta complessiva della sanità lombarda. La sostenibilità sanitaria non si misura solo nella quantità di risorse disponibili, ma nella capacità di trasformarle in accesso, qualità, continuità delle cure e risposte concrete ai bisogni dei cittadini. Per questo il tema non può essere affrontato con categorie vecchie, come se pubblico e privato accreditato fossero due mondi separati o alternativi”.

“Al privato – ha spiegato Bertolaso – in futuro verranno affidate sempre maggiori responsabilità per centrare il target principale che ci siamo prefissati, ovvero abbattere totalmente le liste d’attesa nella nostra regione. L’obiettivo è continuare a fare squadra e risolvere le esigenze dei nostri cittadini. Abbiamo una cabina di regia centralizzata presso la Direzione Welfare della Regione, che quotidianamente individua le criticità importanti e più significative nell’ambito dell’erogazione delle prestazioni richieste. Ogni giorno recuperiamo migliaia di richieste che non avevano avuto risposta”.