Uno spazio che è ormai componente strutturale del multidominio, un sistema industriale nazionale che va dai grandi operatori, Leonardo, Telespazio, Thales Alenia Space, a una filiera distrettuale in forte evoluzione tecnologica, e una nuova costellazione di osservazione della Terra con sensori interconnessi via laser e capacità di calcolo a bordo. Sono i temi al centro dell’intervista con Massimo Comparini, managing director della Space Division di Leonardo, realizzata nel corso del Farnborough International Airshow 2026 all’interno di “Live from Farnborough”, il Media Space promosso da AIAD per offrire alle imprese italiane presenti al Salone uno spazio dedicato a interviste, podcast e approfondimenti, e contribuire così a raccontare il valore tecnologico e industriale della filiera nazionale.
A Farnborough si parla sempre più di spazio. Perché?
Sappiamo quanto lo spazio oggi sia parte di un multidominio: l’osservazione della Terra, la connettività, il sapere dove siamo e in che tempo siamo, ad esempio con i sistemi di navigazione satellitare.
Come si colloca l’Italia in questo scenario?
L’Italia è una protagonista del settore spaziale. Lo è a livello internazionale e lo è qui, naturalmente, con il nostro ruolo, quello di Leonardo, e con le nostre imprese, Telespazio e Thales Alenia Space. Ma c’è anche una filiera molto ricca: l’area dei nostri distretti mostra una vivacità e un’evoluzione tecnologica veramente molto importanti.
Quali iniziative avete in campo?
Abbiamo molte iniziative. Tra queste, l’investimento in una costellazione di osservazione della Terra che tra fine 2027 e inizio 2028 comincerà a operare, con molti sensori, per la prima volta sensori interconnessi con collegamenti laser, e con capacità di calcolo a bordo.
Uno sguardo ai prossimi anni?
L’Italia qui è presente, è presente da protagonista, e lo sarà anche nei prossimi anni, con tutta la nostra filiera e con un sistema industriale molto coeso e molto importante.




