La prevenzione veterinaria come pilastro della salute pubblica e chiave dell’approccio One Health. È questo il messaggio emerso dalla prima Giornata nazionale della prevenzione veterinaria, celebrata oggi a Padova, nella cornice di Palazzo del Bo, su iniziativa dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) e del Dipartimento di Medicina animale, produzioni e salute (MAPS) dell’Università di Padova.
L’incontro, intitolato “One Health, One Welfare, One World. Sfide e opportunità per una salute condivisa”, ha ribadito il ruolo centrale del medico veterinario non solo nella tutela del benessere animale, ma anche nella sicurezza alimentare, nella prevenzione delle zoonosi, nel contrasto all’antibiotico-resistenza e nella protezione degli ecosistemi.
All’evento hanno preso parte, tra gli altri, il prorettore vicario dell’Università di Padova Antonio Parbonetti, l’assessore regionale alla sanità Gino Gerosa e il consigliere comunale di Padova Ivo Tiberio, a testimonianza dell’interesse istituzionale verso un modello di sanità integrata.
A sottolineare l’importanza del “fare rete” è stata la direttrice generale dell’IZSVe Antonia Ricci, che ha ricordato come il sistema veterinario italiano sia parte del Servizio sanitario nazionale fin dalla sua istituzione nel 1978. Una struttura capillare, fondata su una rete di istituti e laboratori territoriali che ogni anno realizza milioni di analisi, affiancando attività di ricerca e cooperazione internazionale.
Dal mondo accademico, il direttore del Dipartimento MAPS e presidente della Conferenza nazionale dei direttori di Medicina veterinaria Alessandro Zotti ha evidenziato la duplice sfida per la formazione del veterinario del futuro: aggiornare i percorsi universitari con strumenti innovativi – dalla sorveglianza epidemiologica all’impiego dell’intelligenza artificiale – e rafforzare la consapevolezza del ruolo sociale del medico veterinario come motore di prevenzione integrata.
Le relazioni della giornata hanno attraversato ambiti diversi, dagli animali d’affezione alle patologie ittiche, fino alle filiere produttive, confermando un punto centrale: la salute umana passa anche dal benessere animale e dalla sicurezza dei sistemi alimentari.
In chiusura, la tavola rotonda con rappresentanti delle filiere, degli Ordini professionali e delle associazioni animaliste ha ribadito la necessità di un approccio condiviso, capace di unire competenze e istituzioni nel segno della One Health, per affrontare le grandi sfide sanitarie globali.